La classifica

ICity Rank 2023: guidano Bergamo, Firenze, Milano e Modena

La ricerca di Fpa sui Comuni italiani: più della metà dei capoluoghi è digitale, uno su tre è in fase di alfabetizzazione e 20 sono in ritardo. Tre le graduatorie settoriali: “amministrazioni digitali”, “Comuni aperti” e “città connesse”

Pubblicato il 06 Dic 2023

ICityRank

Le città che guidano l’innovazione in Italia sono Bergamo, Firenze, Milano e Modena: compaiono infatti nella top ten delle tre graduatorie di ICity Rank 2023, la ricerca annuale sulla trasformazione digitale dei 108 Comuni Capoluogo realizzata da Fpa, società del gruppo Digital360. A tallonare da vicino le prime quattro classificate si affermano Bologna, Genova, Torino, Trento, Venezia, che sono entrate in due delle tre top ten, mentre Cagliari, Cremona, Padova, Roma Capitale, Monza, Parma e Vicenza completano il gruppo delle 16 amministrazioni “altamente digitali”, totalizzando un punteggio superiore a 65 su 100 in tutte e tre le classifiche.

Le tre dimensioni di valutazione

Sono tre le dimensioni su cui sono stati valutati i capoluoghi italiani, sulla base di 37 indicatori costruiti su 171 variabili: Amministrazioni digitali, che riguarda la digitalizzazione dell’attività amministrativa (siti web, fruizione dei servizi online e adozione delle piattaforme nazionali), Comuni aperti (sul livello di utilizzo dei social media, la diffusione di dati aperti e la fruibilità di app) e Città connesse, che punta a misurare l’impatto della trasformazione digitale sul governo delle città e riguarda lo sviluppo di reti di connessione, sistemi di sensori e device a essi collegabili e strumenti per l’elaborazione dei flussi informativi e analisi dei dati.

La classifica generale

Analizzando la fotografia scattata considerando le tre dimensioni dell’indagine emerge che più della metà dei Comuni capoluogo é ormai “digitale”, pu con dei distinguo. Le città “ “altamente digitali” sono – come dicevamo – 16, mentre altre 17 sono di livello “intermedio”, con un punteggio di oltre 65/100 in due rating. Su tratta di Bari, Cesena, Perugia, Reggio Emilia, Brescia, Livorno, Lodi, Napoli, Palermo, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Ravenna, Rimini, Siena, Verona. A un livello “base” si attestano 26 città: Alessandria, Andria, Aosta, Arezzo, Asti, Bolzano, Catania, Cuneo, Ferrara, Imperia, La Spezia, Lecce, Mantova, Massa, Messina, Novara, Nuoro, Pavia, Piacenza, Reggio Calabria, Rovigo, Taranto, Treviso, Trieste, Udine, Verbania. Subito dietro, in una fase di “alfabetizzaizone digitale, ci attestano 29 Comuni, mentre per gli ultimi venti la situazione è più delicata, e si parla senza mezzi termini di “ritardo digitale”: è il caso, ad esempio, di Agrigento, Enna e Isernia.

Si riduce il gap tra Nord e Sud del Paese

“Non è più il momento di parlare soltanto di contrapposizione Nord-Sud o tra grandi centri e periferia, gli scenari dell’innovazione urbana mostrano oggi dinamiche più articolate – sottolinea Gianni Dominici, amministratore delegato di Fpa – Da qui, la nuova struttura a tre indici di ICity Rank. Nell’indice ‘Amministrazioni digitali’ le differenze tra le città sono meno marcate, grazie al consolidamento di “modelli di riferimento”, in primis quelli del Piano triennale, senza dimenticare il Pnrr che, con le sue risorse per il digitale, sta spingendo verso una ulteriore riduzione dei gap. Gli altri due indici, invece, mostrano maggiori differenze tra le realtà territoriali, in particolare ‘Città connesse’, che è ancora caratterizzato dal dominio delle grandi realtà metropolitane, essendo connotato da elementi più sperimentali e innovativi e data l’esigenza di governare dinamiche più complesse”.

Le città come laboratorio d’innovazione

“Le città sono da sempre i primi luoghi di sperimentazione e di messa a terra dell’innovazione – evidenzia Andrea Rangone, Presidente di Digital360 – Ora che si sono consolidate le basi per una diffusa amministrazione digitale, ci aspettiamo un ulteriore passo avanti, perché le frontiere dell’innovazione si spostano sempre più in là. In particolare, gli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale aprono scenari che non potevamo immaginare solo fino a qualche anno fa. È necessario conoscere questa nuova realtà, farla propria, guidarla, perché diventi un ulteriore strumento di crescita e di innovazione locale”.

