L’European Banking Authority EBA aveva pubblicato la ESG Dashboard nell’aprile del 2025 allo scopo di mettere a disposizione un nuovo framework per il monitoraggio dei rischi ESG e per strutturare i principali indicatori relativi al rischio climatico in modo comparabile.
La piattaforma nasceva con la missione di mettere a disposizione della comunità finanziaria uno strumento per monitorare in modo standardizzato e strutturale i rischi di stabilità finanziaria direttamente e indirettamente legati al clima.
In occasione dell’ultimo aggiornamento (marzo 2026) della piattaforma come ESG360 abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione un servizio interamente dedicato alla ESG Dashboard, partendo dai vantaggi ottenibili grazie agli ultimi aggiornamenti in particolare dell’ESG Risk Dashboard per poi fare il punto con il milgior dettaglio possibile sulle caratteristiche della piattaforma. (vai QUI per entrare direttamente nella piattaforma n.d.r.)
EBA ESG Dashboard: gli ultimi aggiornamenti (Marzo 2026)
Quali sono le evidenze più importanti relative all’ultimo aggiornamento dell’ESG Risk Dashboard?
Il dato sul quale si concentra solitamente l’attenzione in prima istanza riguarda l’esposizione del mondo bancario verso i comparti che maggiormente incidono con le loro attività sui cambiamenti climatici. Il dato che arriva dall’ESG Risk Dashboard mostra che l’esposizione bancaria è ancora molto elevata e superiore al 60% a testimonianza del peso sempre molto importante dell’industria ad elevato impatto nel portfolio bancario. Un dato che sollecita da una parte un controllo sempre più preciso dell’evoluzione del rischio climatico e dall’altra la necessità di piani di transizione climatica e di decarbonizzazione sempre più affidabili.
Relativamente ai fattori di rischio la ESG Dashboard mette in evidenza come sia necessario alzare il livello di controllo verso i rischi fisici correlati alle imprese a più elevato livello di impatto in relazione ai climate change. In particolare l’attenzione deve crescere sia nell’ambito delle operations industriali sia nell’ambito delle catene del valore.
C’è poi un tema che attiene nello specifico alla qualità delle valutazioni ambientali e più in generale alla qualità dei dati ambientali. La diffusione di reporting di sostenibilità presso un maggior numero di imprese, in larga misura spesso aziende di piccole e medie dimensioni che operano nell’ambito di value chain, ha permesso di alzare il livello di capillarità e dunque di conoscenza in relazione al reale impatto di determinate produzioni. In concreto si va nella direzione di disporre di una migliore copertura dei dati e di criteri e valutazioni di sostenibilità più affidabili.
EBA ESG Dashboard: una visione di insieme
Dopo aver visto in estrema sintesi alcune delle evidenze relative all’ultimo aggiornamento (Marzo 2026), è utile fare il punto sulla ESG Dashboard dell’EBA.
La ESG dashboard dell’EBA è uno strumento pubblico che raccoglie e rende confrontabili indicatori chiave sul rischio climatico per un campione di grandi istituzioni e banche quotate nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo. ÈSi tratta di una piattaforma pensata per dare una vista d’insieme su come il sistema bancario è esposto ai rischi legati al clima, senza “fare rating” automatici.
La precisazione fondamentale: i climate-related risks non si traducono automaticamente in rischi finanziari nei bilanci delle banche
Il tutto partendo da un assunto fondamentale che viene più volte richiamato da EBA stessa con la precisazione che i climate-related risks non si traducono automaticamente in rischi finanziari nei bilanci delle banche.
Cos’è esattamente la ESG Dashboard dell’EBA
Entriamo nel merio della ESG Dashobard precisando subito che, in concreto, la dashboard è un cruscotto interattivo che centralizza dati e indicatori derivati dalle Pillar 3 ESG disclosures, cioè dalle informative ESG che le banche pubblicano nell’ambito dei requisiti di trasparenza prudenziale (appunto le Pillar 3).
La dashboard nasce per rafforzare monitoraggio e benchmarking delle esposizioni a climate risk nel settore bancario UE/SEE, offrendo un accesso “standardizzato” a metriche che altrimenti sarebbero disperse in documenti eterogenei.
Dal punto di vista degli utenti la EBA ESG Dashboard viene aggiornata due volte l’anno, seguendo i cicli di disclosure delle banche.
Come e dove si accede
Dal febbraio 2026 la ESG risk dashboard è disponibile anche nell’European Data Access Portal (EDAP), il portale dell’EBA che funge da hub centrale per dati di vigilanza e strumenti interattivi nel perimetro UE/SEE. Grazie a questa scelta è stato possibile concentrare in un unico ambiente i diversi strumenti di data access dell’EBA.
Come funziona: da dove arrivano i dati e cosa misura
Il funzionamento si basa sulla scelta EBA di riusare dati già obbligatori, verificati e certificati. Le banche pubblicano informazioni ESG in Pillar 3; l’EBA le aggrega e le normalizza in indicatori comparabili, per supportare letture trasversali e confronti.
Rischio di transizione e rischio fisico
Gli indicatori concentrano l’attenzione sulle due dimensioni principali del rischio climatico:
- il rischio di transizione che comprende le esposizioni verso controparti/settori che potrebbero essere colpiti da politiche climatiche, le trasformazioni tecnologiche e cambiamenti nella domanda di beni e servizi influenza da tematiche climatiche come nel caso dei processi di decarbonizzazione o di interventi a livello di carbon pricing e carbon accounting.
