Legge europea sul clima: nuovi obiettivi UE e scenario normativo più chiaro

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la normativa per gestire l’impatto climatico. Grazie a questa decisione si garantisce a cittadini e imprese europee una maggiore certezza giuridica per la pianificazione della transizione energetica definita nell’ambito del Green Deal europeo. Emissioni negative in ambito UE entro il 2050 e creazione di un Comitato consultivo scientifico europeo sul cambiamento climatico

28 Giu 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Legge europea sul clima: di cosa si tratta

Accelerare le tappe verso la neutralità climatica e creare le condizioni affinché nazioni, organizzazioni, imprese possano assumere decisioni e avviare progetti in uno scenario normativo più chiaro e preciso. Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva la cosiddetta legge sul clima, che era già stata concordata informalmente con gli Stati membri lo scorso aprile. L’approvazione è arrivata con 442 voti favorevoli, 203 contrari e 51 astensioni. Accano all’obiettivo di garantire uno scenario normativo più chiaro e stabile a tutte le realtà impegnate in progetti di sviluppo in campo energetico la Legge europea sul Clima prevede una accelerazione negli obiettivi legati alla riduzione di gas a effetto serra (GHG). Nello specifico con questa decisione l’impegno europeo in termini di riduzione di emissioni prevede una riduzione del 55% (assai più consistente rispetto al “precedente” obiettivo del 40%) entro il 2030 rispetto ai livelli di riferimento del 1990.

La Legge europea sul Clima e la rimozione del gas serra grazie all’utilizzo del suolo

Uno dei temi sui quali è più fortemente cresciuta l’attenzione riguarda l’utilizzo del suolo (si legga a questo riguardo l’articolo su cattura e utilizzo di CO2) per contribuire a contrastare il cambiamento climatico, in particolare per due grandi scenari tra loro molto diversi ma altrettanto importanti: l’uso del suolo per la rimozione di gas serra e lo sviluppo della silvicoltura.

La Legge Europea sul Clima punta a creare le condizioni per un aumento dei pozzi destinati e “ricevere” carbonio e creare nello stesso tempo un quadro volto a incentivare un uso del suolo più rispettoso del clima, ovvero che permetta di favorire un maggior assorbimento equivalente di CO₂ dall’atmosfera nel periodo 2021-2030. In questo scenario si favoriscono azioni rivolte agli agricoltori per sviluppare pratiche agricole intelligenti sul piano climatico e sostenere nello specifico i silvicoltori grazie a una maggiore visibilità dei benefici climatici dei prodotti del legno, in grado di stoccare il carbonio assorbito dall’atmosfera e di sostituirlo ai materiali ad alta intensità di emissioni.

In entrambi i casi la nuova Legge europea sul Clima fa riferimento a una proposta della Commissione e al regolamento LULUCF . L’insieme di queste azioni permetterà di aumentare la capacità di “assorbimento” dell’UE per il 2030 al 57%.

I nuovi obietti fissati nell’ambito della Legge europea sul Clima

Per le imprese impegnate in progetti di trasformazione energetica e nella gestione delle risorse in linea con gli obiettivi ambientali fissati dall’Accordo di Parigi la legge europea sul clima rappresenta un passaggio che offre una maggiore certezza giuridica e consente di definire uno scenario nel quale collocare i vari progetti in linea con la transizione decisa con il Green Deal europeo.

Con la normativa approvata dal parlamento europeo arrivano anche una serie di obiettivi accanto alla “sfida” di arrivare a emissioni negative in ambito UE entro il 2050. Nello specifico verrà attuato una roadmap di avvicinamento e un “bilancio dei gas serra’”che definirà l’obiettivo per un periodo intermedio fissato al 2040.  Arriva poi un nuovo organismo scientifico indipendente dell’UE che avrà il compito di monitorare il piano d’azione. E, come già indicato, ma vale la pena sottolinearlo, la normativa aumenta dal 40% al 55% l’obiettivo di una riduzione delle emissioni nel territorio UE entro il 2030 e incrementa il ruolo e l’utilizzo del suolo il cui contributo dovrebbe salire al 57%.

