Ricerche

Costi dell’energia e climate change: i consumatori guardano a edifici più smart

Uno studio di Schneider Electric porta l’attenzione sul rapporto tra rincaro delle bollette energetiche e cambiamenti climatici ed emerge che ben 9 consumatori su 10 ritengono ci sia una relazione diretta. Un ruolo sempre più importante sarà svolto dalle soluzioni finalizzate a raggiungere obiettivi di efficienza energetica nel mondo building

05 Set 2022

In un periodo in cui i temi dell’energia sono sulle prime pagine di tutti i media è doveroso interrogarsi sulla relazione tra gli effetti dei cambiamenti climatici e i costi energetici unitamente alle indicazioni su dove e come si può concretamente agire per gestire queste criticità a livello di gestione dei consumi. In particolare, appare importante capire la percezione dei consumatori finali rispetto a queste prospettive. Da uno studio rilasciato da Schneider Electric ci arrivano indicazioni preziose sulle preoccupazioni e sulle aspettative con cui si sta guardando a questo fenomeno.

Sono quasi 9 su 10 le persone che ritengono il cambiamento climatico responsabile di ulteriori aumenti della bolletta energetica, nel caso in cui la temperatura media globale aumenterà di oltre 1,5 °C. Un altro segnale particolarmente significativo riguarda la riflessione sul ruolo stesso dei consumatori e dei cittadini: più della metà dei rispondenti attribuisce la responsabilità per il cambiamento climatico ai singoli individui, più che alle aziende o alle istituzioni locali.

Ma la ricerca è anche un invito a guardare al futuro e a pensare a come ridurre questi rischi: una quota che supera il 50% dei rispondenti si aspetta che gli edifici di nuova costruzione siano dotati di soluzioni smart. Tra gli ostacoli che frenano il percorso verso un rapporto più sostenibile con l’energia, la ricerca segnala che secondo gli esperti occorre innovare gli “schemi di pensiero che stanno alla base delle scelte energetiche.

Per quanto attiene all’analisi della dimensione più vicina ai temi della sostenibilità, la ricerca mette in evidenza che il 72% del campione considera la riduzione dell’impronta di carbonio al pari di una priorità personale; considerando poi gli ambienti in cui si trovano a vivere a livello personale e professionale la maggioranza dei consumatori (55%) ritiene che gli edifici dovrebbero puntare a diventare “net zero”, ma solo il 31% crede che possa avvenire.

Tecnologie smart possono rispondere alla domanda di sostenibilità

Come stanno reagendo i consumatori davanti a questi interrogativi e a queste prospettive? La ricerca traccia un profilo di un consumatore sempre più attento a uno stile di vita sostenibile e nel 40% dei casi convinto che le tecnologie smart possano rispondere alla domanda di sostenibilità nelle loro case; più della metà non nasconde le sue aspettative in merito al fatto che i nuovi building siano progettati e realizzati sulla base di questi criteri e si tratta di una quota in crescita del 13% rispetto a coloro che avevano la stessa aspettativa nella precedente edizione della ricerca nel 2020.

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Se poi si tratta di “mettere mano al portafoglio” dalla ricerca arriva l’indicazione che individui e famiglie sembrerebbero disposti a spendere in media 1.995 euro nell’arco dei prossimi 12 mesi per garantirsi un aumento dell’efficienza energetica; un investimento che aumenta a 2.613 euro presso coloro che già hanno adottato tecnologie smart e che già ne hanno tratto vantaggio.

L’analisi di Jaap Ham, Associate Professor in the Industrial Engineering & Innovation Sciences all’Università della Tecnologia di Eindhoven e consulente dello studio, ritiene che la gestione dell’energia in ambito residenziale rappresenti un’area fondamentale per tutti gli “stakeholder”: consumatori, costruttori, aziende e governi. Nella sua analisi invita a considerare le tecnologie di gestione dell’energia come strumenti per arrivare a rendere abitazioni e edifici in generale più sostenibili. Gli “schemi mentali” sono l’ostacolo più importante al cambiamento, e lo spreco energetico va vissuto come un nemico invisibile contro il quale non mancano gli strumenti di contrasto come la sostituzione dei combustibili fossili con elettricità da fonti pulite e interventi smart a livello di “dieta energetica” degli edifici, che portano benefici sia in termini di riduzione dei consumi sia di contrasto al climate change.

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