Inclusione

IBM diffonde digital skills a 30 milioni di persone in tutto il mondo

La società fa leva su 170 partnership e programmi in più di 30 Paesi. In Italia, tornano “Nerd?” e “P-Tech”, le iniziative per dotare le ragazze di competenze Stem e traghettare gli studenti delle superiori verso percorsi specializzati sulle materie tecnologiche

Pubblicato il 13 Ott 2021

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Ibm spinge l’acceleratore sulla formazione: Big Blue annuncia infatti il suo nuovo piano educativo, che prevede di fornire le nuove competenze necessarie per il lavoro del futuro ad oltre 30 milioni di persone in tutto il mondo entro il 2030, combinando diversi programmi in collaborazione con 170 realtà accademiche quali università, enti governativi, agenzie di collocamento e ong dedicate al supporto dei giovani svantaggiati.

L’obiettivo sarà raggiunto tramite il potenziamento dei programmi di Ibm già esistenti e delle piattaforme di ‘career building’ per espandere l’accesso all’istruzione e ai ruoli tecnici sempre più richiesti. In questo quadro, l’Italia sarà in prima linea: nel nostro Paese, infatti, Ibm amplierà la partnership con J.A, FondazioneHumanAge e Action Aid, e continuerà la collaborazione avviata nel 2012 con la Sapienza di Roma e altri importanti atenei italiani, per orientare le studentesse delle scuole superiori verso le materie Stem (cioè scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Fra le iniziative previste, la ripartenza del progetto “Nerd?”, arrivato alla sua decima edizione, e del progetto “P-Tech”, che traguarda il terzo anno.

“Nerd?”: la crucialità delle competenze Stem

Il progetto Nerd? (Non è roba per donne?) è nato da una collaborazione fra Ibm Italia e il Dipartimento di informatica dell’università La Sapienza di Roma, e si propone diffondere la passione per l’informatica tra le giovani studentesse al fine di orientare le loro scelte universitarie. Il progetto animato dalle volontarie Ibm, molte delle quali Wit (women in technology), si prefigge di mostrare come l’informatica sia una disciplina creativa, interdisciplinare, sociale, e basata sul problem solving, attività nella quale le donne eccellono.
Il progetto prevede alcune sessioni plenarie ed alcuni laboratori durante i quali le ragazze, provenienti dagli ultimi anni delle scuole superiori di secondo grado, imparano a programmare app per cellulari, senza necessità di alcuna competenza pregressa, utilizzando la piattaforma di Ibm cloud.

Oggi l’Italia non è ancora in grado di offrire a tutti i giovani, e soprattutto alle donne, le stesse opportunità educative e di carriera: solo 16 donne laureate su 100 ottengono un titolo terziario nelle competenze tecnico-scientifiche, contro il 35% degli uomini. Tuttavia, le competenze Stem sono fondamentali per guidare la transizione ecologica e digitale del Paese: si stima che nei prossimi 10 anni le occupazioni in questo campo cresceranno due volte più velocemente rispetto alle altre e garantiranno maggiori possibilità di carriera e di guadagno. Il Pnrr ha riconosciuto la necessità di potenziare l’istruzione e l’aggiornamento, sviluppando al contempo un nuovo paradigma attorno alle competenze Stem che punti a scardinare preconcetti e pregiudizi sociali creando una forma mentis scientifica già dalla scuola dell’infanzia e investendo nel rafforzamento degli Istituti tecnici e delle opportunità per le donne per migliorare le prospettive di vita e di carriera.

Formazione specializzata con P-tech

P-Tech si innesta invece al terzo anno della scuola superiore per accompagnare gli studenti in 6 anni di formazione altamente specializzata: seminari e workshop tematici, lezioni pomeridiane di approfondimento permetteranno una specializzazione della preparazione necessaria per il nuovo mondo del lavoro.
Gli studenti che supereranno il percorso P-Tech a fine del triennio di scuola superiore, potranno iscriversi al Politecnico di Bari senza la necessità di affrontare i test di ingresso e, inoltre, potranno conseguire i crediti cfu che consentiranno loro di accelerare il percorso dei tre anni successivi all’università. Dopo aver completato anche la formazione universitaria, gli studenti otterranno la laurea in Ingegneria informatica denominata “P-Tech digital expert”.

“Democratizzare le opportunità”

Il portfolio di soluzioni ‘education’ di Ibm comprende diversi progetti, dall’istruzione tecnica presso scuole pubbliche e università a tirocini e apprendistati retribuiti presso le sedi Ibm. Oltre ai programmi di formazione, Ibm fornisce tutoraggi per gli studenti e percorsi di studio online gratuiti e personalizzabili per aspiranti professionisti. Il piano per formare 30 milioni di persone si basa sulla capacità di Ibm di creare molteplici combinazioni di programmi che includono collaborazioni con università ed enti governativi, comprese le agenzie di collocamento, e si estendono anche alle ong, in particolare quelle dedicate al supporto per giovani svantaggiati, donne e veterani militari.

“Il talento è ovunque, ma le opportunità di formazione non lo sono”, ha affermato Arvind Krishna, presidente e Ceo di Ibm. “Questo è il motivo per cui dobbiamo compiere coraggiosi passi avanti per ampliare l’accesso alle competenze digitali e alle opportunità di lavoro in modo che più persone, indipendentemente dal loro background, possano trarre vantaggio dall’economia digitale. Oggi, Ibm si impegna a fornire a 30 milioni di persone nuove competenze entro il 2030. Ciò contribuirà a democratizzare le opportunità, colmare il crescente divario e fornire alle nuove generazioni di lavoratori gli strumenti di cui hanno bisogno per costruire un futuro migliore per se stessi e la società”.

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