Mobilità sostenibile

Mobilità sostenibile: in che modo le case automobilistiche possono colmare il divario

Sebbene l’automotive stia lavorando a soluzioni in grado di ridurre le emissioni, rimangono ancora molti ostacoli, infrastrutturali e di abitudini, che incidono sulla quantità di persone e veicoli che si muovono ogni giorno, specie nei grandi conglomerati urbani. Attraverso la collaborazione supportata dalle tecnologie, le case automobilistiche possono superare le barriere che inibiscono l’adozione dei veicoli elettrici e portare avanti un percorso verso la mobilità sostenibile

Pubblicato il 29 Nov 2021

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Mobilità e trasporti consumano il 20% dell’energia disponibile a livello mondiale, la maggior parte della quale è alimentata da combustibili fossili. Con la crescente tendenza all’urbanizzazione di massa, aumenta la congestione, il che può accelerare rapidamente la domanda di energia e le emissioni dovute ai trasporti. Ridurre le emissioni di carbonio è un imperativo per tutti noi, e quindi: il futuro della mobilità deve essere sostenibile.

Molte città e case automobilistiche stanno già lavorando a soluzioni più pulite per ridurre le emissioni per il trasporto e la mobilità quotidiani. Ad esempio, all’inizio di quest’anno, General Motors ha annunciato che avrebbe cessato le vendite di veicoli con motore a combustione interna entro il 2035; Daimler ha già avviato la sua strategia “Countdown to Zero” (emissioni); e la città di Copenaghen aspira a diventare la prima capitale a emissioni zero entro il 2025. Tuttavia, le città, i cittadini e le case automobilistiche possono fare ancora molto di più per ridurre le emissioni generate durante il trasporto quotidiano.

Per comprendere meglio gli atteggiamenti dei consumatori e identificare potenziali ostacoli alla mobilità sostenibile, IBM ha commissionato a Morning Consult la realizzazione della “Sustainable Mobility Consumer Survey“, uno studio condotto su 5000 persone in 5 grandi città nel mondo Roma, Chicago, Londra, Monaco, San Francisco – per indagare opinioni e problematiche in merito a uno dei temi centrali nella sfida contro il climate change: la mobilità.

Consumatori preoccupati della sostenibilità, ma velocità e comodità prevalgono nelle scelte di trasporto quotidiano

Per la città di Roma, ad esempio, lo studio ha evidenziato che la maggior parte (82%) ritiene importante la propria impronta ambientale, ma solo il 56% tiene conto di questo aspetto nelle scelte di trasporto quotidiane. I costi elevati rappresentano la prima barriera alla scelta di modalità di trasporto più sostenibili, ma quasi 1 romano su 2 afferma che comodità e velocità sono più importanti della sostenibilità.

Per 4 romani su 10, affidarsi alle applicazioni per monitorare i trasporti pubblici e pianificare gli itinerari è ormai prassi per la metà del tempo.

L’80% dei romani è convinto che i veicoli elettrici siano un’opzione veramente sostenibile, secondi solo al camminare e prima dei trasporti pubblici e di biciclette e monopattini. Più di due terzi degli intervistati hanno dichiarato di voler considerare l’acquisto di un veicolo elettrico nei prossimi anni; tuttavia, i costi elevati rimangono una barriera importante per il 56% delle persone, seguiti dall’insufficienza di stazioni di ricarica sul territorio (27%).

Il 61% dei romani ritiene che le infrastrutture urbane non supportino adeguatamente il trasporto pubblico né l’utilizzo di veicoli elettrici (per il 52%), un limite sentito particolarmente da donne e over 65: il 43% e il 51%, rispettivamente, non ritiene che ci siano sufficienti opzioni di trasporto sostenibili.

Un aumento del trasporto pubblico elettrico/ibrido (30%) e una riduzione dei costi per il trasporto pubblico (25%) sono le soluzioni più indicate dagli intervistati per migliorare la sostenibilità ambientale della mobilità urbana, a fronte di opzioni come l’aumento di piste ciclabili, il controllo intelligente del traffico e la disponibilità di punti di ricarica per veicoli elettrici.

Automotive: azioni concrete per favorire la mobilità sostenibile

Cosa è possibile fare, dunque, per favorire uno spostamento verso una mobilità più sostenibile? IBM ha identificato tre possibili direzioni di azione:

  1. Ridurre i costi di proprietà delle automobili monetizzando invece i servizi di connected car, come applicazioni di navigazione, monitoraggio del traffico e delle condizioni meteo avverse. Un approccio che può aiutare a creare nuove linee di entrate per offrire alle case automobilistiche flessibilità nella determinazione del prezzo dei nuovi veicoli. L’aspettativa del consumatore (come dimostrato dal report Automotive 2030: Racing toward a digital future) si sta sempre più spostando dalle caratteristiche fisiche e tecniche dell’auto all’inclusione di servizi che rendano il viaggio un’esperienza, non solo uno spostamento.
  2. Costruire ecosistemi cross-industriali per rimuovere gli ostacoli legati alla ricarica delle automobili. I tempi di ricarica, collegati alla potenza della rete messa a dura prova nel caso di ondate di ricarica improvvise, non possono essere risolti solo dalle industrie automotive, ma richiedono collaborazione con le utility per costruire dei “marketplace energetici” per consentire di equilibrare domanda e offerta di energia.
  3. Superare lo scetticismo che circonda il settore della mobilità elettrica fornendo maggiore trasparenza su prodotti e processi tramite l’utilizzo di piattaforme aperte. La preoccupazione sull’utilizzo di materie prime come cobalto, nichel e litio, legata a condizioni di lavoro rischiose e scarso rispetto di diritti umani nei Paesi di provenienza, può essere superata adottando sistemi di tracciamento e certificazione, basati su Blockchain, in grado di dimostrare il rispetto di standard etici fornendo informazioni su come queste materie sono state estratte e lavorate.

Immagine fornita da Shutterstock

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