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Energia: la capacità di riserva UE per centrare gli obiettivi al 2030

Uno studio di Wärtsilä mette in evidenza la necessità di una riforma del mercato per attrarre investimenti in capacità di bilanciamento flessibile

Pubblicato il 24 Feb 2023

onte: Wärtsilä - "Energy Market Redesign: For a Decarbonised Europe”

La crisi energetica del 2022 e, soprattutto il rapido incremento dei prezzi dell’elettricità ha fatto riaccendere il dibattito europeo sulla necessità di riformare la struttura del mercato dell’energia, il cui disegno era stato concepito in un contesto molto diverso rispetto a quello attuale. Questa riforma, secondo un nuovo studio del gruppo tecnologico Wärtsilä, dovrebbe cercare di stimolare la costruzione di un’adeguata capacità di riserva flessibile, necessaria perché l’Ue possa raggiungere gli obiettivi “net zero” e migliorare la sicurezza energetica. Più precisamente la ricerca “Energy Market Redesign: For a Decarbonised Europe” delinea le misure critiche che devono essere introdotte per attrarre investimenti nella capacità di bilanciamento flessibile e garantire una transizione economica e affidabile verso sistemi energetici a zero emissioni. Il punto di partenza è risaputo: l’Europa avrà bisogno di almeno 1.100 GW di capacità rinnovabile entro il 2030 per continuare il suo percorso di decarbonizzazione e garantire la sicurezza energetica. Tuttavia, per funzionare in modo affidabile, un sistema basato sulle rinnovabili di questa portata deve essere supportato da 19 GW di nuova capacità flessibile di gas e da 50 GW di stoccaggio per fornire energia nei periodi di bassa produzione, secondo i modelli di Wärtsilä.  Gli impianti necessari a garantire il bilanciamento della rete potranno poi essere convertiti per funzionare con combustibili sostenibili come l’idrogeno, quando questi saranno effettivamente disponibili.

Gli investimenti per la capacità di bilanciamento flessibile potrebbero diventare ancora più difficili in futuro

Un quadro di questo tipo, secondo lo studio, è però ancora lontano: gli attuali incentivi dell’UE per la capacità di bilanciamento flessibile rischierebbero di compromettere gli investimenti, causando una grave strozzatura nella transizione energetica. Non solo: i modelli di Wärtsilä mostrano che gli investimenti per la capacità di bilanciamento flessibile potrebbero diventare ancora più difficili in futuro senza i giusti meccanismi di prezzo di mercato per l’energia di bilanciamento. Per questo motivo il suggerimento che arriva alla Commissione Europea è quello di definire un quadro normativo agnostico dal punto di vista tecnologico, creando un nuovo mercato di capacità per attrarre investimenti in capacità di bilanciamento flessibile a sostegno delle energie rinnovabili. Andrebbe poi migliorata la trasparenza dei prezzi per stimolare la crescita dei servizi di capacità di bilanciamento flessibile a sostegno delle energie rinnovabili. Come ha messo in evidenza Håkan Agnevall, Presidente e CEO di Wärtsilä: “Ci troviamo sull’orlo di una trasformazione dei sistemi elettrici europei, in quanto l’eolico e il solare diventeranno la fonte di energia dominante per raggiungere lo zero netto. Tuttavia, la transizione non può essere realizzata solo dalle energie rinnovabili.  Affinché l’UE possa continuare a beneficiare dei costi competitivi delle energie rinnovabili, abbiamo urgentemente bisogno di una riforma del mercato che garantisca la sicurezza dell’approvvigionamento e fornisca chiari segnali di mercato agli investitori per incoraggiare investimenti molto più consistenti nelle tecnologie di bilanciamento flessibile dell’energia”.

Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030: i benefici per l’Italia

Guarda invece alla situazione italiana Marco Golinelli, Senior Business Development Manager, Wärtsilä Energy in Italia: “Gli ultimi risultati della modellizzazione europea sono in linea con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, che mostra come l’Italia possa ottenere benefici maggiori di qualsiasi altro Paese in Europa anticipando la capacità di energia rinnovabile prima del 2030. Costruendo rapidamente la nostra capacità di energia rinnovabile, supportata da sistemi di generazione altamente flessibili, l’Italia può soddisfare gran parte della sua domanda di elettricità ottenendo bassi costi, energia pulita, e una drastica riduzione della dipendenza dal gas. La revisione del PNIEC programmata a breve dovrà, insieme alla promozione dell’efficienza energetica, necessariamente tenerne conto”

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