Inoltre la nuova legge UE segna un ulteriore passo in avanti in termini di impegno istituzionale sul clima e trasforma in un obbligo vincolante quello che era l’impegno politico del Green Deal europeo per la neutralità climatica UE entro il 2050.

Monitorare il percorso verso la neutralità climatica

Accanto agli obiettivi, alle chiare indicazioni e alla volontà di mettere imprese e organizzazioni nella condizioni di agire senza incertezze la legge europea sul clima vuole anche controllare che la roadmap di avvicinamento agli obiettivi sia correttamente rispettata. In questo scenario si colloca appunto il bilancio dei gas serra che dovrà fornire orientamenti rispetto al prossimo obiettivo del 2040. La Commissione europea avrà il compito di presenterà una proposta specifica per gli obiettivi da raggiungere in ambito UE entro il 2040 non più tardi dei sei mesi successivi alla prima revisione globale nel 2023 prevista dall’Accordo di Parigi. La scadenza fissata per questo impegno è per il 30 settembre 2023, e si tratta di un impegno destinato a rinnovarsi ogni cinque anni. Con questa azione la Commissione lavorerà per monitorare e valutare i progressi effettuati da tutti i paesi dell’UE, ma anche per analizzare e controllare la coerenza delle misure adottate dalle singole nazioni verso l’obiettivo UE per la neutralità climatica entro il 2050.

Il Bilancio di gas serra a sua volta prevede un impegno da parte della Commissione a comunicare la quantità massima di emissioni di gas serra che l’UE potrà emettere nell’orizzonte 2050 allo scopo di rispettare gli impegni fissati.

In termini di risorse destinate alla gestione della roadmap verso il 2050 e verso gli obiettivi intermedi con la legge europea sul clima arriva anche la creazione di un Comitato consultivo scientifico europeo sul cambiamento climatico. La scelta in questo caso attiene alla necessità di disporre di una consulenza scientifica indipendente a cui è affidato il compito di monitorare i progressi e valutare se la politica europea è coerente con questi obiettivi.

La Legge europea sul Clima: i prossimi passaggi

Il nuovo Regolamento che entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea è accompagnato da una serie di impegni che caratterizzeranno il prossimo semestre. La Commissione europea intende  infattilavorare alla presentazione entro il 14 luglio di una serie di proposte specifiche allo scopo di creare le condizioni per permettere il raggiungimento degli obiettivi fissati appunto con la Legge europea sul Clima. In questo ambito rientrano misure come:

  • La revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS)
  • Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), ovvero il meccanismo di adeguamento del carbonio e ai perimetri dei singoli stati e una proposta per un CBAM come risorsa propria
  • Una revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia (Energy Tax Directive)
  • Una modifica alla direttiva sulle energie rinnovabili (Renewable Energy Directive RED) che permetta di attuare il nuovo obiettivo climatico per il 2030
  • Una modifica alla direttiva sull’efficienza energetica (Renewable Energy Directive EED) per attuare il nuovo obiettivo climatico per il 2030
  • La riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico
  • Revisione del regolamento sull’inclusione delle greenhouse gas emissions e sul loro assorbimento grazie all’uso del suolo, unitamente a una revisione sul cambiamento di uso del suolo e verso la silvicoltura (LULUCF)
  • Revisione della direttiva sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi
  • Revisione del regolamento che fissa gli standard di prestazione delle emissioni di CO₂ per le nuove autovetture e per i nuovi veicoli commerciali leggeri

Per il quarto trimestre del 2021 sono poi fissati altri interventi come

  • Revisione della prestazione energetica della Direttiva Edifici (EPBD)
  • Revisione del Terzo Pacchetto Energia per il gas (Direttiva 2009/73/UE e Regolamento 715/2009/UE) per regolamentare la competizione sui mercati del gas decarbonizzato
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