La gestione dei rifiuti marini è una delle sfide più urgenti per la tutela degli oceani e per la tutela della biodiversità. In questo contesto, l’adozione di tecnologie innovative e modelli rigenerativi sta progressivamente ridefinendo le strategie di intervento e monitoraggio. Start-up come Ogyre stanno attirando l’attenzione di investitori e aziende impegnate nella Blue Economy, puntando su soluzioni digitali per tracciare e certificare la raccolta dei rifiuti in mare, con l’obiettivo di ampliare il proprio impatto su scala globale entro la fine del decennio. L’integrazione tra strumenti tecnologici avanzati e nuovi paradigmi di collaborazione tra attori pubblici e privati si sta rivelando centrale per promuovere pratiche sostenibili lungo tutta la filiera delle attività legate agli ecosistemi marini.
Blue Economy
Gestione dei rifiuti marini: l’innovazione di Ogyre
La start-up italiana chiude un round guidato da Vertis SGR per espandere la raccolta tracciata dei rifiuti marini grazie a blockchain e modelli rigenerativi, coinvolgendo pescatori, cooperative e oltre 200 aziende partner. L’obiettivo è raccogliere 20 milioni di tonnellate entro il 2030 con un approccio sostenibile che integra tecnologia, filiera e impact investing

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