Biodiversità

L’UE finanzia 3Bee per sviluppare la tecnologia che certifica la tutela della biodiversità

La climate tech 3Bee si aggiudica il bando EIC Accelerator da 2,3 M€ grazie a cui potrà validare dal punto di vista scientifico la metodologia E-Element in diverse aree climatiche e geografiche per lo sviluppo dei primi crediti di biodiversità certificati a livello Europeo

Pubblicato il 03 Nov 2023

L'UE finanzia 3Bee per certificare la tutela della biodiversità

Mentre i pericoli connessi all’innalzamento delle temperature globali sono diventati una costante nel dibattito quotidiano con ricerche ed eventi pubblici che hanno iniziato a valutare l’impatto dei vari scenari economici e sociali che si delineano nel contesto dei cambiamenti climatici, la biodiversità è rimasta un po’ sullo sfondo, sebbene numerosi studi scientifici mettano in evidenza che la perdita di biodiversità costituisca una minaccia concreta per la qualità della vita, per gli ecosistemi e, in ultima analisi, per la nostra stessa esistenza.

L’incremento di interesse sui temi e rischi legati alla “biodiversity loss” è stato in parte stimolato dai dibattiti scaturiti dopo l’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, della Legge sul ripristino della natura a luglio 2023. Recentemente, l’ESMA (European Securities and Market Authority) ha dedicato uno spazio significativo nel suo Risk Monitor periodico all’analisi del rapporto tra biodiversità e finanza, esaminando gli impatti che la perdita di biodiversità comporta per il mondo finanziario.

Ma c’è un importante ritardo da colmare che è stato evidenziato dal report “Preserving the fabric of life: Why biodiversity loss is as urgent as climate change” del Capgemini Research Institute, secondo cui solo il 24% dei manager afferma di avere una strategia di biodiversità, quota che scende al 15-18% in Italia. Inoltre, solo il 16% delle aziende dispone di una valutazione di impatto della propria supply chain. Un tema che espone le imprese a rischi difficili da controllare considerando anche le difficoltà di agire su aziende partner o su fornitori.

L’innovazione digitale per certificare la tutela della biodiversità

Una risposta importante in termini individuazione di soluzioni per rispondere alla perdita di biodiversità arriva dall’innovazione. E mentre anche gli imprenditori guardano con fiducia al ruolo delle tecnologie digitali per mettere in sintonia la propria organizzazione con i temi della biodiversità, l’UE ha riconosciuto in 3Bee la realtà in grado di sviluppare crediti di biodiversità grazie a Element-E, il protocollo di monitoraggio della biodiversità terrestre basato su bioacustica e remote sensing che sarà certificato da una terza parte nell’ambito del progetto.

L’azienda climate tech focalizzata sullo sviluppo di sistemi IoT per la sostenibilità è una delle tre aziende italiane selezionate dal Consiglio Europeo per l’Innovazione nell’ambito dell’EIC (European Innovation Council) Accelerator. 648 sono le aziende europee che hanno presentato la loro proposta scritta nella cut-off di giugno 2023 e di queste, solo il 5% ha avuto accesso al finanziamento dopo la fase di intervista da parte di investitori, esperti di tecnologia e imprenditori esperti.

Grazie al bando EIC, 3Bee potrà ora testare il protocollo Element-E su un totale di 250 siti in 4 Stati Europei – Italia, Francia, Germania, Spagna – con l’obiettivo di validare dal punto di vista scientifico la metodologia in diverse aree climatiche e geografiche. “EIC Accelerator ci permetterà di sviluppare la tecnologia per certificare la tutela della biodiversità a livello Europeo, consolidando le nostre Oasi in ben 4 Stati europei” sottolinea Niccolò Calandri, CEO di 3Bee che “diventerà così il primo provider per certificare la biodiversità con il supporto dell’Unione Europea”.

La tecnologia di 3Bee per rilasciare crediti di biodiversità

Nella proposta di 3Bee all’UE spicca Element-E, il protocollo di monitoraggio della biodiversità terrestre sviluppato dalla climate tech in collaborazione con alcune università italiane, tra cui l’Università degli Studi di Torino e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, e centri di ricerca come il Crea. Tra gli altri enti finanziatori, che hanno reso possibili gli sviluppi tecnologici alla base di Element-E, figurano ESA (European Space Agency) e la Regione Campania. Una metodologia innovativa, che ha permesso a 3Bee di aggiudicarsi un finanziamento “grant first” e di essere riconosciuta dall’UE come l’unica realtà in grado di sviluppare crediti di biodiversità – che verranno rilasciati da 3Bee sul mercato entro due anni – attraverso un framework scalabile e scientifico.

La metodologia Element-E permetterà di monitorare e quantificare, anche grazie all’intelligenza artificiale, l’impatto di progetti di rigenerazione sviluppati in coerenza con il nuovo framework regolamentare europeo, in particolare la Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e la Nature Restoration Law, che impongono alle imprese di valutare e rendicontare il proprio impatto, sia a livello di singolo sito che dell’intera filiera.

Questo protocollo di monitoraggio della biodiversità consentirà di attribuire un valore in termini di impatto alle attività di rigenerazione delle imprese attraverso una misura quantitativa, la cui trasparenza è garantita dalle tecnologie proprietarie di 3Bee, che garantiscono la completezza temporale e l’accuratezza delle informazioni, riducendo così il rischio di greenwashing.

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