Mitigation and Adapting

COP27: nasce la Sharm-El-Sheikh Adaptation Agenda

I trenta scenari da attuare entro il 2030 che compongono l’Agenda per l’Adattamento di Sharm-El-Sheikh puntano a supportare le popolazioni più esposte ai cambiamenti climatici e ad attuare forme di adattamento per ridurre i fattori di rischio

10 Nov 2022
Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Fonte: IPCC Sixth Assessment Report - Climate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability

Perché è giunto il momento di una Adaptation Agenda

Mitigazione da una parte e adattamento dall’altra. Non è più possibile tenere separate queste due dimensioni e in particolare, diventa urgente prendere atto che la mitigazione non basta da sola a ridurre gli effetti del climate change a tutti i livelli, ma soprattutto sta contribuendo ad aumentare le difficoltà delle aree più povere del mondo che si trovano ad essere le più esposte ai rischi e alle conseguenze dei cambiamenti climatici. L’importanza di una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici cresce peraltro costantemente ed è strettamente collegata alla incapacità di attuare strategie convincenti per la mitigazione. Il risultato in occasione di COP27 è legato alla presa di coscienza che i rischi non sono nei dati e nelle previsioni ma nei fatti e che tante previsioni indicano un ulteriore evidente peggioramento. Davanti a questo scenario c’è una sola ragionevole conclusione: occorre, pragmaticamente, prepararsi. Da qui il lancio della Sharm-El-Sheikh Adaptation Agenda.

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Le premesse alla Sharm-El-Sheikh Adaptation Agenda

L’Agenda per l’adattamento di Sharm El-Sheikh parte dal presupposto di contenere l’innalzamento della temperatura entro 1,5° Celsius come previsto dagli Accordo sul clima di Parigi.

Anche se e lo segnala il recente IPCC AR6 WG II Report (QUI per scaricarlo e consultarlo): la metà della popolazione mondiale è esposta a gravi minacce già nell’orizzonte temporale che ci separa dal 2030 e questa esposizione è purtroppo drammaticamente concreta anche nel caso si riuscisse a raggiungere il risultato, purtroppo sempre più difficile dell’1,5°.

A questo proposito la Sharm-El-Sheikh Adaptation Agenda definisce 30 scenari da attuare entro il 2030 relativi alla creazione di condizioni di adattamento per supportare la resilienza di 4 miliardi di persone con particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili per gli effetti dei cambiamenti climatici.

Sharm-El-Sheikh Adaptation Agenda: rischi climatici e rischi di trasformazione sociale ed economica

Ogni scenario prevede una serie di azioni a livello globale e locale unitamente alla valutazione legata anche ai rischi collegati ai processi di trasformazione dei sistemi sociali, economici, agroalimentari necessari per proteggere le comunità. La protezione dai crescenti rischi climatici come eventi metereologici estremi, temperature eccessive, inondazioni, condizioni di siccità implica la necessità di preparare ambienti, persone, attività economiche a una convivenza con scenari caratterizzati da fattori e probabilità di rischio sempre più elevate e con la necessità di trasformare, in molti casi velocemente, abitudini, comportamenti e attività economiche e sociali.

Le indicazioni della Sharm El-Sheikh Adaptation Agenda rappresentano il primo piano globale sull’adattamento che unisce sia organizzazioni pubbliche sia attori privati e prevede un’azione su sette grandi piani:

  1. Food Security and Agriculture Systems
  2. Water and  Nature Systems
  3. Human Settlements Systems
  4. Ocean and Coastal Systems
  5. Infrastructure Systems
  6. Planning
  7. Finance

Risorse e azioni nella Sharm-El-Sheikh Adaptation Agenda

La Sharm El-Sheikh Adaptation Agenda intende favorire il passaggio verso un’agricoltura che sia nello stesso tempo più sostenibile e più resiliente al clima, ma anche in grado di aumentare i raccolti del 17% e ridurre le emissioni di gas serra (GHG). Una agricoltura anche più attenta a forme di supporto alle piccole imprese agricole e ad azioni locali.

L’adattamento prevede poi di proteggere e ripristinare circa 400 milioni di ettari a livello di ecosistemi terrestri e di acqua dolce introducendo e favorendo la diffusione di soluzioni per migliorare la sicurezza idrica basate sulla natura. Il piano si pone inoltre l’obiettivo di indirizzare le attività su oltre 2 miliardi di ettari di terra verso una gestione sostenibile.

A livello di coste e oceani l’adattamento prevede investimenti per 4 miliardi di dollari allo scopo di sviluppare qualcosa come 15 milioni di ettari di mangrovie a protezione degli ambienti marini costieri.

Sono poi previste azioni che dovrebbero mobilitare dai 140 ai 300 miliardi di dollari per l’adattamento e la resilienza con azioni verso oltre 2000 grandi aziende del mondo per impegni e attività direttamente collegati alla integrazione del rischio climatico fisico.

Tra le altre misure previste si cita la diffusione di tecnologie e soluzioni che permettano di proteggere 3 miliardi di persone con sistemi intelligenti di allerta precoce.

Per approfondire la lettura della Sharm El-Sheikh Adaptation Agenda vai QUI.

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