Grandi e piccoli centri

Tutte le Città Metropolitane sono ormai “digitali” (di livello alto, intermedio o base): si evidenziano Firenze e Milano tra i 4 leader, ma anche Bologna, Genova, Torino e Venezia hanno punteggi molto alti. Ormai la digitalizzazione non è più solo appannaggio delle grandi: si è affermato un gruppo di città medie “innovative” quali Trento, Cremona, Padova, Monza, Parma e Vicenza, che si affiancano a Bergamo e Modena come città altamente digitali. Ma anche Cesena, Perugia, Reggio Emilia, Brescia, Livorno, Lodi, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Ravenna, Rimini, Siena e Verona sono loro vicine, classificate come “digitali” insieme ad altri 23 capoluoghi non metropolitani. Infine, Cosenza, Frosinone, Sassari, Siracusa e Varese, pur rimanendo al di sotto della soglia delle città digitali, manifestano crescite significative in diversi indicatori.

Il Mezzogiorno

Cagliari è l’unica città meridionale di alto livello digitale. Bari, pur raggiungendo la top ten nelle “Città Connesse”, è a livello intermedio, come anche Napoli e Palermo, tutte oltre la soglia di 65 punti in due dimensioni. Catania, Messina e Reggio Calabria – negli scorsi anni in posizioni molto basse – hanno raggiunto un livello digitale di base grazie ai progressi realizzati. Oltre ai cinque capoluoghi metropolitani, entrano tra le città digitali del Mezzogiorno anche Pescara (tra le digitali intermedie e prima tra i capoluoghi non metropolitani), Andria, Lecce, Nuoro e Taranto, che superano la soglia in almeno una dimensione. Cosenza, Sassari e Siracusa – pur non ancora classificate come digitali – evidenziano particolari progressi in alcuni indicatori.

Il ranking delle Amministrazioni digitali

Nell’indice Amministrazioni Digitali, al primo posto si colloca Cremona con il punteggio massimo di 87/100, seguita a distanza dalle toscane Siena (secondo), Firenze e Pistoia (terzo a pari merito) e poi da Lodi, Perugia, Bergamo, Cesena, Milano e Modena a chiudere la Top 10. Sono 41 le città oltre la soglia dei due terzi nel rating (almeno 66/100 punti) e tra queste solo 5 del Mezzogiorno (Pescara, Andria, Cagliari, Nuoro e Taranto). Le differenze geografiche sono più contenute che in altre dimensioni. La digitalizzazione dei servizi amministrativi, avviata oltre una decina di anni fa da alcuni capoluoghi metropolitani, ha visto emergere un gruppo città intermedie innovative (come Bergamo, Modena, Parma, Trento) e realtà meridionali dinamiche. È stata sostenuta dalle attività di Agenzie Nazionali e dal consolidamento di “modelli di riferimento”, fino alla forte spinta del Covid. Per effetto del PNRR si prevede un ulteriore avvicinamento al vertice.

Il ranking dei Comuni Aperti

Nell’indice dei Comuni Aperti, al primo posto c’è Firenze, seguita in seconda posizione da Torino (con un solo punto in meno), in terza da Bologna, in quarta da Milano e Roma, poi ancora Bergamo, Genova, Reggio Emilia e Trento (pari merito all’ottavo posto), Modena e Venezia (pari merito al decimo posto). 31 città superano la «soglia» dei due terzi nel rating e tra queste solo 7 del Mezzogiorno (Palermo, Lecce, Bari, Cagliari, Messina, Napoli e Catania). Le grandi città fanno registrare un valore nettamente superiore delle medio-grandi, come anche i capoluoghi del Nord rispetto a quelli del Sud. È probabile che nei prossimi anni si consoliderà un modello omogeneo di riferimento di utilizzo del digitale per comunicare e rendere disponibili le informazioni, che al momento non è ancora completo: le esperienze sono diversificate nelle caratteristiche e nei risultati e ai vertici si trovano soprattutto città metropolitane “pioniere” dell’innovazione e alcune intermedie.

Il ranking delle Città Connesse

Al vertice della classifica delle Città connesse c’è Bologna, che precede sul podio con un margine ridotto Milano e Cagliari. Poi, nella top 10, troviamo Firenze (quarta), Venezia (quinta), Padova e Torino (seste a pari punti), Trento (ottava), Bergamo (nona), Bari, Genova e Modena (decime a pari punti). Le città che superano la «soglia» dei due terzi nel rating sono 33, tra queste solo 6 appartengono al mezzogiorno (oltre le due già citate Palermo, Napoli, Pescara e Reggio Calabria). Lo scarto dei valori medi tra grandi e piccole è molto alto, mentre è rilevante ma non diverso dalle altre dimensioni per aree geografiche. In questa dimensione che misura reti di comunicazione, sensori e device personali collegabili, strumenti di analisi, si vedono esperienze diverse, in una fase ancora iniziale del percorso, in cui non è ancora emerso un modello di riferimento.

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