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Rischio siccità: Italia esposta più di altri paesi

Con un’esposizione del 30% e con un rischio di perdite di ricavi a causa della siccità pari a 10 trilioni di euro entro il 2050 il nostro paese ha le necessità di agire con urgenza.

Pubblicato il 10 Ago 2023

Fonte: Scope ESG Analysis

Le ondate di calore stanno diventando sempre più intense e persistenti, esponendo diverse regioni al rischio di siccità. La siccità potrebbe costare all’Italia 10 trilioni di euro fino al 2050, l’8,3% del PIL pro capite del paese e rappresenterebbe il 30% della perdita ipotetica di 32,7 trilioni di euro per l’intera UE.

Ondate di calore consecutive in Europa con cambiamenti nei modelli di precipitazione stanno già esponendo diverse regioni (principalmente meridionali) alla siccità meteorologica. Questo sta causando gravi danni ai sistemi economici, umani e naturali. Gli episodi di siccità sono tra i molteplici effetti negativi del cambiamento climatico. Pertanto, è fondamentale che gli investitori diano corso a specifici stress test per l’esposizione alla siccità per individuare i rischi nei loro portafogli.

Il Macroeconomic Climate Stress Test (MCST) di Scope modella l’esposizione teorica delle economie e dei settori alla siccità e ad altri rischi climatici. Applicando il MCST ai paesi dell’UE, le future siccità secondo lo scenario del NGFS potrebbero costare ipoteticamente 32,7 trilioni di euro tra il 2020 e il 2050, rappresentando il 3,3% del PIL totale del blocco.

I rischi maggiori sulle principali economie UE

Il settanta per cento delle perdite modellizzate relative alla siccità si trovano nelle cinque maggiori economie dell’UE. I paesi dell’UE settentrionale (Germania, Francia, Paesi Bassi) sono i meno esposti al rischio di siccità, ma le perdite ipotetiche legate alla siccità in Italia rappresentano il 30% della perdita totale prevista nell’UE e il 43% della perdita prevista delle cinque grandi economie.

La siccità potrebbe costare all’Italia 10 trilioni di euro nel periodo 2020-2050, equivalenti a un cumulativo dell’8,3% del PIL pro capite del paese nello stesso periodo. Ciò comporterebbe ulteriori oneri per la spesa pubblica finanziata dal debito per far fronte ai rischi di siccità, aumentando il rapporto debito/PIL dell’Italia e aumentando il costo del rifinanziamento a lungo termine. Il settore più esposto è l’agricoltura

A livello di settore, l’agricoltura è  appunto il più esposto al rischio di siccità, con perdite cumulative modellizzate di 1,8 trilioni di euro, equivalenti al 9,8% dei ricavi del settore. I prodotti alimentari, le bevande e il tabacco; e il commercio all’ingrosso e al dettaglio hanno esposizioni del 6,8% e del 6,7%, rispettivamente. Altri settori economici mostrano perdite relative alla siccità comprese tra il 4% e il 7% della perdita totale prevista nell’UE. 2.745 combinazioni paese-settore

L’MCST di Scope fornisce proiezioni dei rischi climatici a livello di paese-settore, coprendo 45 settori economici e 61 paesi e regioni per un totale di 2.745 combinazioni paese-settore. L’MCST deriva il contributo dell’attività economica al rischio totale di siccità del paese da tre fattori:

  1. La sensibilità dell’attività economica alle siccità storiche (funzioni di danno a livello di settore sviluppate internamente).
  2. L’esposizione del paese alle future siccità a seconda dello scenario climatico. I
  3. l peso dell’attività economica nel PIL pro capite del paese.

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