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Clessidra supera il target per Green Harvest e accelera sull’agrifood



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Il fondo Green Harvest di Clessidra SGR chiude con oltre 150 milioni di euro raccolti e conferma una forte attenzione verso investimenti ESG e la crescita delle PMI italiane del settore agroalimentare. L’operazione, è sostenuta da investitori istituzionali come FEI e Fondo Italiano d’Investimento

Pubblicato il 11 mag 2026



Andrea Ottaviano, CEO di Clessidra Private Equity SGR
Andrea Ottaviano, CEO di Clessidra Private Equity SGR
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Il settore agroalimentare italiano continua ad attrarre capitali e attenzione da parte della finanza specializzata e in particolare dal mondo della finanza sostenibile, confermandosi un comparto strategico per l’economia nazionale. Il recente closing del fondo Green Harvest di Clessidra SGR, ha raccolto oltre 150 milioni di euro e ha superato il target iniziale, segnando un passaggio rilevante in questa direzione. L’operazione mostra quanto sia crescente l’attenzione verso gli investimenti sostenibili e verso l’allineamento agli standard ESG, così come è importante il ruolo sempre più centrale degli investitori istituzionali nel sostenere la crescita delle PMI del settore. In questo scenario, Clessidra consolida la propria posizione nella finanza alternativa, delineando una pipeline di nuove operazioni e confermando strategie che puntano all’innovazione e alla valorizzazione delle eccellenze italiane.

Il ruolo del fondo Clessidra Capital Partners Green Harvest

Clessidra Private Equity SGR ha infatti recentemente annunciato di aver superato il target di raccolta per il fondo Clessidra Capital Partners Green Harvest con un risultato che segna un punto di svolta nella strategia di investimento del gruppo, ed evidenzia una crescente attenzione del capitale verso il settore agrifood italiano in una prospettiva di sostenibilità. L’operazione si inserisce in un contesto di trasformazione del private equity nazionale, dove la ricerca di valore e resilienza nelle filiere tradizionali si coniuga con l’esigenza di innovazione e responsabilità ambientale.

Una domanda che premia gli strumenti finanziari dedicati al comparto agroalimentare e i veicoli con criteri selettivi nella gestione degli asset

Il secondo closing del fondo Green Harvest è stato raggiunto con largo anticipo rispetto alle tempistiche previste, portando la raccolta a oltre 150 milioni di euro. Questo traguardo riflette una fiducia consolidata da parte degli investitori istituzionali, compresi attori come il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e il Fondo Italiano d’Investimento. La rapidità e l’entità della raccolta suggeriscono una domanda non solo per strumenti finanziari dedicati al comparto agroalimentare, ma anche per veicoli che adottino criteri selettivi nella gestione degli asset e nella valorizzazione delle competenze industriali.

Focus sul settore agrifood italiano: strategie ed evidenze

L’orientamento strategico di Clessidra PE per Green Harvest si focalizza su un segmento che rappresenta uno degli architravi dell’economia italiana: la filiera agroalimentare. L’obiettivo operativo privilegia investimenti in piccole e medie imprese, realtà spesso caratterizzate da modelli imprenditoriali familiari e da un elevato potenziale di crescita tramite processi di supporto alla gestione aziendale e al consolidamento. La scelta non deriva solo dalla storica centralità dell’agrifood nel PIL nazionale, ma anche dalla sua propensione all’internazionalizzazione e dalla struttura frammentata che offre spazio a operazioni di aggregazione, efficientamento e innovazione lungo tutta la catena del valore.

Obiettivi ESG: allineamento agli standard SFDR articolo 9

Green Harvest si distingue nel panorama dei fondi italiani per l’aderenza ai requisiti dell’articolo 9 del regolamento SFDR, posizionandosi tra i veicoli orientati esplicitamente a obiettivi di sostenibilità. L’allineamento agli Science Based Targets indica una volontà precisa di contribuire alla decarbonizzazione delle aziende in portafoglio, integrando metriche ESG tangibili nella selezione e gestione delle partecipate. In questo quadro, la sostenibilità non viene trattata come elemento accessorio, ma come leva competitiva necessaria per affrontare i cambiamenti normativi e le richieste dei mercati internazionali.

La prima operazione: acquisizione della maggioranza in Laurieri Spa

Il debutto operativo del fondo si è concretizzato con l’acquisizione del 70% di Laurieri Spa, storica azienda materana specializzata nella produzione di prodotti da forno destinati prevalentemente all’export. Con un fatturato che supera i 20 milioni di euro e un EBITDA superiore ai 5 milioni, Laurieri rappresenta un caso emblematico di PMI italiana capace di valorizzare le proprie radici artigianali in una dimensione globale. L’intervento di Clessidra punta ad accelerare processi già avviati di managerializzazione e ampliamento della capacità produttiva, rispondendo così alle dinamiche della domanda internazionale senza trascurare la qualità distintiva del made in Italy.

Il ruolo degli investitori istituzionali nella crescita delle PMI agroalimentari

L’ingresso nel fondo di soggetti come FEI e Fondo Italiano d’Investimento sottolinea la rilevanza sistemica attribuita oggi alle PMI agroalimentari nel più ampio disegno dell’economia europea. Questi investitori agiscono come catalizzatori sia dal punto di vista finanziario che strategico: forniscono risorse stabili e contribuiscono a orientare gli obiettivi dei fondi verso impatti misurabili in termini di crescita, innovazione e sostenibilità competitiva. In particolare, la presenza istituzionale accresce la credibilità del veicolo presso altri operatori e facilita l’accesso a network e best practice internazionali.

