Il programma

Gender gap, Huawei porta “Tech By Her” in Campania

L’edizione 2024 dell’iniziativa che indaga sul divario digitale di genere punterà a mettere in luce gli esempi di imprenditoria femminile innovativa più virtuosi sul territorio. Fabio Romano: “Serve lavoro di squadra tra privati, mondo accademico e istituzioni”

Pubblicato il 13 Dic 2023

La seconda edizione di “Tech by Her” – il programma di Huawei che punta alla promozione della leadership femminile nel mondo della tecnologia e localmente all’indagine del divario digitale di genere nel sud Italia – accenderà i riflettori sulla Campania, con la produzione di un docu-film, realizzato a partire dalle storie di alcune donne che nei loro luoghi di origine sono riuscite a fare innovazione e a portare dei cambiamenti positivi nelle loro comunità proprio attraverso la tecnologia. La presentazione del documentario è prevista a giugno 2024 in una cerimonia in cui saranno premiate alcune imprese che si sono distinte per la promozione delle pari opportunità nell’ambiente lavorativo, di valori di sostenibilità e inclusione, e di una crescita del territorio attraverso l’innovazione tecnologica.

L’iniziativa, per l’edizione 2024, è patrocinata dalla Regione Campania e dal Comune di Salerno, con il supporto di Confindustria Salerno e del suo Comitato Femminile Plurale. Alla presentazione, presso la Stazione Marittima di Salerno, sono intervenute Valeria Fascione, assessora alla Ricerca, Innovazione e Startup della Regione Campania, Pasquina Memoli, vice sindaca e assessora alle Pari opportunità del Comune di Salerno, e Stefania Rinaldi, vice presidente di Confindustria Salerno.

Il lavoro di squadra per superare il gender gap

“Le azioni da mettere in campo per vincere la sfida del divario digitale di genere sono molte: dall’eliminazione delle barriere di sistema per creare condizioni di parità all’organizzazione di attività di formazione per fornire le competenze digitali necessarie e ancora alla sensibilizzazione sull’importanza di scegliere percorsi di studio Stem”, afferma Fabio Romano, responsabile per lo Sviluppo dell’ecosistema industriale di Huawei Italia.

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 “Allo stesso tempo è altrettanto importante cercare di sfatare lo stereotipo secondo cui le donne non sono portate per le materie Stem e la tecnologia, fornendo dei modelli di riferimento di donne che oggi si distinguono in questi ambiti, anche affrontando le criticità specifiche di ogni territorio – prosegue Romano – Sicuramente, per vincere questa sfida e ridurre il divario digitale di genere, prima che la digitalizzazione crei l’effetto diametralmente opposto di aumentare la disparità, serve un lavoro di squadra che coinvolga attori privati ma anche mondo accademico e istituzioni”.

La prima edizione di “Tech by Her”

La prima edizione del programma, attraverso lo studio realizzato dall’Università di Bari Aldo Moro e presentato lo scorso maggio, sottolinea Huawei in una nota – aveva evidenziato che soltanto il 23,7% delle donne intervistate possiede un percorso formativo nell’area matematico-scientifico-tecnologica e che un 28% nutre un sentimento di ansia o paura nei confronti delle materie Stem. Al contempo, gli altri dati emersi dalla ricerca hanno mostrato anche una certa consapevolezza da parte delle donne dell’importanza delle competenze digitali (81%) per il proprio percorso di carriera.

In parallelo al lavoro di analisi dello status quo, svolto con l’obiettivo di comprendere meglio il divario digitale di genere nel Sud Italia, era stato realizzato il documentario “Tech by Her – La tecnologia raccontata dalle donne” con una raccolta di interviste a donne della Regione Puglia che rappresentano modelli positivi di leadership femminile, in grado di incoraggiare una maggiore partecipazione delle donne al mondo ICT e all’economia digitale.

Segnali incoraggianti dal mercato del lavoro

“L’innovazione al femminile in Italia è in crescita del 40% rispetto allo stesso periodo del 2019. Certo i numeri non sono ancora paritari ma rispetto a quando siamo partiti, nel 2016, e le percentuali erano del 5 o del 10%, i numeri sono molto più consistenti – sottolinea Valeria Fascione – Oggi sono 2.000 le startup innovative guidate da donne, mentre il totale di imprese femminili nel Paese ammonta a 1 milione 342 mila che corrisponde al 22,18% dell’imprenditoria italiana. Insomma, i segnali sono incoraggianti, le donne non si occupano più solo di turismo, cultura o attività a vocazione sociale. Abbiamo tantissime startup nel mondo della space economy, della ricerca oncologica, dove la scienza pura è alla base della tecnologia. Ancora tanto da fare ma il trend è positivo”.

L’impegno di Huawei

Attraverso la piattaforma “Women in TechHuawei è impegnata a creare opportunità per le donne al fine di costruire una società più digitale e inclusiva, come previsto dall’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dalla Gender Equality Strategy 2020-2025 dell’Unione Europea. Tre le categorie di iniziative della piattaforma: “Tech with Her”, per incoraggiare le donne a ricoprire un ruolo attivo nel processo di  trasformazione digitale del Paese; “Tech by Her”, per sostenere la leadership delle donne nella tecnologia condividendo esempi di role model e storie di successo, dando voce alle donne protagoniste del mondo Ict, e “Tech for Her”, per migliorare il benessere delle donne e creare valore per la società nel suo complesso attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali.

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