L'iniziativa

Industria a zero emissioni nette, ecco la proposta della Commissione Ue

Il 16 marzo è stata formalizzata la proposta di normativa per rendere l’Unione Europea protagonista su scala globale nel campo della produzione di tecnologie pulite e del lavoro verde. Von der Leyen: “Vogliamo creare le migliori condizioni per centrare l’obiettivo”

Pubblicato il 21 Mar 2023

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Aumentare la produzione di tecnologie pulite nell’Unione Europea e garantire che l’Ue sia ben attrezzata per proseguire la transizione verso l’energia pulita. È questo l’obiettivo della normativa sull’industria a zero emissioni nette formalizzata dalla Commissione Europea il 16 marzo, con l’annuncio della presidente Ursula von der Leyen nel quadro del piano industriale del Green Deal. Il regolamento dovrà a questo punto essere discusso e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea prima della sua adozione e della sua conseguente entrata in vigore.

Gli obiettivi delle nuove norme

La normativa, spiega in una nota la Commissione Europea, rafforzerà la resilienza e la competitività della produzione di tecnologie a zero emissioni nette nell’Ue e renderà il sistema energetico comunitario più sicuro e sostenibile. La sfida è quella di creare condizioni migliori per avviare progetti a zero emissioni nette in Europa e attrarre investimenti, per arrivare al punto che la capacità strategica globale di produzione di tecnologie a zero emissioni nette nell’Unione si avvicini o raggiunga almeno il 40% delle esigenze di utilizzo dell’UE entro il 2030. Allo stesso tempo, le nuove norme si pongono l’obiettivo di accelerare il progresso verso gli obiettivi dell’Ue relativi a clima ed energia per il 2030 e la transizione verso la neutralità climatica, rendendo più forte la competitività dell’industria dell’Ue. Questo consentirà, a cascata, di creare posti di lavoro di qualità e di sostenere l’impegno dell’Ue nel raggiungere l’indipendenza energetica.

Accelerare la transizione verso l’energia pulita

“Abbiamo bisogno di un contesto normativo che ci consenta di accelerare la transizione verso l’energia pulita – afferma Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue – La normativa sull’industria a zero emissioni nette ha proprio questo obiettivo, creare le migliori condizioni per i settori che sono fondamentali per azzerare le emissioni nette entro il 2050, mediante tecnologie come le turbine eoliche, le pompe di calore, i pannelli solari, l’idrogeno rinnovabile nonché lo stoccaggio della CO2. La domanda è in crescita in Europa e nel mondo e interveniamo ora per poter conciliare meglio questa domanda con l’offerta europea”.

Il piano Ue per ridurre le importazioni

La nuova normativa sull’industria a zero emissioni nette fa parte di un quadro di iniziative più ampio, che servirà a ridurre la dipendenza dell’Unione Europea da importazioni altamente concentrate. Di questo insieme di progetti fanno parte anche la proposta di normativa europea sulle materie prime critiche e la riforma dell’assetto del mercato dell’energia elettrica, tutti interventi che mirano ad aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento dell’energia pulita in Europa.

Tecnologie per la decarbonizzazione

Al centro della proposta della Commisione Ue ci sono le tecnologie che potranno in prospettiva contribuire alla decarbonizzazione, come l’energia solare fotovoltaica e l’energia solare termica, l’energia eolica onshore e l’energia rinnovabile offshore, le batterie e lo stoccaggio, le pompe di calore e l’energia geotermica, gli elettrolizzatori e celle a combustibile, il biogas/biometano, la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio e le tecnologie di rete, tecnologie per combustibili alternativi sostenibili, tecnologie avanzate per la produzione di energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile, piccoli reattori modulari con combustibili della migliore qualità. Si tratta di “tecnologie strategiche a zero emissioni nette”, che riceveranno un sostegno particolare e soggette al criterio del 40 % di produzione interna. Ma vediamo di seguito quali sono i sei pilastri della nuova normativa.

