Sustainability management

Electrolux: R&D e innovazione per una sostenibilità a 360°

Si chiama For the Better 2030 ed è il quadro strategico Electrolux dedicato alla sostenibilità che mette al centro la capacità di innovare sui materiali, sui prodotti, sui processi, sullo studio dei comportamenti e sulla responsabilità sociale, contando su una ricerca & sviluppo continua. La testimonianza di Monica Celotto, Product Technology Organization, Sustainability Head, Electrolux

27 Lug 2022

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Monica Celotto, Product Technology Organization, Sustainability Head, Electrolux

La sostenibilità ha un rapporto sempre più stretto con l’innovazione, con la ricerca e con la capacità di analizzare le modalità che permettono a un’azienda di migliorare il proprio impatto ambientale a 360°. Nella testimonianza di Monica Celotto, Product Technology Organization, Sustainability Head, Electrolux, si sente forte l’impronta e la passione di un lavoro che nasce nelle stanze dell’R&D, che si concentra sui materiali, che sperimenta il ruolo determinante del Life cycle thinking e le logiche dell’economia circolare per mettere a disposizione dell’azienda innovazioni in modalità cross product line, a beneficio di tutti i prodotti. ESG360 ha voluto confrontarsi con Monica Celotto sulla strategia e il piano d’azione di Electrolux sul tema sostenibilità.

Quali sono i punti di riferimento e gli obiettivi di sostenibilità per Electrolux?

Il nostro punto di riferimento è il nostro stesso framework di sostenibilità: For the Better 2030 frutto di un cammino iniziato da tempo e che ha la missione di indirizzare i nostri obiettivi per il 2030. All’interno di questo quadro strategico ci sono i nostri pillar che sono costituiti da una declinazione del concetto di “meglio”, per la precisione: Better Company, Better Solutions e Better Living.

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Con Better Company, Electrolux focalizza l’attenzione sul miglioramento delle attività industriali, che hanno come obiettivo il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030. Ma Better Company vuol dire anche equità, diversità e inclusione, elementi che rafforzano la nostra azienda, e un grande impegno nell’indirizzare la catena di fornitura al rispetto di elevati standard ambientali e sociali.

Con Better Solutions, l’azienda spinge alla creazione di soluzioni prestando attenzione a tutto il ciclo di vita dei prodotti, con un ruolo fondamentale della ricerca e sviluppo con cui lavoriamo a più livelli, dai materiali alla ricerca di efficienza, allo sviluppo di modelli circolari, con una grandissima attenzione alla gestione delle risorse.

Better Living infine guarda ai consumatori, agli stili di consumo, ai comportamenti, promuovendo uno stile di vita più sostenibile per il maggior numero di persone possibile, ad esempio ispirando a comportamenti più sostenibili nell’alimentazione, nella cura dei tessuti, delle stoviglie e dell’intero ambiente domestico.

Come avete impostato le vostre azioni?

I tre pilastri del nostro quadro strategico For the Better 2030 sono stati concepiti per lavorare in maniera sinergica, per coinvolgere tutte le funzioni aziendali. Coerentemente con questa visione, le nostre azioni si concretizzano su più livelli a partire dall’analisi dei consumer insights per arrivare allo sviluppo dei prodotti, dalla ricerca tecnologica e di nuovi materiali, che permettano di rispondere in modo sempre più efficace agli obiettivi di riduzione delle emissioni, sino alle attività di marketing. Un’attenzione particolare è rivolta alla produzione e alla gestione della catena di fornitura: siamo convinti che i risultati si possano raggiungere solo con il coinvolgimento di tutti e il ruolo dei fornitori è estremamente importante, così come è importante riuscire a indirizzare comportamenti virtuosi da parte dei consumatori finali.

Un lavoro a “tutto campo”, dai materiali al rapporto con i consumatori, come lo avete impostato?

Come recentemente ha detto il nostro CEO, Jonas Samuelson, in Electrolux non ci sono alcuni specialisti dedicati alla sostenibilità, ma tutte le 52.000 persone del Gruppo in tutto il mondo contribuiscono quotidianamente al raggiungimento dei nostri obiettivi. Anche per questo, è in atto un importante programma di formazione e sono state attivate azioni di coinvolgimento per tutto il personale. Ma sappiamo che è necessario uscire dal “perimetro aziendale”: per questo abbiamo sviluppato diverse partnership con attori che operano sul mercato, come recentemente successo con Stena Recycling. Ma la collaborazione riguarda anche la partnership con realtà di altri settori, con cui si condivide l’obiettivo di dare vita a un approccio sistemico alla sostenibilità.

Vediamo meglio le tipologie di azioni e di progetti che avete avviato per il raggiungimento dei vostri obiettivi di sostenibilità

Lo sviluppo tecnologico ha un ruolo centrale nel miglioramento della sostenibilità, tanto a livello di prodotti quanto in termini di processi produttivi. Dobbiamo infatti osservare che per concepire un prodotto o una nuova tecnologia che sia nativamente sostenibile, è necessario pianificare e progettare prospettive per un miglioramento dell’impatto sotto tutti gli aspetti, lungo tutta la catena del valore.

