Annunci dalla Conferenza

La Cop26 si mobilita per l’adattamento: sul piatto 450 milioni di dollari

Nell’Adaptation and Loss and Damage Day l’attenzione si sposta sulle nazioni e le comunità più vulnerabili ai cambiamenti climatici. E i big si impegnano a passare all’adattamento guidato a livello locale attraverso oltre 70 approvazioni ai relativi Principi e cospicui stanziamenti. Ue prima firmataria della coalizione “Adaptation without borders”

09 Nov 2021

Veronica Balocco

Nel giorno dell’Adattamento, della perdita e del danno (Adaptation and Loss and Damage Day), dai leader globali riuniti a Cop26 arriva uno degli annunci più attesi: i big accendono i riflettori sulle nazioni e le comunità più vulnerabili ai cambiamenti climatici. E si impegnano a passare all’adattamento guidato a livello locale attraverso oltre 70 approvazioni ai relativi Principi e oltre 450 milioni di dollari mobilitati per iniziative e programmi di miglioramento degli approcci locali.

Misure e iniziative per ridurre i danni

Ma che cos’è l’adattamento climatico? Con questa espressione si intende il modo in cui i Paesi e le comunità si adattano alle conseguenze della crisi climatica. Si tratta di un concetto che non ha a che fare con la mitigazione del cambiamento climatico: questa cerca di ridurre le emissioni di gas serra, mentre l’adattamento cerca di ridurre i danni del riscaldamento (desertificazione, siccità, ondate di calore, cicloni, inondazioni, alluvioni, innalzamento del livello dei mari).

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Le misure di adattamento sono svariate:

  • riforestazione, per aumentare l’assorbimento della CO2 e consolidare i terreni;
  • costruzione di bacini per raccogliere l’acqua e di canali e acquedotti per distribuirla;
    studio di nuove sementi resistenti alla siccità;
  • costruzione di argini e protezioni contro le alluvioni e l’innalzamento dei mari;
  • protezioni contro le ondate di calore, compresi sistemi di condizionamento;
  • spostamento di comunità e infrastrutture dalle zone più minacciate;
  • assicurazioni contro i danni;
  • potenziamento dei servizi meteorologici per la previsione degli eventi e dei servizi di protezione civile per gli interventi di soccorso.

Su questo fronte l’attenzione dei leader globali è estremamente alta. “Come sappiamo, nell’ultimo anno abbiamo assistito a cambiamenti climatici estremi in tutto il mondo – ha affermato davanti alla platea di Glasgow il presidente della Cop26, Alok Sharma -. Dalle inondazioni in Europa centrale e Cina, agli incendi in Nord America e Australia, sino a quella che alcuni hanno descritto come la prima siccità indotta dal clima al mondo nel sud del Madagascar. Nessun luogo è immune ai cambiamenti climatici ed è proprio per questo che dobbiamo unirci per stringere un accordo globale qui a Glasgow, rispondendo alle esigenze di un adattamento che è ormai vitale”.

I nuovi impegni globali

Attualmente la Convenzione dell’Onu per il clima, l’Unfccc (che organizza le Cop), gestisce un Fondo di adattamento (Adaptation Fund) istituito dal Protocollo di Kyoto per aiutare i Paesi meno sviluppati ad adattarsi alle conseguenze della crisi climatica. Secondo gli annunci giunti ieri, nella giornata dedicata a questo tema, al Fondo saranno destinati 232 milioni di dollari: si tratta della più alta mobilitazione singola al Fondo e più del doppio della precedente mobilitazione collettiva più alta, con un contributo di 20 milioni di dollari solo dal Regno Unito. Gli impegni sono giunti da Stati Uniti, Canada, Svezia, Finlandia, Irlanda, Germania, Norvegia, Qatar, Spagna, Svizzera, Regno Unito e dai governi del Quebec e delle Fiandre.

Il Regno Unito, in particolare, ha annunciato nuovi finanziamenti per l’adattamento per un totale di 290 milioni di sterline, inclusi 274 milioni di sterline per il programma Cara (Azione per il clima per un’Asia resiliente).

Il partenariato “without borders”

L’Ue è invece la prima partecipante alla coalizione “Adaptation without borders“, con un contributo iniziale di 700mila euro per il 2022 a sostegno dell’adattamento ai cambiamenti climatici su scala globale. Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans alla Conferenza delle parti sul clima di Glasgow. “E’ un nuovo partenariato internazionale – ha spiegato Timmermans – per costruire una cooperazione per gestire i rischi da cambiamenti climatici”. Con i fondi Adaptation without borders potrà anche lavorare meglio con i partner locali” per realizzare piani di adattamento ai cambiamenti climatici. Nel prossimo anno il lavoro della coalizione si concentrerà nella collaborazione con l’Unione africana e con i paesi africani. 

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