Le principali sfide per le filiere agroindustriali per il 2026
Le filiere agroindustriali si trovano oggi al centro di una trasformazione che coinvolge procedure, tecnologie e modelli organizzativi. L’introduzione di sistemi digitali per la raccolta, l’analisi e la condivisione dei dati ESG da quelli ambientali a quelli sociali comprendendo ovviamente la governance, risponde sia a esigenze normative sempre più stringenti sia alla richiesta del mercato di maggiore trasparenza sull’origine e sulla sostenibilità dei prodotti.
In questo scenario, la digitalizzazione non riguarda soltanto la conformità o il reporting di sostenibilità: si configura come leva strategica per ridisegnare le relazioni tra attori della catena del valore, rendendo i processi tracciabili, integrati ed efficienti in vista delle scadenze poste dal quadro europeo al 2026.
Dalla conformità normativa alla trasparenza geografica certificata: l’evoluzione della due diligence per l’ESG
Nel 2026, la gestione delle coordinate geografiche dei terreni di produzione non rappresenterà più un mero adempimento normativo, ma si configurerà come un’infrastruttura informativa centrale per le filiere agroindustriali.
L’introduzione di normative come il Regolamento sulla deforestazione EUDR ha imposto la raccolta sistematica di dati geolocalizzati, che oggi vengono progressivamente estratti dai fascicoli di due diligence e resi operativi. La loro utilità si espande oltre la verifica documentale e abbraccia la pianificazione industriale: i dati geografici certificati alimentano strategie di approvvigionamento più resilienti e abilitano una comunicazione trasparente con consumatori e grande distribuzione.

In questa fase, le imprese iniziano a utilizzare tali informazioni per dimostrare effettivo controllo della filiera e coerenza con gli impegni ambientali dichiarati, superando la logica della semplice conformità regolatoria. La trasparenza geografica si consolida così come fattore distintivo, capace di orientare sia le scelte operative sia il posizionamento dei prodotti sul mercato.
Espansione della tracciabilità e gestione strutturata dei dati ESG nelle filiere agroindustriali
La richiesta crescente di trasparenza lungo tutte le fasi della catena del valore ha determinato un cambio di paradigma nella raccolta e governance dei dati ESG. Nel contesto attuale, alle aziende non è più richiesto solo di attestare la provenienza delle materie prime, ma di documentare in modo continuativo l’aderenza a standard sociali e ambientali lungo tutta la filiera. Questo implica la costruzione di sistemi che garantiscano l’affidabilità dei dati relativi alle pratiche agricole, alle condizioni di lavoro, al rispetto delle normative locali e alla tutela delle comunità coinvolte.
La tracciabilità alimentare viene così estesa all’impronta sociale delle attività produttive, trasformandosi in uno strumento gestionale che consente sia il monitoraggio dei rischi operativi sia un dialogo più solido con partner commerciali e stakeholder istituzionali. L’integrazione strutturata delle informazioni ESG assume una funzione strategica: non solo supporta la compliance regolatoria, ma rafforza la capacità dell’azienda di prendere decisioni informate, mitigare criticità e consolidare relazioni lungo la filiera.
Integrazione tecnologica e governance digitale: efficienza e competitività per l’ESG
Le piattaforme digitali dedicate alla tracciabilità stanno diventando il perno attorno a cui ruota la nuova governance e accountability della filiera agroindustriale. In settori caratterizzati da elevati volumi e complessità operativa, la gestione manuale dei processi non è più sostenibile né sul piano economico né su quello del rischio reputazionale.
Il passaggio a soluzioni Software as a Service consente non solo l’automazione delle verifiche sui dati, ma anche una significativa riduzione degli errori operativi e dei costi gestionali. L’integrazione dei diversi sistemi informativi aziendali favorisce una visibilità end-to-end sulla supply chain, mentre l’adozione di strumenti avanzati – tra cui l’intelligenza artificiale per l’analisi predittiva delle criticità – introduce nuovi livelli di controllo e miglioramento continuo. In questo scenario, la tecnologia non viene più percepita come risposta ad obblighi normativi, ma come leva concreta per incrementare efficienza operativa, proteggere la reputazione aziendale ed accedere a nuove opportunità di mercato. La costruzione di un ecosistema digitale integrato diventa dunque prerequisito per mantenere competitività in un contesto regolatorio ed economico in rapida evoluzione.
Alessandro Chelli, CEO di Trusty, società benefit che utilizza la tecnologia blockchain per la tracciabilità delle filiere alimentari e industriali ha osservato come “Nel 2026 le filiere agroindustriali non si chiederanno più solo come essere conformi, ma come usare trasparenza geografica e sociale per proteggere e rafforzare la propria competitività. Oggi è chiaro che senza tracciabilità il rischio di esporsi, perdere credibilità e compromettere l’accesso al mercato è altissimo. La trasparenza, dal campo al prodotto finale, diventa una condizione operativa imprescindibile. L’integrazione dei dati di tracciabilità con dati EUDR e dati ESG è il passaggio naturale per costruire filiere più solide, efficienti e credibili. Le aziende che sapranno trasformare la due diligence in un asset operativo e strategico guideranno il prossimo ciclo di mercato”.
Come affrontare la crescente complessità normativa
Nel percorso di adeguamento alle nuove richieste del mercato e delle istituzioni, le imprese agroindustriali si trovano oggi a confrontarsi con una crescente complessità gestionale e normativa. La sfida non riguarda soltanto l’adozione di strumenti più sofisticati per la raccolta e l’analisi dei dati, ma anche la capacità di trasformare questi dati in asset strategici, utili tanto alla compliance quanto alla creazione di valore lungo tutta la filiera.
In questo scenario, il ruolo della governance digitale assume un peso decisivo: non solo per rispondere alle pressioni legislative o reputazionali, ma per consolidare processi decisionali più informati ed efficienti. La transizione verso modelli operativi trasparenti e digitalizzati rappresenta così un passaggio obbligato, che invita a ripensare strutture organizzative e partnership tecnologiche in ottica evolutiva, con lo sguardo rivolto al medio termine e alle esigenze di competitività che caratterizzeranno i prossimi anni.








