Sustainability management

Pandora “brilla” grazie all’ESG: impegno a 360 gradi sulla sostenibilità

Il brand danese del comparto Gioielleria mette sul piatto una strategia trasversale fondata su tre pillar: ridurre le emissioni di carbonio, promuovere l’innovazione circolare e attuare una cultura inclusiva, diversificata ed equa. E intanto spinge sempre più sull’uso di diamanti realizzati in laboratorio. La testimonianza di Patrizia Tomasicchio, HR, Communication & Sustainability Director di Pandora SEMEA

09 Mag 2022

Veronica Balocco

Patrizia Tomasicchio, HR, Communication & Sustainability Director di Pandora SEMEA

Attività a basse emissioni di carbonio, innovazione circolare e una cultura inclusiva, diversificata ed equa. Pandora, fashion brand danese del mondo Jewellery, tiene stretto il timone in direzione delle tre priorità strategiche del suo impegno ESG e naviga dritta verso la terraferma: carbon neutrality delle operations entro il 2025, net zero entro il 2040, utilizzo di solo argento e oro riciclato entro il 2025, passaggio immediato all’uso di diamanti realizzati in laboratorio. E ancora, piena parità di genere nella leadership entro il 2030 e totale garanzia di equilibrio di genere in tutte le assunzioni e promozioni. Il tutto mentre il 2021 ha segnato un passo epocale per l’azienda con il lancio di Brilliance, prima collezione basata sull’uso esclusivo di diamanti creati in laboratorio.

Nell’ampio ventaglio di target verso cui “sbarcare” nel futuro, la strategia pluriennale Phoenix – annunciata lo scorso settembre, per un impegno che coprirà i prossimi 3/5 anni – mette al centro proprio la sostenibilità, supportando le ambizioni di crescita aziendali e allineando azioni e valori. “Mettere la sostenibilità al centro delle nostre operazioni commerciali è un percorso naturale: per noi come marchio globale responsabile e leader, ma anche come mezzo per rendere la nostra azienda a prova di futuro”, scrive Pandora presentando l’ultimo Sustainability Report. “La strategia – puntualizza – stabilisce anche operazioni aziendali responsabili come punto di partenza, in linea con ciò che è diventato rapidamente previsto dalle principali aziende globali. È un impegno che ci impone di adottare misure quali la limitazione dell’impatto delle nostre attività sull’ambiente naturale, l’approvvigionamento responsabile e la sicurezza dei nostri dipendenti mentre lavorano per noi”.

Sostenibilità in azienda

Che il tema sia al centro dei pensieri del brand appare evidente dalla stessa organizzazione aziendale. Al mondo ESG sono dedicati plurimi organismi, che dai vertici arrivano a toccare tutti i livelli del sistema. In cima alla piramide, il Sustainability board (che fa capo all’Executive Leadership Team e supervisiona la strategia di sostenibilità aziendale), al quale risponde il Global Sustainability Team (che fa capo al VP of Corporate Communications and Sustainability), incaricato di implementare la strategia, monitorare i progressi compiuti nel raggiungimento degli obiettivi, i rischi e le opportunità emerse.

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Completano la squadra un Responsible Sourcing Committee, che supervisiona la governance della supply chain legata alla sostenibilità, compresa l’attuazione della politica e del programma di approvvigionamento responsabile, e la serie di team dedicati all’ambiente, salute e sicurezza presso le fabbriche in Thailandia.

Impegno sul fronte SDGs

Forte di un tale supporto, la società mira a distinguersi su fronti eterogenei. E mette sul piatto un impegno che percorre gli SDGs in senso longitudinale, solcando tutti i fronti del mondo Environmental Social Governance.

