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Climate Tech, sfide e opportunità di un settore in rapida crescita

I dati del report della Oxford Climate Tech Initiative: più di 70 miliardi di dollari investiti nel comparto dai venture capital. Tra le priorità per il futuro aumentare le cifre mobilitate, agevolare le startup e coinvolgere i Paesi in via di sviluppo

Pubblicato il 16 Gen 2024

Ammontano a più di 70 miliardi di dollari i fondi raccolti dai venture capital per il mondo del climate tech, e per il 2023 le iniziative di investimento in questo settore sono state oltre 3.300. Questo fermento ha permesso nel tempo di affermarsi a più di 83 “unicorni” del climate tech su scala globale, la maggior parte negli Stati Uniti, in Cina, in Germania, nel Regno Unito e in Svezia.

Spostando l’attenzione sulle aziende che grazie alla tecnologia si propongono di rimuovere o ridurre le emissioni di anidride carbonica, il loro valore nel 2027 ammonterà a 1,4 trilioni di dollari, mentre gli investimenti rivolti alle tecnologie per lo storage della Co2 totalizzavano nel 2022 18,4 miliardi di dollari. Mettendo insieme questi dati emerge che nell’ultimo decennio i fondi dedicati al climate tech sono cresciuti di 40 volte, con una progressione che soltanto tra il 2021 e il 2022 è stata dell’89% e che ha visto raddoppiare il coinvolgimento dei venture capital. Su scala geografica, infine, fuori dai confini di Stati Uniti, Unione Europea e Cina sono stati investiti tra il 2010 e il 2022 oltre 22,6 miliardi di dollari.

Sono questi i dati che emergono dalla pubblicazione “The Climate Tech Opportunity”, realizzato dalla Oxford Climate Tech Initiative in collaborazione con lo Skoll Centre for Social Entrepreneurship della Oxford Said Business School, che fornisce una panoramica delle principali tendenze, sfide e opportunità che il settore delle tecnologie climatiche deve affrontare. Il report si basa su un’indagine condotta su oltre 140 operatori del settore tra investitori, imprenditori, scienziati e responsabili politici, e sulle interviste a più di 60 esperti provenienti da oltre venti Paesi, con l’obiettivo di fornire spunti per migliorare programmi, strategie, piattaforme e politiche a sostegno dell’innovazione climatica.

L’ascesa delle tecnologie per il clima

In un breve periodo di tempo – si legge sulla ricerca – le tecnologie climatiche sono diventate un settore fortemente finanziato che ha attirato l’attenzione di imprenditori, investitori, scienziati, accademici, responsabili politici e altri attori chiave in tutti i mercati globali. Nonostante questo slancio, testimoniato anche dagli investimenti mobilitati, ci sono ancora una serie di sfide da affrontare per arrivare alla “maturità” del climate tech, e riguardano il sostegno ai settori che investitori e imprenditori ritengono più promettenti, le attività da realizzare in prossimità delle comunità a basso reddito, la costruzione di ecosistemi climatici più efficienti e la riduzione delle barriere allo sviluppo delle startup di tecnologia climatica.

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Il ruolo delle startup

Dalla ricerca emerge che gli investimenti nelle startup del settore del climate tech sono in rapida crescita: dal 2013 ci sono stati più di 6mila investitori in startup di questo settore e soltanto nel 2022 sono stati effettuati più di 3.000 round di Venture capital in climate tech. Ma “nonostante l’aumento significativo dei finanziamenti e l’afflusso di talenti e startup – spiega il report – il climate tech è ancora un settore giovane e deve affrontare molte sfide per costruire, implementare e scalare le soluzioni. Tra queste, la necessità di fonti di finanziamento aggiuntive e diversificate, di mobilitare un maggiore sostegno da parte di enti governativi e aziendali, di talenti e forza lavoro, di sostenere gli obiettivi di adattamento e di garantire che le soluzioni raggiungano le comunità e le popolazioni vulnerabili. Affrontare questi problemi  – sottolineano i ricercatori – dovrebbe essere una priorità assoluta”.

Le cinque sfide prioritarie

 Il report di Oxford Climate Tech Initiative evidenzia cinque sfide che devono essere vinte per portare alla maturità il settore del Climate Tech: si parte dagli investimenti, dove l’obiettivo principale da raggiungere deve essere quello aumentare l’ammontare e le tipologie di finanziamenti disponibili per le innovazioni tecnologiche in campo climatico. Quanto agli ambienti istituzionali e alle aziende, il loro ruolo dovrà essere sempre di più, secondo il report, di contribuire a consentire la crescita e l’impatto delle tecnologie climatiche a livello nazionale e locale.

Per raggiungere questi risultati sarà importante creare purpose e strategie nazionali investendo sulle competenze utili al settore. Uscendo dal contesto del mondo sviluppato e spostando lo sguardo sui Paesi in via di sviluppo e sulle popolazioni più vulnerabili, sarà fondamentale riuscire a fare in modo che le soluzioni di climate tech nell’ambito del Cleantech raggiungano anche loro, arrivando a creare un solido set di soluzioni per favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici, creando le migliori strategie di investimento attorno a questo obiettivo.

Su ESG Smart Data una selezione e una sintesi delle ricerche e delle analisi sul ruolo e sulle prospettive della sostenibilità per le imprese e per le pubbliche amministrazioni.

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