Uno dei “costi” indiretti della transizione energetica è rappresentato dagli effetti sul territorio delle strutture per la produzione di energie rinnovabili. Fotovoltaico ed eolico sollevano da tempo discussioni anche molto accese. In particolare, la declinazione del fotovoltaico che viene adottata dal mondo delle imprese agricole, nella forma di agrivoltaico, rappresenta una delle soluzioni più implementate per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e per generare energia che non abbia impatto sul climate change.
L’adozione su larga scala di questa tecnologia pone questioni significative riguardo l’utilizzo del suolo e al cosiddetto “effetto covering”. In Italia, come in altre parti del mondo, la necessità di bilanciare la produzione energetica con la salvaguardia delle terre coltivabili si fa sempre più pressante. Analizzando la distribuzione geografica dei pannelli solari e il loro impatto economico sulle comunità locali, emergono dinamiche complesse che richiedono un approccio attento per garantire uno sviluppo sostenibile che non comprometta le risorse fondamentali del Paese. Vediamole di seguito.
Sostenibilità ambientale
Effetto covering: l’agrivoltaico riduce il suolo agricolo di 400 ettari
L’uso del fotovoltaico nel nostro paese solleva questioni cruciali sull’equilibrio tra produzione energetica e conservazione del suolo da destinare alle attività agricole. L’analisi ISMEA rivela come l’effetto covering possa influenzare la biodiversità e l’economia delle comunità locali

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