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Fashion&Luxury: nello storico distretto tessile di Biella la prima azienda italiana “laureata” in chimica pulita

Tintoria e Finissaggio 2000 batte sul tempo tutti i competitor e si aggiudica il livello di eccellenza nel protocollo di Chemical Management di 4sustainability, il marchio di Process factory che attesta l’adesione delle aziende del comparto alla roadmap per la sostenibilità. Riconosciute le ottime e costanti performance in materia di gestione del rischio legato alla presenza di sostanze tossiche e nocive nei prodotti e, prima ancora, nei processi

07 Ott 2021

Redazione ESG360

Parte dalla provincia di Biella, storico distretto tessile della lana, il percorso italiano verso la piena sostenibilità delle lavorazioni chimiche legate al fashion & luxury: Tintoria e Finissaggio 2000, realtà con sede a Masserano (BI), è infatti la prima azienda in Italia ad aver raggiunto il livello di eccellenza nel protocollo di Chemical Management di 4sustainability, il marchio di Process Factory che attesta l’adesione delle aziende del comparto alla roadmap green.

Il marchio viene rilasciato e confermato nel tempo solo a fronte dell’implementazione di un protocollo riconosciuto di attività e al rispetto di requisiti rigorosi su cui viene esercitato un monitoraggio costante. In particolare, una delle sei azioni su cui si concentra il marchio è proprio il chemical management, cioè la gestione del rischio legato alla presenza di sostanze tossiche e nocive nei prodotti e, prima ancora, nei processi.

Un unicum nel panorama della nobilitazione tessile

Con novanta dipendenti e un fatturato di 8,6 milioni di euro nel 2020 (con un’inevitabile flessione dovuta alla pandemia), Tintoria e Finissaggio 2000 è fortemente radicata nel territorio biellese, dove nasce nel 1973. Nel campo della nobilitazione tessile rappresenta un po’ un unicum, essendo specializzata nella tintura e nel finissaggio dei tessuti a maglia, nell’accoppiatura e nella stampa digitale. Attrezzata per lavorare praticamente tutte le fibre, mantiene un focus forte sulla lana e le fibre nobili come il cachemire.

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Proprio per il tipo di processo, la tintoria e il finissaggio sono fra le lavorazioni che più utilizzano prodotti chimici: la loro gestione, l’ottimizzazione del processo di lavorazione e l’attenzione alla gestione dell’acqua come risorsa, sono tutti aspetti su cui Tintoria e Finissaggio 2000 ha investito molto e che sono stati riconosciuti come eccellenti in base al protocollo internazionale 4sustainability e in linea con la metodologia ZDHC.

Un’attenzione che viene da lontano

In particolare, Tintoria 2000 si distingue per l’attenta selezione dei prodotti chimici impiegati nei processi produttivi – prediligendo in larga parte quelli validati da ZDHC sulla piattaforma Gateway – e per la gestione capillare ed efficace dei materiali dei clienti, oltre che dei prodotti chimici di cui sopra, nelle varie fasi di trasformazione. Eccellente anche il rating sul monitoraggio degli scarichi idrici, che non registrando elementi sostanziali di criticità, sono la prova migliore di un’accurata selezione a monte delle sostanze utilizzate.

Gli indicatori di performance sono il cardine di un framework di implementazione come 4sustainability che l’azienda ha adottato nel 2018, avviando con Process Factory una collaborazione sul chemical management destinata a estendersi anche ad altre iniziative della sua roadmap per la sostenibilità. L’attenzione all’ambiente viene però da lontano. Già negli anni Settanta infatti Tintoria 2000 si è dotata di un efficace impianto di depurazione, sul quale ha investito costantemente nel tempo per migliorarne le prestazioni. Tre anni fa, l’impianto è stato rinnovato integrando un’innovativa tecnologia per la microfiltrazione delle acque di scarico, che vengono trattate e in parte recuperate per uso interno, in parte restituite “pulite” all’ambiente. In termini di volumi, si parla di circa 100mila metri cubi di acqua depurata all’anno, con circa il 10% di acqua riciclata da depurazione.

“La sostenibilita? Un’opportunità, non un vincolo”

“Per una tintoria, le acque di scarico sono fra i fattori di inquinamento più rilevanti. Ecco perché ci teniamo tanto: perché su questo fronte possiamo incidere in modo significativo sulla riduzione del nostro impatto ambientale – spiega l’amministratore delegato dell’azienda, Dino Masso -. E le analisi effettuate avendo come riferimento i requisiti del protocollo 4s Chem stabiliti in linea con la metodologia ZDHC stanno lì a dimostrarlo”.

Altro fronte importante di impegno è la preparazione dei colori che già dagli anni Novanta avviene attraverso un sistema completamente automatizzato a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, senza bisogno di entrare in contatto con polveri ad altissima volatilità o altre sostanze potenzialmente pericolose.

“La sostenibilità è anche e soprattutto una questione di rispetto per le persone e di cultura aziendale”, spiega Masso. “Questo significa che deve permeare l’organizzazione in tutte le sue funzioni coinvolgendo le persone, appunto. Non è un caso se, coerentemente con i requisiti di 4S Chem, la formazione sulla sostenibilità è entrata in modo tanto importante nelle nostre politiche. E non è un caso se abbiamo introdotto in azienda la figura del Sustainability Manager, comunicando al mercato che certi processi sono presidiati con metodo e continuità”.

Credo che la sostenibilità sia un’opportunità, piuttosto che un vincolo. I costi esistono, ma sono ampiamente ripagati in termini sia di efficienza che di creazione di valore. In questo percorso la garanzia di un partner serio come Process Factory e di un sistema come 4sustainability è ciò che ha fatto la differenza”, conclude Dino Masso. “Non eravamo interessati all’ennesimo bollino, né abbiamo mai inteso la sostenibilità come operazione di marketing. Ci serviva un alleato attrezzato per realizzare con noi una strategia di sviluppo di ampio respiro. Il tipo di risposte che cercavamo sul chemical management, nello specifico, l’abbiamo trovato nell’approccio ZDHC che il protocollo 4s Chem recepisce pienamente”.

“L’attenzione all’ambiente e alle persone che Dino Masso interpreta col suo lavoro non è fatta di parole, di iniziative spot o manifesti eclatanti ma di processi efficienti, apertura alla collaborazione, alla trasparenza dei dati e a misurazioni strutturate degli indicatori di prestazione a cui fare riferimento per migliorare” chiosa Francesca Rulli, CEO di Process Factory e ideatrice di 4sustainability. “Sono gli stessi principi su cui si fonda il sistema 4sustainability, un sistema che Tintoria interpreta con grande impegno anche come vantaggio competitivo, riuscendo ad essere d’esempio per tanti altri operatori della filiera”.

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