Il rispetto per il pianeta passa attraverso un solido impegno a centrare svariati obiettivi climatici, approvati dall’iniziativa Science Based Targets, “fornendo una garanzia – puntualizza Patrizia Tomasicchio, HR, Communication & Sustainability Director di Pandora SEMEA – che i nostri target corrispondano alla nostra quota di riduzioni necessarie per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C”. Sul piatto, l’intenzione di “utilizzare il 100% di elettricità rinnovabile nelle nostre fabbriche, mentre stiamo esplorando altre opzioni per costruire ulteriore capacità solare in loco e siamo anche impegnati a passare a fonti rinnovabili per il consumo di energia nei negozi e nei centri di distribuzione”.

Non solo. Il proposito è anche quello di “allineare le nostre attività agli obiettivi prefissati dall’Accordo di Parigi, con un target di “net zero” per il 2040 – aggiunge Tomasicchio -. In tutto questo, siamo trasparenti quando parliamo della nostra impronta di emissione e educhiamo i nostri stakeholder a fare altrettanto”. In più “lavoriamo continuamente per ridurre la nostra impronta ambientale concentrandoci sull’uso responsabile dell’acqua e smaltimento rifiuti nelle nostre fabbriche”.

Miglioramento delle condizioni di lavoro

Ma Pandora coglie anche la sfida dell’Obiettivo 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica), sforzandosi di “fornire ottime condizioni di lavoro ai dipendenti nei nostri uffici, negozi e fabbriche – fa notare ancora Patrizia Tomasicchio -. Inoltre abbiamo un programma di approvvigionamento responsabile per il monitoraggio delle condizioni di lavoro presso i nostri fornitori”. Sul fronte della parità di genere, invece, l’impegno è quello di “promuovere l’inclusione e la diversità sia internamente sia attraverso il nostro programma di approvvigionamento responsabile, il Responsible Sourcing Programme, e la nostra partnership con Unicef volta a sostenere l’istruzione e l’empowerment delle giovani ragazze”. In particolare, nel solo 2021 Pandora si è distinta per un importante aiuto a bambini e adolescenti ad accedere alle opportunità per imparare, esprimersi e trovare lavoro in futuro.

I 17 Sustainable Developmente Goals SDGs delle Nazioni Unite

Quello che ne emerge è un quadro di intenzioni concrete, che comprende anche l’impegno a “ridurre il totale delle emissioni nelle nostre operation e nella value chain del 50% entro il 2030” e a “riflettere la diversità della società nelle nostre comunicazioni di mercato entro il 2025”. Dopo aver portato a termine il programma Now, con il quale il marchio di gioielli danese ha lavorato per una totale revisione del rapporto con i clienti, al fine di offrire loro una esclusiva esperienza di acquisto, per Pandora ora si consolida dunque un percorso che mette al centro i valori di business.

Obiettivo: assumere un ruolo di leadership

“Aspiriamo a essere un’azienda veramente a basse emissioni di carbonio, guidiamo la circolarità al centro del modo in cui i nostri prodotti sono progettati per il loro fine vita e ad essere un esempio di cosa significa essere inclusivi, diversificati ed equi – è la voce della società -. Assumere un ruolo di leadership su questi temi è fondamentale per rendere Pandora a prova di futuro in un mondo in cui i materiali stanno diventando sempre più scarsi e le normative e le aspettative degli stakeholder sono in aumento, quindi è senza dubbio la cosa giusta da fare.

I nostri obiettivi si rivolgono non solo a tutte le nostre attività, ma anche a quelle dei nostri fornitori, partner in franchising e altre parti della nostra catena del valore mentre osserviamo le materie prime, l’approvvigionamento energetico, i trasporti, il magazzinaggio, l’imballaggio e altro ancora”.

La fabbrica Pandora di Lamphun, in Thailandia

“Con il nostro lavoro notevolmente ampliato sulla sostenibilità, stiamo costruendo questa parte importante delle basi per il percorso di crescita di Pandora” è la conclusione. E guardando al presente, Pandora si dice “forte e pronta” non solo a realizzare le sue ambizioni di crescita, ma anche a “continuare a essere all’altezza dei più elevati standard di sostenibilità nel settore della gioielleria”.

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