Governance

Greenwashing: il Modello 231 alla prova dei green claims


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Il contrasto al greenwashing impone alle imprese nuovi obblighi di trasparenza e verifica dei claim ambientali. Tra direttiva EMPCO e incertezze normative, il Modello 231 diventa uno strumento strategico per prevenire i rischi legali, rafforzare i controlli interni e garantire comunicazioni sostenibili credibili

Pubblicato il 3 nov 2026

Alessandro Borrello

Partner studio legale internazionale Hogan Lovells Cadwalader

Pietro Orlandi

Associate studio legale internazionale Hogan Lovells Cadwalader

Marina Zagolin

Associate studio legale internazionale Hogan Lovells Cadwalader



Greenwashing Modello 231
Alessandro Borrello, partner studio legale internazionale Hogan Lovells Cadwalader




I consumatori sono sempre più consapevoli del potere insito nelle loro scelte d’acquisto: disporre di informazioni attendibili costituisce a tutti gli effetti il presupposto indefettibile per compiere scelte consapevoli. Ed è su questo tema che occorre considerare il concetto di greenwashing, ovvero il riferimento alle strategie di comunicazione o di marketing che presentano come ecosostenibili determinati prodotti o servizi, cercando però al contempo di occultarne l’effettivo impatto ambientale negativo. Un fenomeno, ad oggi, tutt’altro che marginale: secondo recenti rilevazioni a campione, quasi il 70% dei siti analizzati è risultato includere claim ambientali ingannevoli e quasi l’80% tende a fare ricorso a claim ambientali generici e non corroborati da evidenze scientifiche.

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