Case history ESG

Responsabilità sociale: ecco le 20 imprese che hanno risposto meglio al Covid-19

Le soluzioni AI di Truvalue Labs hanno identificato i “best responder” globali, aziende che hanno reagito alla pandemia con nuove occasioni di business scaturite proprio dall’emergenza sanitaria. Fra le selezionate anche la filiale torinese del gruppo tessile Ahlstrom-Munksjo Oy, che ora mira a produrre 500milioni di mascherine all’anno

28 Gen 2021

Veronica Balocco

Non c’è nessuna azienda italiana, ma l’Italia fa comunque la sua parte nella classifica dei 20 top Covid-responder al mondo, le imprese che meglio – anche in ottica di responsabilità sociale – hanno risposto alla crisi pandemica internazionale cogliendo nuove occasioni di business proprio dall’emergenza sanitaria. Ideatrice dell’elenco è Truvalue Labs, società del gruppo Usa Factset specializzata nella misurazione di performance di sostenibilità, che davanti alle sfide della pandemia ha chiesto alle sue soluzioni di intelligenza artificiale (AI) di individuare i best player di questa difficile partita.

Per identificarli è stato appositamente lanciato un nuovo indicatore: il Coronavirus ESG Monitor, grazie al quale (pur non rappresentando un rating ESG) è stato possibile monitorare i comportamenti Covid-related delle aziende attraverso oltre 100mila fonti di informazione. Quanto ne è emerso, sotto forma di classifica Top20, è stato reso disponibile gratuitamente al pubblico come set di dati aperto.

Selezionate realtà di 11 Paesi del mondo

Fra i nomi selezionati, come detto, non risultano realtà italiane. Ma l’Italia comunque c’è. Merito della filiale torinese del gruppo finlandese Ahlstrom-Munksjo Oyj, realtà tessile che – spiega Truvalue Labs – “ha riconvertito i macchinari per la produzione di tessuti da filtrazione industriale, dedicandoli alla produzione di mascherine”. Dopo lo scoppio della pandemia, a marzo 2020 il gruppo ha velocemente dato una nuova destinazione d’uso allo stabilimento di Torino, ridisegnando la sua capacità produttiva. Oggi la filiale piemontese mira a produrre 500 milioni di mascherine in un anno.
Si è trattato di un’occasione colta al volo nonostante le criticità, dunque. Esattamente come negli altri 19 casi della top list di Truvalue Labs, che ha volutamente escluso i comparti Healthcare o Pharma per dare il giusto peso ad aziende e settori della supply-chain meno ovvi e spesso trascurati.

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La classifica finale include aziende a piccola, media e grande capitalizzazione situate in 11 Paesi (Austria, Canada, Finlandia, Germania, India, Giappone, Nuova Zelanda, Svizzera, Turchia, Regno Unito, Usa). “Si tratta – chiarisce Truvalue Labs – di aziende che hanno risposto alla crisi con sfide di innovazione: lanciando un nuovo prodotto, aprendo nuove strutture, sviluppando nuove capacità logistiche o collaborando con i governi e altri soggetti della catena di approvvigionamento”. Per tutte queste realtà, la crisi da Covid-19 ha messo in luce “le ragioni per cui gli investitori dovrebbero nutrire per loro un senso di fiducia – concludono i promotori dell’analisi -: tutte e venti le aziende hanno palesemente dimostrato la loro resilienza aziendale e la loro capacità di risposta, anche futura, in tempi di crisi”.

Le aziende selezionate

Ecco l’elenco dei Top 20 Covid-responder globali.

Asia-Pacifico

Bharat Electronics (India)
Azienda indiana che in soli quattro mesi, tempo record, ha prodotto 30mila nuovi ventilatori per unità di terapia intensiva. Le linee di produzione si sono riunite in sole due settimane e 3mila ingegneri hanno contribuito alla formazione dei sanitari sull’uso dei ventilatori.

Blue Dart Express (India)
Azienda indiana di logistica che dispone di una flotta di sei Boeing 757 e otto siti speciali per facilitare le spedizioni di forniture mediche. Nel momento del bisogno , il gruppo ha predisposto i suoi mezzi per un programma di consegna impegnativo e ha tagliato i prezzi per le spedizioni.

Daikin Industries (Giappone)
Produttore di condizionatori virus-killer che ha lavorato per progettare una maschera facciale riutilizzabile con un filtro sostituibile, secondo gli standard N95.

Fonterra Co-Operative Group (Nuova Zelanda)
Gigante del settore lattiero-caseario che ha registrato un forte aumento di richiesta di un prodotto a base di siero di latte, utilizzato per produrre bevande ad alto contenuto proteico che sostengono pazienti intubati. L’azienda ha anche prodotto centinaia di migliaia di litri di etanolo per potenziare la fornitura nazionale di disinfettante per le mani, mentre il dipendente del settore R&D Richard Lloyd ha utilizzato le stampanti 3D dell’azienda per creare cornici per schermi facciali per gli operatori sanitari essenziali.