- il rischio fisico che invece comprende le esposizioni potenzialmente vulnerabili a eventi meteo estremi e fenomeni che si ripetono periodicamente come alluvioni, incendi, stress idrico, ondate di calore. In particolare in tutti i casi in cui i dati consentono una comparazione sensata.
Come viene sottolineato da EBA stessa, la dashboard rappresenta uno strumento che “riflette gli ultimi cambiamenti” nelle esposizioni delle banche ai rischi climatici e ha lo scopo di fornire background informativo per istituzioni e autorità che devono gestire questi rischi.
ESG Dashboard: a chi si rivolge
Il target “primario” della EBA ESG Dashboard è rappresentato dal mondo bancario e dalle relatà che si occupano di procedure di vigilanza, ma la platea dei soggetti potenzialmente interessati può comprendere anche tante altre realtà:
- Banche e gruppi bancari: per la realizzazione di benchmark, per autovalutazione e indirizzo delle priorità di risk management.
- Autorità di vigilanza e policy maker: per disporre di una vista sistemica e comparabile dei rischi climatici.
- Investitori e analisti: per leggere in modo più consistente le disclosure e confrontare esposizioni e trend.
- Imprese non finanziarie in questo caso in modo indiretto possono utilizzare la dashboard come una sorta di “finestra” su come il sistema bancario sta misurando il rischio climatico, con possibili effetti su criteri creditizi, richieste dati e pricing del rischio lungo la supply chain finanziata.
Quali sono i vantaggi offerti dall’ESG Dashboard
1) Trasparenza e comparabilità
Il primo vantaggio è ridurre la frammentazione: invece di ricostruire indicatori leggendo decine di report, la dashboard offre una base comparabile, con aggiornamento periodico.
2) Supporto a decisioni di gestione del rischio
La dashboard non serve ad attribuire un ranking banche buone o cattive: serve a capire dove si concentrano esposizioni e vulnerabilità e quali traiettorie stanno emergendo. Proprio per questo l’EBA la presenta come supporto a istituzioni e autorità nella gestione dei rischi climatici.
3) Market discipline
La logica Pillar 3 punta a rafforzare disciplina di mercato attraverso la disclosure; rendere quei dati facilmente accessibili e confrontabili amplifica l’effetto, perché rende più semplice per stakeholder esterni “leggere” coerenza e progressi.
Che opportunità può offrire per sviluppo sostenibile e crescita
La ESG Dashboard può essere utilizzata, grazie ai dati che mette a disposizione, come un abilitatore di scelte sostenibili
- In termini di migliore allocazione del capitale: disponendo di maggiore chiarezza sulle esposizioni di transizione può spingere banche e investitori a indirizzare capitali verso progetti e settori con piani credibili di decarbonizzazione.
- Grazie a una migliore qualità dei dati nella supply chain le banche possono ridurre rischio, chiedendo evidenze più robuste a clienti e controparti in termini di piani climatici, di KPI, di dati energetici come diagnosi energetiche e le imprese possono trovare un incentivo forte a migliorare misurazione e governance dei dati ESG.
- Dal punto di vista della riduzione dei rischi di greenwashing e delle asimmetrie informative: indicatori comparabili e disclosure strutturate rendono più difficile “raccontare” senza dimostrare, perché cresce la possibilità di confronto nel tempo e tra pari.
Competenze necessarie per usarla al meglio la ESG Dashboard
Per utilizzare al meglio la ESG Dashboard servono competenze ibride, perché i dati non sono “solo ESG” né “solo finanza”:
- Risk management & credito: interpretazione di esposizioni, concentrazioni, impatti potenziali su portafogli e controparti.
- ESG/Climate risk: conoscenza di transizione vs fisico, metriche climatiche, tassonomia e logiche di disclosure.
- Data literacy: capacità di leggere dataset, serie storiche, confronti per paese/cluster, e di evitare conclusioni affrettate (es. “alto rischio = perdita certa”, che l’EBA stessa invita a non assumere).
- Regolatorio: comprensione di Pillar 3 e delle logiche di trasparenza prudenziale.
Quali funzioni aziendali sono più adatte a utilizzarla
Nelle banche (o grandi istituzioni finanziarie) la dashboard è particolarmente utile a:
- Risk Manager (climate risk, credit risk, enterprise risk)
- Sustainability manager/ESG Office
- Investor Relations (per contestualizzare disclosure e confronti)
- CFO/Financial Planning (lettura delle implicazioni di rischio e allocazione)
- Compliance & Regulatory Affairs (allineamento a framework e aspettative)
Nelle imprese non finanziarie, l’uso più efficace ricade su:
- CFO/Finance (relazione con banche, condizioni di funding, covenant “ESG-linked”)
- Sustainability Management/ESG team (dati, piani di transizione, narrazione basata su evidenze)
- Risk Manager (rischi fisici e di transizione su siti, supply chain, mercati)
- Operations/Facility management/Energy management (soprattutto per dati che le banche potrebbero richiedere: consumi, efficienza energetica, resilienza)












