Il diritto al cibo sotto la pressione di guerre e clima: l’analisi di Coldiretti
L’accesso a un’alimentazione adeguata resta fuori dalla portata economica di una parte consistente della popolazione mondiale. Purtroppo, una persona su tre non può permettersi un pasto adeguato, secondo l’analisi Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga diffusa in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre la situazione.
Il quadro descritto dall’organizzazione agricola mette in relazione le difficoltà di accesso al cibo con gli effetti economici dei conflitti (vedi crisi allo Stretto di Hormuz) e dei cambiamenti climatici. Due fattori che possono compromettere la produzione agricola, ostacolare gli approvvigionamenti e ridurre la capacità di acquisto delle famiglie.
La questione riguarda quindi sia la disponibilità degli alimenti sia la possibilità concreta di acquistarli. Il diritto a un cibo buono e sano dipende anche dalla tenuta dei sistemi produttivi e dalle condizioni economiche delle persone.
Conflitti ed eventi estremi alimentano le crisi alimentari
Nella sua analisi Coldiretti richiama i dati del rapporto sulle crisi alimentari citato dalla FAO: circa il 56% della grave insicurezza alimentare acuta sarebbe riconducibile, direttamente o indirettamente, a guerre, conflitti interni e crisi geopolitiche. Un ulteriore 11% sarebbe legato a gravi crisi economiche, spesso associate a instabilità politica e conflitti, mentre il 33% sarebbe attribuito a eventi climatici estremi.
Queste percentuali descrivono le cause delle crisi alimentari acute considerate nel rapporto. E riguardano un fenomeno distinto dalla difficoltà economica di permettersi un’alimentazione adeguata richiamata dall’analisi Coldiretti-Divulga. I due piani evidenziano comunque la vulnerabilità dei sistemi alimentari: alle emergenze che mettono a rischio l’accesso immediato al cibo si affiancano difficoltà economiche che possono incidere sulla qualità della dieta.
Produzione agricola e sovranità alimentare
Per Coldiretti, la combinazione tra instabilità geopolitica e fenomeni climatici estremi configura una sorta di “tempesta perfetta”, capace di pesare sulla produzione e sulla sovranità alimentare dei Paesi.
Al centro della preoccupazione dell’organizzazione ci sono la capacità di garantire prodotti sicuri e di qualità e la tutela dei redditi degli agricoltori. La tenuta delle imprese agricole viene così collegata alla possibilità di assicurare continuità produttiva e accessibilità degli alimenti. L’analisi di Coldiretti esprime inoltre timori sulla diffusione di prodotti che definisce “ultraformulati o sintetici”. Non nel senso di una presa di posizione con evidenze specifiche che consentano di attribuire un rischio sanitario generalizzato a queste categorie ma per un confronto sulla qualità dell’alimentazione che richiede di considerare caratteristiche nutrizionali, sicurezza e modalità di consumo dei singoli prodotti.
Alimentazione e prevenzione al Forum Coldiretti
Il diritto al cibo e le trasformazioni dei sistemi agricoli saranno al centro della XXIV edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione di The European House – Ambrosetti. L’appuntamento si è previsto per martedì 20 e mercoledì 21 ottobre a Roma, a Palazzo Rospigliosi. Il programma prevede approfondimenti sul rapporto tra alimentazione e prevenzione, con la partecipazione di rappresentanti del mondo della ricerca.
Per due giornate, esponenti delle istituzioni, esperti, accademici e protagonisti dell’economia, della finanza e della politica si confronteranno con Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, ed Ettore Prandini, presidente dell’organizzazione. Il Forum affronterà le prospettive di un settore strategico per l’Italia, mettendo in relazione gli scenari nazionali con le dinamiche internazionali. Sullo sfondo resta una domanda concreta: come proteggere la capacità di produrre alimenti di qualità e renderli economicamente accessibili in un contesto segnato da conflitti, fragilità economiche e rischi climatici.












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