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Microsoft, Sustainability report 2021 in chiaroscuro: giù le emissioni Scope 1 e 2, ma Scope 3 cresce del 23%

Lo rivela la nuova edizione del Sustainability report, secondo cui lo scorso anno sono state rimosse due milioni e mezzo di tonnellate di CO2, in linea con i target verso la carbon negativity entro il 2030. Ma sulle emissioni di clienti e partner sono necessarie misure più restrittive

Pubblicato il 14 Mar 2022

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Due milioni e mezzo di tonnellate di CO2 rimosse dall’inizio del 2021, in perfetta linea con l’obiettivo biennale. Ben 471 milioni dollari già investiti nel Climate innovation fund, con l’obiettivo di arrivare a 1 miliardo di investimenti in 4 anni, e nuovi impegni in arrivo dopo la recente adesione alla Carbon call: sul piatto 100 milioni di dollari per il Breakthrough energy catalyst, allo scopo di accelerare lo sviluppo di soluzioni per il clima.

Ma a due anni di distanza dalla presentazione della sua strategia per diventare carbon negative entro il 2030, il nuovo Sustainability Report di Microsoft (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO) rivela anche che ci sono aspetti su cui è ancora necessario lavorare. Sebbene infatti la Big tech abbia raggiunto a livello globale una riduzione delle emissioni Scope 1 e Scope 2 del 17%, a fronte di una crescita del business nel 2021 pari al 20%, lo stesso non si può dire delle emissioni Scope 3 – ovvero le emissioni indirette generate dall’intera catena del valore, le più difficili da controllare e ridurre – che invece salgono del 23%.

La nuova edizione del rapporto, come parte dell’impegno di Microsoft in termini di trasparenza e responsabilità, include una serie di aggiornamenti e progressi volti a sostenere le politiche climatiche globali e accelerare l’innovazione. In particolare, proprio per ridurre le emissioni Scope 3, l’azienda annuncia l’adozione di misure più restrittive: oltre al limite di emissioni, l’azienda sta accelerando il lavoro per definire obiettivi annuali di carbon intensity specifici per gruppi aziendali basati su fattori di business. In questo quadro, il Report fa presente anche che ad oggi l’87% dei fornitori Microsoft dichiara le proprie emissioni, in linea con il Supplier code of conduct.

Nuovi investimenti in arrivo

In materia di nuovi investimenti, Microsoft – dopo la recente adesione alla Carbon call, iniziativa sviluppata in collaborazione con ClimateWorks Foundation per accelerare lo sviluppo di un sistema di misurazione standard delle emissioni, elemento cruciale per poter raggiungere il net zero (ovvero azzerare le emissioni nel mondo entro la metà del secolo) – annuncia il prossimo stanziamento di 100 milioni di dollari per il Breakthrough energy catalyst, progetto che ha lo scopo di accelerare lo sviluppo di soluzioni per il clima in quattro aree chiave: idrogeno pulito, cattura diretta dell’aria, accumulo di energia a lunga durata e carburante per aerei più sostenibile. Inoltre, l’azienda ha investito fino ad oggi un totale di 471 milioni USD nel suo Climate innovation fund, con l’obiettivo di arrivare a 1 miliardo di investimenti in 4 anni, per accelerare lo sviluppo di tecnologie volte a contribuire alla riduzione e rimozione delle emissioni, alla tutela delle risorse idriche e alla lotta contro lo spreco.

Supporto a clienti e partner

Infine, Microsoft fa sapere di lavorare anche nel “costante miglioramento dei suoi prodotti per aiutare clienti e partner a gestire meglio le proprie emissioni e iniziare a identificare i passi verso un cambiamento significativo”. Tra questi Microsoft Cloud for sustainability, ora in preview pubblica, per una misurazione e gestione  delle emissioni completa, integrata e automatizzata per tutte le organizzazioni che vogliono avviare un percorso verso una crescita sostenibile.

“Sappiamo che si tratta di uno sforzo a lungo termine e, per avere successo, dobbiamo essere chiari sui fondamenti che ci consentiranno di raggiungere i nostri obiettivi climatici – affermano Brad Smith, presidente e Lucas Joppa, Chief environmental officer di Microsoft, nel blogpost aziendale dedicato al Report -. Nell’ultimo anno abbiamo aumentato la nostra attenzione sulla disciplina operativa, stabilendo una solida base in tutta l’azienda che ci aiuterà a posizionarci per raggiungere i nostri obiettivi per il 2030″. Quanto al futuro, “mentre continueremo a vendere la tecnologia software disponibile in commercio e i servizi cloud a tutti i clienti, compresi i clienti energetici, collaboreremo strettamente con quei clienti del settore energetico che hanno un obiettivo netto zero entro il 2050, in riconoscimento del loro ruolo nel soddisfare il fabbisogno mondiale di energia rinnovabile”, concludono.

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