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SFDR, il Consiglio UE accelera sulla semplificazione delle regole ESG



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Il Consiglio dell’Unione europea ha definito la propria posizione sulla revisione della SFDR, il regolamento sulla trasparenza della finanza sostenibile. L’obiettivo è semplificare gli obblighi informativi, ridurre gli oneri per gli operatori e rendere più chiari i prodotti ESG per gli investitori

Pubblicato il 25 giu 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



Cosa cambia con la SFDR Sustainable Finance Disclosure Regulation
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Punti chiave

  • Il Consiglio ha adottato una posizione negoziale per aggiornare la Revisione SFDR, semplificando la trasparenza sui prodotti finanziari sostenibili e riducendo oneri amministrativi.
  • La SFDR impone la disclosure dei fattori ESG e la classificazione (art.6/8/9) per aumentare la comparabilità dei prodotti e contrastare il greenwashing.
  • La posizione negoziale avvia i negoziati col Parlamento europeo; se approvata porterà regole più semplici, informazioni più chiare e più capitale verso la transizione sostenibile.
Riassunto generato con AI


Come anticipato già qualche mese fa (vedi servizio sulla Revisione SFDR) la finanza sostenibile europea si prepara a una nuova fase. Il Consiglio dell’Unione europea ha infatti raggiunto un accordo sulla propria posizione negoziale per aggiornare le regole di trasparenza applicate ai prodotti finanziari sostenibili commercializzati nell’UE. L’obiettivo di questo passaggio è oggi duplice: ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori del mercato e rendere più semplice per gli investitori comprendere, confrontare e valutare le caratteristiche di sostenibilità dei prodotti finanziari.

La decisione rappresenta un passaggio importante nel percorso di revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), il regolamento europeo che dal 2021 disciplina le informazioni che intermediari finanziari e gestori devono fornire riguardo agli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG) dei propri prodotti. Negli ultimi anni, tuttavia, il sistema è stato spesso criticato per la sua complessità, per la difficoltà di interpretazione da parte degli investitori retail e per il carico burocratico imposto agli operatori finanziari.

SFDR e regole ESG

Prima di vedere in dettaglio questo passaggio nella direzione della Revisione è utile fare un passo indietro e focalizzare velocemente l’attenzione sulla Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), ovvero sul regolamento europeo che disciplina la trasparenza nel settore della finanza sostenibile. Entrato in vigore nel 2021, impone a gestori patrimoniali, fondi d’investimento, assicurazioni e consulenti finanziari di comunicare in modo chiaro come integrano i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle proprie decisioni di investimento.

L’obiettivo della SFDR è aumentare la trasparenza verso gli investitori, favorire il confronto tra prodotti finanziari e contrastare il fenomeno del greenwashing. Il regolamento richiede agli operatori di rendicontare i rischi di sostenibilità e gli eventuali impatti negativi degli investimenti su ambiente e società.

La normativa ha inoltre introdotto una classificazione informale dei prodotti finanziari attraverso gli articoli 6, 8 e 9, distinguendo tra prodotti che non perseguono obiettivi ESG, prodotti che promuovono caratteristiche ambientali o sociali e prodotti che hanno come obiettivo investimenti sostenibili. La revisione a livello europeo punta a semplificare queste regole, rendendo le informazioni più comprensibili per gli investitori e riducendo gli oneri amministrativi per gli operatori del settore.

Più chiarezza e minore complessità negli obiettivi della revisione SFDR

Secondo il Consiglio, il nuovo quadro normativo dovrà consentire agli investitori di orientarsi più facilmente tra le diverse offerte presenti sul mercato, riducendo il rischio di confusione e aumentando la comparabilità dei prodotti finanziari che dichiarano obiettivi di sostenibilità. L’intenzione è quella di favorire un utilizzo più efficace dei capitali privati a sostegno della transizione sostenibile e degli obiettivi strategici dell’Unione europea, inclusi competitività e crescita economica.

La revisione punta inoltre a contrastare il fenomeno del greenwashing, ovvero la presentazione fuorviante di prodotti finanziari come sostenibili senza che vi siano reali caratteristiche ESG a supporto di tali affermazioni. Negli anni, infatti, la proliferazione di classificazioni e informative particolarmente tecniche ha reso difficile per molti investitori distinguere tra prodotti realmente orientati alla sostenibilità e prodotti che semplicemente integrano alcuni criteri ESG.

Meno burocrazia per il settore finanziario

Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda la semplificazione degli obblighi informativi. La Commissione europea aveva già evidenziato come l’attuale sistema generasse documentazione lunga, complessa e spesso poco utile ai fini della comprensione da parte degli investitori. La revisione mira quindi a rendere le informative più concise e leggibili, riducendo il numero di indicatori richiesti e alleggerendo gli adempimenti per gli operatori.

Il Consiglio sottolinea che una maggiore semplicità normativa potrebbe contribuire a rafforzare la competitività del mercato finanziario europeo, consentendo alle istituzioni finanziarie di concentrare maggiormente le proprie risorse sull’attività di investimento e innovazione piuttosto che sulla gestione della compliance regolatoria.

Le prossime tappe della Revisione SFDR in relazione all’ESG

L’accordo raggiunto dal Consiglio non conclude l’iter legislativo. La posizione adottata costituisce infatti il mandato negoziale che consentirà agli Stati membri di avviare le trattative con il Parlamento europeo per arrivare a un testo definitivo condiviso. Il dossier rientra nel più ampio programma europeo di semplificazione normativa volto a rendere più efficaci le regole sulla sostenibilità senza compromettere gli obiettivi di trasparenza e tutela degli investitori.

Se il percorso legislativo procederà secondo i tempi previsti, l’Europa potrebbe presto dotarsi di una versione aggiornata della SFDR, caratterizzata da regole più semplici, informative più comprensibili e un sistema capace di indirizzare con maggiore efficacia i capitali verso attività realmente sostenibili. Un passaggio che Bruxelles considera essenziale per sostenere la transizione verde e rafforzare il ruolo della finanza come leva strategica per la competitività europea.

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