La definizione delle condizioni abilitanti

Uno dei cardini della proposta della Commissione Ue è il miglioramento delle condizioni per gli investimenti nelle tecnologie a zero emissioni nette. Si tratterà in questo caso di migliorare l’informazione, ridurre gli oneri amministrativi per l’avvio di progetti e semplificare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni. Accanto a questo si punta a dare priorità ai progetti strategici a zero emissioni di rete, quelli che saranno ritenuti essenziali per rafforzare la resilienza e la competitività dell’industria europea, che comprendono ad esempio i siti per lo stoccaggio sicuro delle emissioni di CO2 catturate.

L’accelerazione della cattura di CO2

Con le nuove norme viene fissato l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 una capacità di iniezione annuale di 50 milioni di tonnellate nei siti strategici di stoccaggio di CO2 europei, “con contributi proporzionali – spiega la Commissione in una nota – da parte dei produttori di petrolio e gas dell’Ue. Questo eliminerà un ostacolo importante allo sviluppo della cattura e dello stoccaggio di CO2 quale soluzione climatica economicamente praticabile, in particolare per i settori ad alta intensità energetica, in cui è difficile ridurre le emissioni”.

Le agevolazioni per l’accesso ai mercati

La normativa impone inoltre alle autorità pubbliche, per migliorare la diversificazione dell’offerta di tecnologie a zero emissioni nette, di tenere conto dei criteri di sostenibilità e resilienza per le tecnologie a zero emissioni nette nell’ambito degli appalti pubblici o delle aste.

Accelerare sulle competenze

Al centro degli sforzi della Commissione Ue c’è anche la sfida di garantire la disponibilità di manodopera qualificata per la produzione di tecnologie a zero emissioni nette nel territorio comunitario: per questo è prevista la creazione di accademie per l’industria a zero emissioni nette, che contribuiranno a creare posti di lavoro di qualità.

Promuovere l’innovazione

Nel quadro delle nuove norme, inoltre, gli Stati avranno la possibilità di istituire spazi di sperimentazione normativa che saranno utili a testare tecnologie innovative a zero emissioni nette, stimolando l’innovazione in un contesto il più possibile improntato alla flessibilità.

Una piattaforma per lo scambio di informazioni

La proposta della Commissione Europea prevede inoltre la creazione di una piattaforma Europa a zero emissioni nette, che sia utile a coordinare le azioni e a favorire lo scambio di informazioni, anche nel caso dei partenariati industriali a zero emissioni nette. La Commissione e gli Stati membri collaboreranno per garantire la disponibilità dei dati per monitorare i progressi compiuti, con la piattaforma che potrà essere utile anche per sosterrà gli investimenti individuando le esigenze finanziarie, le strozzature e le migliori pratiche, promuovendo tra l’altro i contatti tra i settori a zero emissioni nette in Europa, a partire dalle alleanze industriali già in campo.

La Banca europea dell’idrogeno

Nell’ambito della strategia di sostenere la diffusione dell’idrogeno rinnovabile nel territorio comunitario e le importazioni da partner internazionali, insieme alla proposta di normativa sull’industira a zero emissioni nette la Commissione Ue ha presentato anche la propria posizione sull’assetto e le funzioni della Banca europea dell’idrogeno, che individua l’Europa come luogo di produzione dell’idrogeno. Le prime aste pilota sulla produzione di idrogeno rinnovabile saranno avviate – spiega la nota della Commissione – nell’autunno 2023 nell’ambito del Fondo per l’innovazione. “I progetti selezionati riceveranno una sovvenzione sotto forma di premio fisso per kg di idrogeno prodotto per una durata massima di 10 anni di attività – sottolinea la Commissione Ue – Questo aumenterà la finanziabilità dei progetti e ridurrà i costi di capitale complessivi. La piattaforma d’asta dell’Ue può anche proporre agli Stati membri un servizio di ‘aste su richiesta’, che faciliterà anche la produzione di idrogeno in Europa. La Commissione sta valutando ulteriormente come configurare la dimensione internazionale della Banca europea dell’idrogeno, ed entro la fine dell’anno tutti gli elementi della Banca dell’idrogeno dovrebbero essere operativi”.

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