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Sostenibilità digitale: gli investimenti di Aruba per l’energia pulita



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Il digitale avanza, trainato dall’AI. I provider si attrezzano per soddisfare la domanda, ma la loro sfida è farlo in modo sostenibile. A partire dai data center, l’impegno per la sostenibilità si estende ai servizi, alle tecnologie e alle best practice aziendali. L’esperienza di Aruba

Pubblicato il 14 lug 2026


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Intelligenza artificiale, servizi digitali e piattaforme digitali stanno accelerando la trasformazione delle organizzazioni e della società nella sua interezza. Se è vero che l’impiego di servizi online e di tecnologie digitali è ormai una realtà consolidata, questa evoluzione richiede a tutta la filiera, dai provider di infrastrutture e servizi digitali fino alle organizzazioni e agli utenti che li utilizzano, di contribuire alla sua sostenibilità.

Sostenibilità digitale: opportunità, impatti e responsabilità condivise

La digitalizzazione può contribuire in modo significativo agli obiettivi di sostenibilità, ad esempio riducendo l’uso di materiali e gli spostamenti fisici. Un esempio è la PEC che, secondo una ricerca IDC, contribuirà nel 2026 a un risparmio stimato di 107 mila tonnellate di CO₂. Anche l’intelligenza artificiale, oggi al centro di strategie di innovazione, può contribuire agli obiettivi aziendali di sostenibilità ottimizzando consumi energetici, logistica, manutenzione e gestione delle risorse.

Allo stesso tempo, il crescente ricorso a servizi digitali fa aumentare la domanda di capacità computazionale, di storage e di trasmissione dei dati e consumi energetici. Qui l’attenzione si concentra sui data center, che rappresentano l’abilitatore fondamentale della crescita del digitale. Secondo l’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, la capacità complessiva dei data center in Italia è stata pari a 609 MW nel 2025, ma potrebbe raggiungere 2,3 GW entro il 2035 nello scenario più probabile, arrivando fino a 4,6 GW in quello più estremo.

Gli operatori che gestiscono infrastrutture ed erogano servizi digitali stanno quindi rafforzando il proprio impegno verso modelli sempre più sostenibili, che vanno oltre la semplice conformità ai requisiti normativi e puntano a supportare nel tempo la crescita dei servizi digitali in modo responsabile. Da questa esigenza nascono sia percorsi individuali dei principali operatori, sempre più orientati a integrare la sostenibilità nel proprio modello di business, sia iniziative collaborative a livello nazionale ed europeo, come il Climate Neutral Data Center Pact, che riunisce oltre 100 realtà attive nel mondo cloud e data center con l’obiettivo di rendere il settore carbon neutral entro il 2030.

Il modello Aruba: la sostenibilità come asset industriale, impianto dopo impianto

Se per l’intero settore IT la sostenibilità è una priorità, realtà come Aruba hanno scelto di affrontarla con un approccio distintivo: non come insieme di iniziative separate, ma come parte integrante del proprio percorso di crescita e sviluppo.

“Ogni nuova centrale che entra nel nostro parco impianti aumenta la quota di energia pulita che produciamo direttamente e mettiamo al servizio delle infrastrutture digitali del Paese” – ha commentato Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba. “È un percorso che portiamo avanti da anni con coerenza: crescere nella generazione rinnovabile significa ridurre l’impatto ambientale non solo dei nostri servizi, ma anche delle infrastrutture informatiche che i clienti scelgono di installare nei nostri data center. La sostenibilità, per noi, non è una dichiarazione: è un asset industriale, che si costruisce impianto dopo impianto.” 

Infrastrutture efficienti ed energie rinnovabili

Parlando di produzione energetica, è stata annunciata l’acquisizione di tre nuove centrali idroelettriche, che si aggiungono alle otto già operative, rafforzando un modello distintivo basato sulla produzione diretta di energia pulita a supporto delle proprie infrastrutture, che sostengono le attività delle imprese e la quotidianità dei cittadini.

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Con questa operazione il parco idroelettrico di proprietà del Gruppo sale a 11 centrali, per una produzione complessiva che supera i 60 GWh di energia rinnovabile all’anno – l’equivalente del fabbisogno elettrico di oltre 22.000 famiglie – e una potenza installata di circa 11,6 MW. Gli impianti sono distribuiti lungo cinque fiumi in quattro regioni: in Piemonte lungo la Stura di Lanzo; in Lombardia lungo il Lambro, con due centrali a Melegnano (MI), e lungo il Brembo, con impianti a Ponte San Pietro, Valbrembo e Paladina (BG); in Veneto lungo l’Astico, a Chiuppano e Calvene (VI); e in Friuli-Venezia Giulia lungo il Fella, a Pontebba (UD).

Alla produzione idroelettrica si affianca quella da fonte solare. Sulle strutture dei campus del Global Cloud Data Center di Bergamo – che si estende per oltre 200 mila m² – e del data center di Roma sono installati impianti fotovoltaici sulle superfici maggiormente esposte, che contribuiscono a rafforzare un modello energetico orientato all’autoproduzione.

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Il beneficio si estende infatti direttamente ai clienti: chi ospita le proprie infrastrutture IT nei data center Aruba può contare su servizi alimentati da un mix energetico con una componente autoprodotta e rinnovabile in costante crescita, riducendo l’impronta ambientale della propria operatività digitale senza dover investire in impianti di generazione propri. Il resto dell’energia necessaria viene acquistato sul mercato, ma sempre e solo proveniente da fonti rinnovabili.

Aruba è membro fondatore del già citato Climate Neutral Data Centre Pact e può contare su certificazioni come ISO 50001 per il sistema di gestione dell’energia e ISO 14001 per il sistema di gestione ambientale. Inoltre, è tra i firmatari della European Green Digital Coalition, iniziativa europea che promuove il ruolo delle tecnologie digitali come leva concreta per la transizione sostenibile.

Green-by-design: la sostenibilità come principio di progettazione

Sul piano infrastrutturale, uno degli elementi che rende distintivo il percorso di Aruba è l’adozione dell’approccio green-by-design, che integra i principi di efficienza energetica e sostenibilità in tutto il ciclo di vita delle strutture. Adottare l’approccio green-by-design significa integrare l’efficienza energetica nella progettazione stessa dei data center. La sostenibilità entra infatti già in gioco nella scelta del sito, valutando elementi come disponibilità energetica, accesso a risorse utili al raffreddamento e condizioni ambientali favorevoli all’efficienza complessiva, tra cui l’esposizione solare. Su queste basi si innestano scelte ingegneristiche precise, come sistemi di raffreddamento che sfruttano l’acqua di falda e una compartimentazione avanzata dei flussi d’aria, mentre a supporto della gestione operativa intervengono piattaforme avanzate di controllo come Building Management System (BMS) ed Energy Management System (EMS), che permettono il monitoraggio continuo dei consumi e l’ottimizzazione energetica dell’infrastruttura.

A rendere concreto l’approccio alla sostenibilità contribuisce inoltre una logica di miglioramento continuo, che accompagna la gestione quotidiana delle infrastrutture. L’efficienza energetica non viene infatti considerata un risultato acquisito, ma un obiettivo da monitorare e ottimizzare costantemente attraverso strumenti di reportistica energetica e analisi delle performance. Questo approccio contribuisce a trasformare la sostenibilità in un processo evolutivo e data-driven, capace non solo di garantire il rispetto degli standard e delle normative vigenti, ma anche di generare un vantaggio competitivo concreto.

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