Conferenza Onu: l'impegno

Cop26: sulle auto elettriche entro il 2035 freno di Cina, Usa, Bmw, Volkswagen e… Italia

Accordo difficile sull’addio ai veicoli alimentati a combustibili di origine fossile: l’intesa firmata solo da 24 Paesi e caratterizzata dalle assenze dei principali produttori, ma anche di Stati come il nostro. Fra le maggiori case automobilistiche che si oppongono all’impegno, nonostante siano pronte tecnologicamente alla transizione, anche Toyota, mentre arrivano i sì di Mercedes, Ford, Volvo e General Motors

Pubblicato il 10 Nov 2021

COP26 5

Solo ventiquattro Paesi, tra cui non compaiono l’Italia, la Germania, la Cina e gli Stati Uniti, e un piccolo gruppo di case automobilistiche, che non conta colossi come Volkswagen, BMW e Toyota, si sono impegnati a porre fine all’era dei veicoli alimentati a combustibili fossili entro il 2040 ed “entro il 2035 nei principali mercati”. E’ il risultato delle negoziazioni che chiudono, oggi la Giornata dei trasporti a Cop26.

Originariamente, l’accordo doveva impegnare i partecipanti, sia i produttori di auto sia Governi, a fare in modo che “entro il 2035 o prima” tutte le nuove auto e i furgoni fossero a zero emissioni”. Nel testo finale, invece, questo obiettivo è diventato orizzonte 2040 – 5 anni più tardi – e per di più soltanto nei “principali mercati”.

Una situazione frammentata e complessa

La sigla dell’accordo per azzerare le emissioni delle nuove auto e furgoni entro il 2040 a livello globale ed entro il 2035 nei principali mercati include pochi Paesi, tra cui Canada, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Irlanda e Regno Unito, che in realtà avevano già deciso di eliminare gradualmente le auto a benzina e diesel vendite entro il 2030, così come numerose città e governi regionali, tra cui Bologna, Firenze, Roma, New York, Londra, Barcellona. Ford, Mercedes, Volvo e Mercedes-Benz sono invece tra le case automobilistiche che hanno firmato impegnandosi a raggiungere l’obiettivo entro il 2035 nei “mercati leader”.

Oggi il trasporto su strada rappresenta il 17% delle emissioni globali e le sue emissioni stanno aumentando più rapidamente di altri settori. Le trattative in vista dell’accordo, in questo contesto, non sono state facili: secondo il Financial Times, sono state incontrate resistenze da Cina e Stati Uniti, rispettivamente il primo e il secondo mercato automobilistico più grande del mondo (sul fronte delle auto elettriche c’è un testa a testa tra Pechino e l’Europa), ma anche dalla Germania, dove crescono full electric e ibride plug-in, ma si spinge molto sui combustibili sintetici. Critica anche Volkswagen, contro cui Greenpeace Germania ha appena intentato una causa per non aver attuato un piano di decarbonizzazione in linea con gli accordi di Parigi, e BMW, mentre Toyota ha mantenuto una posizione incerto fino all’ultimo. Appoggio, invece, da General Motors Volvo, che già si erano posti dei target al 2035 e al 2030, ma anche Daimler (che ha l’obiettivo del 2030, mercato permettendo) e Ford, che entro il 2040 vuole raggiungere con i veicoli a batteria il 40% dei volumi commerciali.

In questo contesto, la Cina, che vuole vietare le auto a combustione dal 2035, lascia  la porta aperta alle ibride con una norma allo studio che, per quella data, dovrebbe consentire alle auto ibride leggere di occupare ancora il 50% del mercato. Negli Stati Uniti, il presidente Biden vorrebbe invece che entro il 2030 il 50% delle auto immatricolate fossero elettrificate, mentre il Senato vuole tagliare del 50% le risorse destinate allo sviluppo della rete di ricarica, indispensabile per la mobilità elettrica. 

In Europa solo nei mesi scorsi si erano sollevate discussioni a seguito della pubblicazione da parte della Commissione Ue  del pacchetto di proposte “Fit for 55”, secondo cui dal 2035 verranno immatricolate solo auto nuove a zero emissioni. Ad oggi il 20,4% delle emissioni Ue arrivano proprio dal trasporto su strada e ora si punta a ridurre le emissioni medie delle auto nuove del 55% (del 50% per i furgoni) entro il 2030 e del 100% per entrambi entro il 2035, rispetto ai livelli del 2021. In questo quadro, la Commissione Ue ha proposto di obbligare gli Stati membri a incrementare la capacità di ricarica per le auto elettriche in linea con le vendite delle vetture e installare sulle principali autostrade stazioni di ricarica elettrica ogni 60 chilometri e stazioni di rifornimento per l’idrogeno ogni 150 chilometri.

