La ricerca

Sostenibilità in cima alle agende aziendali: per il 63% dei dirigenti è “molto importante”

I dati del “Barometro degli acquisti sostenibili 2021” di EcoVadis: raddoppiato in due anni il numero dei manager attenti all’argomento. Mentre per il 46% dei fornitori l’impegno dei loro clienti è fondamentale “solo sulla carta”

12 Ott 2021

Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità è oggi in cima alle priorità nell’agenda delle aziende. Il 63% dei dirigenti afferma che sia “molto importante”, una percentuale in netta crescita rispetto ad esempio a due anni fa, quando i manager che avevano dato la stesa risposta erano soltanto il 25% del campione. A scattare la fotografia è EcoVadis, società specializzata in valutazioni di sostenibilità ambientale, che ha pubblicato i dati nel suo “Barometro degli Acquisti Sostenibili 2021”, studio condotto in collaborazione con la Value Chain Innovation Initiative della Stanford Graduate School of Business, che si basa sull’analisi di due ricerche, una per gli acquirenti e una per i fornitori, grazie a questionari online e interviste approfondite con partecipanti selezionati.

“Si temeva che la pandemia avrebbe avuto un impatto negativo sul progresso della sostenibilità – argomenta Pierre-Francois Thaler, co-fondatore e co-Ceo di EcoVadis – La nostra ricerca rivela invece che è vero il contrario: il 93% delle organizzazioni ha mantenuto o aumentato gli impegni e gli investimenti in sostenibilità. Mentre i team di approvvigionamento guardano alla ricostruzione, molti si stanno rendendo conto che forti pratiche di approvvigionamento sostenibile sono essenziali per rafforzare la resilienza e creare valore”.

Nonostante la sensibilità sui temi della sostenibilità sia aumentata in maniera chiara, spinta anche dalla pressione pubblica a livello globale, sul raggiungimento degli obiettivi – specialmente nella catena di fornitura – c’è ancora molto da fare. A dimostrarlo c’è il fatto che soltanto il 48% dei fornitori si mostra convinto del fatto che le organizzazioni di acquisto con cui lavorano siano veramente impegnate nella sostenibilità e collaborino attivamente con loro per promuovere le best practice nelle loro relazioni commerciali. Per il 46% dei fornitori, inoltre, la sostenibilità è importante per i loro clienti sulla carta, ma non si riflette nel modo in cui lavorano insieme.

Tre i dati salienti che emergono dal barometro 2021 c’è il fatto che le questioni relative al lavoro e ai diritti umani influenzano la strategia di approvvigionamento, e che nelle loro strategie a due o tre anni le organizzazioni stanno dando la priorità alle questioni relative al lavoro e ai diritti umani, seguite dall’ambiente, dalle questioni sociali e dall’etica aziendale. Tutto questo a dimostrare che l’approvvigionamento è ormai attento alla diversità, al razzismo, alla non discriminazione e all’equità, con il 61% dei leader del settore che si dice convinto del fatto che le questioni sociali saranno “più importanti” o “significativamente più importanti” nei prossimi due o tre anni.

Da queste nuove tendenze emerge anche il fatto che l’approvvigionamento sostenibile è sempre più la chiave per la resilienza della supply chain, con il 63% delle aziende e il 71% dei fornitori intervistati che riportano di come l’approvvigionamento sostenibile li abbia aiutati a resistere alla pandemia Covid-19.

Secondo i dati che emergono dall’indagine inoltre la performance di sostenibilità è fondamentale per la crescita: il 69% degli intervistati sta prendendo sempre di più in considerazione le prestazioni di sostenibilità quando seleziona nuovi fornitori e rinnova i contratti, con una percentuale in crescita rispetto al 51% del 2019.

Interessante inoltre notare come la marcia in direzione della sostenibilità stia interessando in maniera particolare le aziende di medie dimensioni, il 48% delle quali crede che la sostenibilità avrà un impatto finanziario netto positivo sulla loro attività, mentre il 47% si aspetta che un approccio sostenibile porti a una migliore efficienza operativa e a costi inferiori.

“In un momento in cui gli sconvolgimenti derivanti dalla pandemia Covid-19 e da altri disastri hanno portato molte aziende a spostare la loro attenzione sulla costruzione della resilienza nelle loro catene di approvvigionamento – sottolinea Hau Lee, co-direttore di facoltà, Value Chain Innovation Initiative alla Stanford Graduate School of Business – questo rapporto fornisce agli operatori risposte alle seguenti domande chiave: che cosa è esattamente l’approvvigionamento sostenibile, chi dovrebbe essere coinvolto, perché e come dovrebbe essere realizzato”.

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