Shima Seiki Mfg (Giappone)
Produttore di macchine per maglieria che ha diffuso dati che possono essere utilizzati nelle sue macchine per produrre rapidamente nuovi tipi di tessuto per mascherine (incluso per
bambini in età scolare).

Europa

Ahlstrom-Munksjo Oyj (Finlandia)
Produttore tessile che, tramite la filiale di Torino, ha riconvertito i macchinari destinati alla produzione di tessuti per filtrazione industriale nella realizzazione di mascherine.

Arcelik (Turchia)
Produttore di elettrodomestici che ha acquistato un’azienda più piccola e ha avviato la produzione di respiratori, anche in collaborazione con l’Università di Cambridge.

Deutsche Post DHL Group (Germania)
Il noto attore nel settore della logistica e dei trasporti, ha collaborato con Pfizer per aiutare a distribuire il suo vaccino, che in particolare deve essere mantenuto a -70 gradi Celsius.

Gerresheimer (Germania)
E’ fra le poche aziende a livello mondiale che produce fiale per vaccini in vetro borosilicato (a base di silicio e triossido di boro), materiale forte, resistente ai cambiamenti di temperatura e acidità, e relativamente inerte. Ciò lo rende ideale per tutti i tipi di usi medici, incluse le piccole fiale che contengono singole dosi di vaccino.

Kuehne und Nagel International (Svizzera)
Azienda di trasporto e logistica che aveva già pronta una flotta di 200 rimorchi farmaceutici per trasportare i vaccini a temperature inferiori allo zero. Oltre a ciò, è cresciuta per soddisfare la necessità di temperature ancora più fredde, lavorando per essere pronta a garantire temperature di -80 gradi Celsius per il trasporto e lo stoccaggio.

Lenzing (Austria)
Azienda dell’industria chimica produttrice di fibre, che ha creato una joint venture con l’obiettivo specifico di produrre mascherine. La produzione, dalle mascherine chirurgiche alle FFP2, è stata avviata in tempi record.

Smiths Group (Regno Unito)
Azienda che ha firmato per produrre 10mila ventilatori per il governo del Regno Unito. La produzione è stata gradualmente aumentata sino a sei volte i livelli ordinari.

Atlas Air Worldwide Holdings (USA)
Società di trasporto aereo che ha collaborato con i funzionari federali in primavera per acquisire Dpi assolutamente necessari. A marzo 2020, la compagnia è volata da Shanghai all’aeroporto JFK di New York, secondo Aviation Business News, con un carico di “130.000 mascherine N95; quasi 1,8 milioni di mascherine e camici chirurgici; più di 10,3 milioni di guanti; più di 70.000 termometri”.

Avery Dennison Corp (USA)
L’azienda, con sede in California, ha rettificato le attività di produzione della sua filiale Avery Dennison Medical allo scopo di produrre mezzo milione di schermi per il viso con qualità anti-appannamento. Le visiere sono state donate a strutture mediche negli Stati Uniti.

Brookshire Grocery (USA)
Azienda Grocery con sede in Texas, che ha offerto agli anziani uno sconto del 5% sui generi alimentari e ha erogato ai suoi dipendenti un bonus Covid-19. Ha inoltre concordato con lo Stato del Texas la fornitura gratuita di vaccini alla popolazione.

Celestica (Canada)
L’azienda, che fornisce soluzioni per la supply chain, ha lavorato con Medtronic per la produzione di semilavorati per ventilatori. L’azienda ha anche affermato di aver aumentato la produzione di “un dispositivo a ultrasuoni portatile utilizzato dai medici per eseguire rapidamente scansioni polmonari dei pazienti che presentano sintomi di Covid-19”.

Corning (USA)
Azienda di materiali che ha collaborato con Nippon Paint per donare materiale di rivestimento antivirale agli ospedali nella provincia di Hubei a febbraio, quale vigorosa e precoce risposta alla pandemia.

Cryoport (USA)
Azienda logistica della catena del freddo che utilizza vapori di azoto liquido per raffreddare i container di spedizione. Con 27 centri logistici in 12 Paesi, l’azienda ha dichiarato che le sue attrezzature possono mantenere un container a -196 gradi Celsius per 10 giorni, consentendo non solo la spedizione di vaccini a temperature ultra-fredde, ma anche la conservazione dopo aver ricevuto la consegna.

MSA Safety (USA)
Produttore di Dpi che ha visto crescere la propria produzione in risposta alla pandemia: l’azienda ha collaborato all’invio di 65.000 maschere N95 agli operatori sanitari della sua regione d’origine, nella Pennsylvania occidentale. Infine, ha sviluppato una maschera respiratoria riutilizzabile, la prima del suo genere approvata dall’Istituto nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro (Niosh).

Schrodinger (USA)
Azienda del settore software/IT che ha collaborato con aziende biofarmaceutiche su un lavoro di design computazionale sostenuto dalla Bill & Melinda Gates Foundation. La collaborazione, che includeva Novartis e Gilead, aveva l’obiettivo di “scoprire e sviluppare nuove terapie antivirali a piccole molecole “, secondo il Naples News.

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