Agricoltura di precisione, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale stanno ridefinendo la filiera agroalimentare italiana. La collaborazione tra La Doria ed EVJA si inserisce proprio in questo scenario, puntando su tecnologie IoT e intelligenza artificiale non solo per ottimizzare i processi produttivi, ma anche per affrontare questioni chiave come la gestione responsabile delle risorse idriche, la trasparenza nei confronti dei lavoratori e la tutela della biodiversità. L’esperienza maturata nella partnership offre una serie di spunti su come innovazione tecnologica e standard qualitativi possano convergere verso modelli più efficienti e sostenibili per l’intero comparto.

Agritech e responsabilità sociale: la necessità di conciliare produttività, sostenibilità ed etica del lavoro
La filiera agroalimentare italiana è sotto una pressione crescente per conciliare produttività, sostenibilità ambientale ed etica del lavoro. In questo contesto, l’annuncio del rinnovo della collaborazione tra La Doria, storico gruppo nel settore delle conserve vegetali, e la AgTech EVJA rappresenta un caso di studio. L’iniziativa, iniziata nel 2022, segna una progressiva trasformazione della coltivazione industriale del pomodoro attraverso l’adozione di strumenti digitali avanzati, rispondendo sia alle esigenze di efficienza operativa sia a quelle di responsabilità sociale. I risultati conseguiti nella stagione 2025 offrono elementi utili a valutare l’impatto effettivo delle tecnologie abilitanti sulla filiera agricola.
L’evoluzione della partnership tra La Doria ed EVJA
Nata come sperimentazione su alcune aziende agricole conferitrici, la partnership tra La Doria ed EVJA si è rapidamente strutturata in un modello scalabile di gestione agronomica data-driven. L’accordo iniziale ha lasciato spazio a una collaborazione più ampia e articolata, che oggi abbraccia territori chiave per la produzione del pomodoro da industria (Lazio, Campania, Puglia, Basilicata) e si estende per la prima volta all’estero, in Portogallo. Questo ampliamento geografico riflette la volontà di standardizzare le best practice a livello internazionale e dimostra la maturità raggiunta dall’approccio integrato tra industria alimentare e tecnologia digitale nel settore primario. La partnership non si limita alla fornitura di dispositivi o software ma implica una revisione sostanziale dei processi decisionali lungo tutta la catena produttiva.

Tecnologie IoT e intelligenza artificiale a supporto dell’agricoltura di precisione
Al centro della trasformazione della filiera c’è l’impiego estensivo di tecnologie IoT – nello specifico centraline microclimatiche EVJA – e moduli software basati su intelligenza artificiale. Queste soluzioni consentono il monitoraggio in tempo reale dei parametri ambientali e agronomici lungo migliaia di ettari coltivati, fornendo ai decision maker informazioni puntuali sui fabbisogni idrici delle colture e sull’insorgenza delle principali fitopatie.

L’analisi predittiva dei dati raccolti abilita una pianificazione irrigua mirata e interventi fitosanitari calibrati sul rischio effettivo rilevato in campo. L’integrazione fra hardware distribuito e piattaforme cloud-based trasforma la gestione agricola da reattiva a proattiva, generando efficienze difficilmente ottenibili con metodi tradizionali.
Risultati concreti: risparmio idrico e riduzione dei trattamenti chimici
L’adozione delle tecnologie EVJA ha prodotto risultati misurabili su fronti critici per la sostenibilità ambientale. Nel 2025 si registra una diminuzione del 43% nei consumi idrici grazie all’irrigazione adattiva basata sulla traspirazione effettiva delle piante. La difesa fitosanitaria ha visto una contrazione notevole degli interventi: fino al 67% in meno per i trattamenti fungicidi e riduzioni consistenti anche nell’uso di altri fitofarmaci e insetticidi. Tali dati non solo attestano un minor impatto ambientale ma si traducono anche in risparmi economici tangibili per i produttori. Il monitoraggio continuo permette inoltre un affinamento costante dei modelli predittivi, valorizzando l’esperienza accumulata nelle stagioni precedenti.
Sostenibilità sociale: lotta al caporalato e trasparenza per i lavoratori
Accanto ai benefici ambientali, il progetto affronta nodi strutturali della filiera agricola italiana, primo fra tutti il caporalato. L’introduzione di sistemi digitali di marcatempo – badge elettronici collegati a piattaforme centralizzate – consente una tracciabilità oggettiva delle ore lavorate nei campi da parte dei conferitori selezionati. Inoltre, l’utilizzo di QR code diffusi in azienda garantisce ai lavoratori accesso semplificato a informazioni contrattuali e retributive in più lingue: una leva concreta contro opacità e abusi che ancora segnano alcune aree dell’agroindustria nazionale. Queste misure rafforzano la posizione del gruppo sia sul piano reputazionale sia nella gestione del rischio ESG lungo la supply chain.

Tutela della biodiversità e garanzia della qualità nella filiera
L’approccio sistemico adottato da La Doria prevede anche iniziative mirate alla salvaguardia della biodiversità agricola e al mantenimento degli standard qualitativi. Il progetto include la creazione di corridoi ecologici nei campi conferitori per incentivare l’attività degli insetti impollinatori, fondamentali per l’equilibrio agro-ecosistemico. Dal punto di vista della sicurezza alimentare, sono stati implementati moduli software avanzati per prevenire contaminazioni da corpi estranei (“Campagna Pulita”) e strumenti di monitoraggio dei Key Performance Indicator relativi alla qualità del prodotto finale. Questa attenzione puntuale alla componente naturale e ai processi post-raccolta testimonia una visione integrata della sostenibilità che va oltre il rispetto formale delle normative.

Standard avanzati e strategie future per una filiera sostenibile
Il percorso intrapreso non si esaurisce nei risultati già raggiunti ma prevede uno sviluppo ulteriore su piani multipli: dalla quantificazione puntuale delle emissioni di CO2 legate alle superfici coltivate all’introduzione sistematica di progetti di riforestazione nelle aree più critiche. Il dialogo costante tra La Doria ed EVJA mira a costruire un modello operativo replicabile che possa essere adottato da altri attori dell’agroindustria nazionale ed europea. Nei prossimi anni sarà fondamentale consolidare la raccolta dati su larga scala per ottenere metriche affidabili sugli impatti ESG ed esplorare nuove soluzioni digitali in grado di supportare ulteriormente gli agricoltori nella transizione verso pratiche rigenerative. Il caso La Doria-EVJA offre spunti operativi ed evidenze empiriche interessanti anche per i policy maker impegnati nella definizione delle strategie agricole future.
Integrazione tra innovazione, sostenibilità e attenzione agli aspetti sociali
L’esperienza maturata da La Doria ed EVJA mostra come l’integrazione tra innovazione tecnologica, attenzione alla sostenibilità e cura degli aspetti sociali possa incidere in modo tangibile sulla creazione di una filiera agroalimentare sostenibile. L’adozione di soluzioni IoT e AI, unita a pratiche trasparenti e rispettose dei lavoratori, non si traduce solo in benefici operativi, ma contribuisce anche a rafforzare la responsabilità d’impresa nei confronti dell’ambiente e della società. In questo scenario, la capacità di coniugare esigenze produttive e valori etici rappresenta una leva cruciale per affrontare le sfide presenti e future del settore. Guardando avanti, il consolidamento di questi standard potrà favorire un modello produttivo più resiliente e competitivo, capace di rispondere a istanze sempre più complesse senza rinunciare alla qualità.












