L'intervista

Caffè trasparente e sostenibile: la blockchain certifica “Segafredo Storia”

Alberto Lusini, International Sales & marketing director in Massimo Zanetti Beverage Group: “Sveliamo al consumatore l’intero percorso dalla raccolta fino alla tazzina, in partnership con Ibm. Questo sistema ci aiuta a rendere visibile il nostro Dna, fatto di social responsibility, etica, integrità di business e rispetto dei diritti umani”

Pubblicato il 19 Apr 2021

Segafredo Storia

“Oggi è fondamentale essere completamente trasparenti in termini di sostenibilità e di provenienza dei prodotti, c’è un’enorme fetta dell’opinione pubblica che si sta muovendo in questa direzione. Avendo tutte le carte in regola per farlo, abbiamo deciso di provare a intercettare questa richiesta e di trovare un nuovo sistema per comunicare il nostro impegno, garantendo tracciabilità e trasparenza. La scelta di Ibm come partner a quel punto è stata del tutto naturale, perché parliamo di una delle aziende più attive nel campo della blockchain, in grado di fornirci il meglio della tecnologia necessaria per dare forma alla nostra idea. La blockchain in questo contesto non è altro che il modo più semplice per rispondere ai bisogni espressi dai consumatori: non un’idea di marketing, ma una soluzione che facilita un’interazione vera con i clienti” Così Alberto Lusini, International Sales & marketing director in Massimo Zanetti Beverage Group, spiega in un’intervista ad Agrifood.tech il percorso che ha portato alla nascita di Segafredo Storia, un caffè totalmente “trasparente”, che svela al consumatore l’intero percorso che lo ha portato dalla raccolta fino alla tazzina. A rendere possibile la tracciabilità e la certificazione di ogni passaggio della filiera è come spiega Lusini, la blockchain, in un percorso che il secondo produttore italiano di caffè ha messo a punto in partnership con Ibm, che ne ha seguito e adattato l’aspetto tecnologico.

“Stiamo registrando un ottimo livello di richieste – prosegue Lusini – per un prodotto che lanciamo con lo stesso packaging sia per i bar sia per i privati. Diciamo che c’è un grande interesse, e che quindi confidiamo nel fatto che nei prossimi mesi i risultati saranno ottimi. Allo stesso tempo vorrei aggiungere che Segafredo Storia non è per noi un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che fa parte del Dna dell’azienda: nel 2020 siamo cresciuti in modo deciso rispetto alla certificazione dei nostri prodotti, e dal 2017 pubblichiamo il nostro bilancio di sostenibilità. La blockchain ci aiuta a rendere più trasparente e visibile a tutti questo nostro Dna, che è fatto anche di sostenibilità ambientale e sociale, quindi di social responsibility, di etica, di integrità di business, di rispetto dei diritti umani. Sappiamo che caffè viene da luoghi in cui dobbiamo essere consapevoli del nostro impatto sulle popolazioni locali, e non a caso Consumer lab ci ha inseriti tra i 150 migliori sustainable report italiani. Detto questo, sappiamo anche che c’è ancora molto da fare, e siamo impegnati per continuare a migliorare”.

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