Citiamo, ma sono solo alcuni esempi, il ruolo della digitalizzazione, l’utilizzo sempre più diffuso di apparati Internet of Things e di soluzioni per la gestione dei dati. Si tratta di tecnologie che permettono il miglioramento dell’efficienza energetica, consentono un’ottimizzazione delle prestazioni degli elettrodomestici e offrono nuove modalità per incidere sull’evoluzione dei comportamenti dei consumatori nell’utilizzo dei prodotti. In questo ambito rientra anche un ripensamento del ciclo di vita dei prodotti, con un ridisegno degli obiettivi legati ad esempio alla loro manutenzione e alla riparabilità. Ecco il ruolo strategico del modello Life cycle thinking, che permette una valutazione degli impatti e dei benefici ambientali in fase di progettazione sulla base di metodologie fondate su basi scientifiche e su standard internazionali.

 

Scegliendo qualche esempio possiamo scendere in dettaglio su qualche progetto particolarmente importante?

Lo sviluppo sui materiali sostenibili è, come già evidenziato, centrale nel nostro lavoro. In questo ambito Electrolux ha definito obiettivi che puntano ad arrivare a un utilizzo di plastica riciclata al 50% entro il 2030. Un percorso avviato con uno sviluppo tecnologico che vede un grande lavoro sull’identificazione delle fonti più appropriate di materia prima seconda, ma che comprende anche un’azione di sviluppo sulla filiera, un miglioramento nei processi di trattamento da parte dei riciclatori, un’ottimizzazione dei processi di progettazione e di produzione dei componenti stessi.

Come state misurando e controllando le performance relative alla sostenibilità?

Abbiamo identificato una roadmap basata su specifiche azioni di miglioramento, che nascono per avere target precisi e per essere misurabili con KPI altrettanto precisi, alcuni dei quali sono anche collegati a incentivi a lungo termine per il nostro Top Management. Tutto questo attraverso strumenti condivisi, sia a livello di Gruppo sia di unità cross-funzionali, con un importante lavoro di raccolta e analisi dei dati da parte della struttura IT.

Proprio i dati sono poi l’altro aspetto strategico: i consumatori chiedono informazioni precise sulle prestazioni ambientali, ci sono requisiti normativi in evoluzione, c’è il mondo finanziario a sua volta sempre più attento a queste performance e il nostro miglioramento continuo passa anche dalla disponibilità, dall’accessibilità e dalla qualità dei dati che raccontano non solo la nostra sostenibilità ma anche tutta la sua catena del valore e che Electrolux dagli anni Novanta mette a disposizione attraverso la pubblicazione del Sustainability Report.

Approfondiamo alcuni risultati e alcune esperienze particolarmente significative in relazione agli obiettivi di sostenibilità

Electrolux è riconosciuta da enti terzi come leader del proprio settore industriale in termini di sostenibilità. E’ inserita nel Dow Jones Sustainability Index sin dal 1999 e quest’anno ha ricevuto una Doppia A da CDP. In tutti questi anni ha avviato e gestito una articolata trasformazione che ha permesso di raggiungere importanti risultati. Nel 2021 le nostre attività industriali hanno registrato una riduzione del 78% delle emissioni di CO2 rispetto al 2015 e l’efficienza per unità prodotta è migliorata del 43% rispetto al 2005, grazie a un focus continuo sulla gestione delle risorse, a investimenti tecnologici, formazione e coinvolgimento dei dipendenti. Ma ci sono altri risultati importanti come la crescita nella vendita di prodotti a più alta efficienza energetica e più evoluti in termini di riduzione nei consumi che hanno raggiunto il 19% del totale delle unità vendute e che testimonia la crescente attenzione del consumatore verso questo tipo di prodotti. Il percorso nella direzione della “circolarità” riguarda poi l’utilizzo di plastica riciclata che è cresciuto del 25%, passando dalle 6.800 tonnellate nel 2020 alle 8.600 tonnellate nel 2021, una crescita che ha registrato un allargamento anche in termini di tipologie di prodotti nei quali utilizzare questo materiale, a partire dagli aspirapolveri, per arrivare ai frigoriferi. Nella refrigerazione in particolare quest’anno è stato presentato il primo frigorifero con un rivestimento interno realizzato al 50% con plastica riciclata da vecchi frigoriferi, un percorso concreto, ma anche simbolico, nel segno dell’economia circolare.

Come valutate l’evoluzione del mercato? Quali segnali vedete?

I consumatori sono sempre più consapevoli dell’urgenza di rispondere alle sfide climatiche e questo si riflette in aspettative più elevate nei confronti delle prestazioni ambientali dei prodotti. Questo atteggiamento, decisamente positivo, stimola il Gruppo a continuare in questo percorso che vede la sostenibilità alla base del proprio modello di business e rafforza l’impegno dei team di Ricerca e Sviluppo nella ricerca di soluzioni sempre più efficienti per quanto riguarda le risorse, visto che circa l’85% dell’impatto ambientale degli elettrodomestici deriva oggi proprio dalla fase di utilizzo.

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