Il testo dell’accordo

Collettivamente, ci impegniamo a sostenere una transizione globale, equa e giusta in modo che nessun Paese o comunità venga lasciato indietro – recita l’accordo – . Laddove rappresentiamo i mercati principali, lavoreremo per rafforzare la nostra offerta di supporto internazionale per i Paesi in via di sviluppo, i mercati emergenti e le economie in transizione, inclusi, ove applicabile, attraverso l’assistenza tecnica, la finanza e lo sviluppo delle capacità.

Lavoreremo insieme per superare le barriere strategiche, politiche e tecniche, accelerare la produzione di veicoli a emissioni zero e aumentare le economie di scala, per rendere la transizione più rapida, più economica e più facile per tutti. Lavoreremo inoltre insieme per aumentare gli investimenti, ridurre i costi e aumentare la diffusione dei veicoli a emissioni zero e i numerosi vantaggi economici, sociali e ambientali che ne derivano.

Riconosciamo che, oltre al passaggio a veicoli a emissioni zero, un futuro sostenibile per il trasporto su strada richiederà una più ampia trasformazione del sistema, compreso il supporto per i viaggi attivi, il trasporto pubblico e condiviso, nonché la gestione dell’intero impatto della catena del valore derivante dalla produzione, dall’uso e dallo smaltimento dei veicoli.

I firmatari

Paesi

  • Austria
  • Azerbaigian
  • Cambogia
  • Canada
  • Capo Verde
  • Chile
  • Croazia
  • Cipro
  • Danimarca
  • El Salvador
  • Finlandia
  • Islanda
  • Irlanda
  • Israele
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Olanda
  • Nuova Zelanda
  • Norvegia
  • Polonia
  • Slovenia
  • Svezia
  • Regno Unito
  • Uruguay

Governi nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo

  • Repubblica Domenicana
  • Ghana
  • India
  • Kenya
  • Secretariat of Economy, Messico
  • Morocco
  • Paraguay
  • Rwanda
  • Turchia
  • Uruguay

Città 

  • Akureyri
  • Ann Arbor
  • Atlanta
  • Australian Capital Territory
  • Barcellona
  • Bologna
  • Bristol
  • British Columbia
  • Buenos Aires
  • California
  • Catalonia
  • Catamarca Province
  • Charleston
  • Dallas
  • Firenze
  • Gangwon Provincia
  • Jeju Provincia
  • La Paz
  • Lagos
  • Los Angeles
  • New York
  • New York City
  • Northern Ireland
  • Quebec
  • Reykjavik
  • Rome
  • San Diego
  • San Francisco
  • Santa Monica
  • Sao Paolo
  • Scotland
  • Seattle
  • Sejong City
  • Seoul Metropolitan Government
  • Government of Sikkim
  • South Chungcheong Province
  • Ulsan Metropolitan City
  • Victoria
  • Wales
  • Washington (state)

Case automobilistiche e manifatture dell’Automotive

  • Avera Electric Vehicles
  • BYD Auto
  • Etrio Automobiles Private Limited
  • Ford Motor Company
  • Gayam Motor Works
  • General Motors
  • Jaguar Land Rover
  • Mercedes-Benz
  • MOBI
  • Quantum Motors
  • Volvo Cars

Proprietari e operatori di flotte o piattaforme di mobilità condivisa

  • ABB
  • Astra Zeneca
  • BT Group
  • Capgemini
  • Centrica
  • Danfoss
  • E.On
  • EDP
  • GlaxoSmithKline
  • Highland Electric Fleets HP Inc.
  • Iberdrola
  • Ingka Group/IKEA
  • LeasePlan Corporation
  • National Grid
  • Novo Nordisk
  • Openreach
  • Sainsbury’s
  • Siemens
  • SK Networks
  • Sky UK Limited
  • SSE
  • Tesco
  • Uber Technologies Inc.
  • Unilever
  • Vattenfall
  • Zenith
  • Zurich

Investitori con partecipazioni significative in case automobilistiche

  • Adrian Dominican Sisters – Portfolio Advisory Board
  • AP7
  • Arabesque Asset Management
  • Committee on Mission Responsibility Through Investment of the Presbyterian Church USA
  • Congregation of St Joseph
  • Daughters of Charity, Province of St Louise
  • EOS at Federated Hermes
  • Impax Asset Management Group
  • Local Authority Pension Fund Forum
  • Mercy Investment Services Inc.
  • NEI Investments
  • Office of the New York City Comptroller
  • Seventh Generation Interfaith Coalition for Responsible Investment
  • G. Financial institutions
  • Aviva
  • NatWest
  • H. Other signatories
  • ADS-TEC Energy GmbH
  • AMPLY Power
  • Autovert Technologies Private Limited
  • Bengal Chamber of Commerce and Industry
  • Drive Electric Campaign
  • Enzen Global Solutions Private Limited
  • FIA Foundation
  • Global EV Drivers Association
  • Grip Invest Advisors Private Limited
  • International Council on Clean Transportation
  • Institutional Investors Group on Climate Change
  • Indian Chamber of Commerce
  • International Trade Union Confederation
  • Ohm Mobility
  • RMI India
  • Urban Transport Authority for Lima and Callao
  • WeaveGrid

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