Nuove opportunità d’investimento all’orizzonte

Oltre alla prima acquisizione già realizzata, Clessidra Green Harvest ha individuato una pipeline articolata di ulteriori opportunità nel settore agrifood. La selezione si orienta verso aziende capaci non solo di generare ritorni economici solidi ma anche pronte a intraprendere percorsi strutturati verso standard ESG avanzati. Le analisi attualmente in corso riguardano realtà con potenziale per progetti industriali sia verticali sia orizzontali, mirati a rafforzare la posizione competitiva italiana nei mercati globali. Tale approccio mira a costruire un portafoglio diversificato che rifletta le molteplici sfaccettature e resilienze proprie del comparto agroalimentare nazionale.

Profilo ed evoluzione nella finanza alternativa

Nel corso degli ultimi vent’anni Clessidra ha consolidato un posizionamento nell’ecosistema italiano degli investimenti alternativi, evolvendo da operatore focalizzato sul private equity a piattaforma multi-asset con presenza nei settori del credito e del factoring. Il controllo esercitato da Italmobiliare SpA ha rafforzato la capacità patrimoniale della società, mentre le strategie recenti testimoniano una crescente attenzione verso l’integrazione dei criteri ESG nelle scelte operative. Il track record maturato — oltre 3 miliardi raccolti e più di trenta operazioni completate — pone il gruppo tra i principali interlocutori per PMI interessate a percorsi evolutivi complessi, dimostrando come la finanza alternativa possa fungere da motore reale per l’innovazione industriale italiana.

Agrifood: segmento centrale nella strategia di sviluppo

Andrea Ottaviano, CEO di Clessidra Private Equity SGR ha voluto sottolineare come “Clessidra Capital Partners Green Harvest rappresenti una tappa strategica per il nostro Gruppo, che amplia la propria presenza sul mercato delle PMI e si focalizza sul segmento agrifood che per oltre vent’anni è stato centrale per la nostra strategia di private equity, mantenendo la medesima filosofia e visione. Il nostro obiettivo è di capitalizzare l’esperienza storica del nostro network in un segmento particolarmente interessante come la filiera agroalimentare italiana, tra le principali nel nostro Paese per contributo al Pil, ricca di aziende familiari con un grande potenziale di sviluppo. Clessidra PE è cresciuta nella propria struttura e nella dimensione dei propri investimenti, ma continua a vedere grandi opportunità in questa fascia di mercato, all’interno di una filiera solida, profittevole e con vantaggi competitivi reali e duraturi legati alla sostenibilità ambientale.”

Marco Marrone, Chief Investment Officer del Fondo europeo per gli investimenti (FEI). ha a sua volta sottolineato che “Il settore agricolo è una priorità di investimento strategica per il Gruppo BEI, in quanto rappresenta un pilastro essenziale dell’economia europea. Questa operazione conferma il ruolo chiave del FEI nel sostenere fondi di private equity che rafforzano la crescita e la competitività delle PMI italiane ed europee, accelerando l’innovazione e favorendo la creazione di valore sostenibile lungo l’intera filiera agroalimentare.

Su queste prospetti si è pronunciato anche Luigi Tommasini, Senior Partner e Head of Strategic Initiatives di Fondo Italiano d’Investimento mettendo in evidenza come “Il sistema agroalimentare italiano costituisce un asset strategico per il Paese, capace di coniugare tradizione, qualità e forte riconoscibilità internazionale. In questo ambito, riteniamo fondamentale favorire iniziative in grado di rafforzare la struttura industriale della filiera e sostenerne l’evoluzione in chiave competitiva e sostenibile. In qualità di Primo Cornerstone Investor di Clessidra Capital Partners Green Harvest, Fondo Italiano d’Investimento intende contribuire in modo concreto alla mobilitazione di risorse dedicate al comparto, con un’attenzione particolare alle PMI. L’obiettivo è accompagnarle in percorsi di crescita, innovazione e apertura ai mercati internazionali, valorizzando al contempo le specificità del Made in Italy e promuovendo processi di consolidamento coerenti con le sfide attuali e future del settore”.

Un nuovo dialogo tra capitale e impresa agrifood

In uno scenario in cui la finanza alternativa si dimostra sempre più cruciale per sostenere l’innovazione e la competitività delle PMI italiane, le iniziative come quelle promosse da Clessidra rappresentano un segnale tangibile di una trasformazione in atto nel sistema economico nazionale. La convergenza tra esigenze di crescita del settore agroalimentare, obiettivi di sostenibilità e attenzione alle best practice finanziarie suggerisce che il dialogo tra capitale e impresa sta assumendo una nuova centralità, orientata alla creazione di valore di lungo periodo. In questo contesto, il ruolo proattivo degli investitori istituzionali e la capacità dei gestori di individuare traiettorie d’investimento coerenti con i trend emergenti saranno determinanti per consolidare i progressi raggiunti e favorire lo sviluppo futuro del comparto.

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