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Clima 2100: Italia e Mediterraneo a rischio eventi estremi



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Secondo uno studio ENEA pubblicato su Geoscientific Model Development, entro la fine del secolo il bacino del Mediterraneo e l’Italia saranno soggetti a un aumento delle temperature, una diminuzione delle precipitazioni e una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi. Le simulazioni climatiche regionali ad alta risoluzione evidenziano rischi crescenti per le aree alpine e settentrionali, fornendo dati fondamentali per strategie di adattamento e politiche territoriali più efficaci

Pubblicato il 2 gen 2026



emergenze meteo clima 2100

Clima 2100: le proiezioni ENEA per l’Italia e il Mediterraneo

Secondo uno studio ENEA pubblicato su Geoscientific Model Development (vai QUI per leggere la ricerca completa n.d.r.) entro la fine del secolo Italia e bacino del Mediterraneo saranno soggetti a un aumento generalizzato delle temperature e a una riduzione media delle precipitazioni. Le analisi evidenziano come, in particolare, si registrerà un marcato incremento della frequenza degli eventi meteorologici estremi, con temporali intensi e alluvioni improvvise soprattutto nella stagione autunnale sulle Alpi.

Clima 2100: la metodologia adottata per il report

Il team di ricerca ha impiegato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione, fino a 5 km, che consentono di valutare con maggiore precisione gli impatti attesi al 2100, specie per ciò che riguarda fenomeni locali ed estremi. Le simulazioni sono state condotte sia per il clima passato (1980–2014), al fine di quantificare le variazioni già in atto, sia per il clima futuro (2015–2100), utilizzando tre scenari socioeconomici e climatici di riferimento (SSP1-2.6, SSP2-4.5, SSP5-8.5), che vanno da politiche fortemente orientate alla sostenibilità ambientale a scenari in cui la decarbonizzazione resta marginale nei modelli di sviluppo.

Eventi estremi in aumento: gli scenari nella prospettiva clima 2100 con aree a rischio e stagionalità

Le proiezioni per gli scenari clima 2100 del report indicano che nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con picchi fino a +4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a maggiore impatto. Si tratta di un segnale di riscaldamento particolarmente intenso che i modelli globali a bassa risoluzione non riescono a cogliere.

Per quanto riguarda le precipitazioni, il clima italiano tenderà verso una maggiore aridità in tutte le stagioni, specialmente durante l’estate. Tuttavia, nei due scenari più critici analizzati dallo studio ENEA emerge anche un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi, concentrati soprattutto sull’Italia settentrionale e nelle aree alpine e subalpine.

Come cambiano le stagioni nelle previsioni clima 2100

Nel dettaglio delle stagioni lo studio Clima 2100 prevede dei cambiamenti rilevanti che impattano in modo significativio sulla qualità della vita

Inverno: è previsto un aumento dell’intensità delle precipitazioni nelle Alpi occidentali, mentre nelle Alpi orientali si osserva una lieve diminuzione; nell’Italia meridionale la tendenza è verso una riduzione dell’intensità.

Primavera: quadro simile a quello invernale ma con aumento più diffuso dell’intensità su tutto l’arco alpino.

Estate: si registra una diminuzione generalizzata dell’intensità delle precipitazioni estreme, specialmente lungo le coste tirreniche.

Autunno: nello scenario più severo si osserva un aumento significativo dell’intensità delle piogge estreme su gran parte del territorio nazionale, con incrementi più marcati nel Nord Italia.

La simulazione regionale ad alta risoluzione mostra variazioni nelle precipitazioni anche opposte rispetto ai risultati dei modelli globali a bassa risoluzione.

Le potenzialità delle simulazioni climatiche regionali ad alta risoluzione

L’utilizzo di modelli climatici regionali ad alta risoluzione—come quelli impiegati nello studio ENEA—permette di stimare in modo più affidabile gli impatti del cambiamento climatico su scala locale.

Maria Vittoria Struglia, ricercatrice e coordinatrice dello studio presso il Laboratorio ENEA Modelli e servizi climatici ha osservato che “Le proiezioni climatiche regionali sono uno strumento estremamente utile per progettare strategie di adattamento climatico mirate che tengano conto delle specificità territoriali e stagionali“. Negli ultimi anni lo sviluppo di tecnologie più potenti ha reso possibile impiegare convection permitting models (CPM) con una risoluzione spaziale tra 1 e 4 km. Questi strumenti consentono di simulare esplicitamente la convezione atmosferica—ovvero i moti verticali responsabili della formazione di nubi e precipitazioni intense—senza ricorrere alle semplificazioni tipiche dei modelli a risoluzione più bassa. Questo progresso rappresenta un passo avanti rilevante per il Mediterraneo, considerato uno degli hotspot climatici globali per la sua vulnerabilità agli eventi estremi locali.

Implicazioni per strategie di adattamento e politiche territoriali dal report Clima 2100

Il quadro delineato dallo studio ENEA Clima 2100 suggerisce che alla fine del secolo l’Italia dovrà affrontare rischi crescenti legati agli eventi meteo estremi—con impatti significativi sul benessere delle comunità locali e sull’economia territoriale—specialmente nelle aree settentrionali alpine e subalpine. La disponibilità di simulazioni climatiche ad alta risoluzione mette a disposizione policy maker e amministratori dati più affidabili per definire strategie di adattamento e di gestione del rischio efficaci e pianificare interventi calibrati sulle reali esigenze dei territori. Come sottolineato da Maria Vittoria Struglia: “La regione mediterranea è caratterizzata da una morfologia eterogenea che richiede analisi dettagliate; le nuove tecnologie ci aiutano oggi a valutare meglio gli impatti del cambiamento climatico locale e supportare politiche sia di adattamento sia di mitigazione”.

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