In un periodo drammaticamente segnato da guerre e crisi geopolitiche gravissime il tema legato all’accesso e del rapporto tra materie prime critiche e supply chain richiede una strategia di risk management adatta al contesto e ai nuovi fattori di rischio.
I blocchi allo Stretto di Hormuz che stanno segnando questa fase del conflitto tra USA, Israele e Iran hanno effetti diretti e indiretti non solo sulle catene di approvvigionamento dei combustibili fossili ma anche, spesso indirettamente, su una serie di materie prime critiche strategiche per la digitalizzazione e per la transizione energetica.
Per mitigare e gestire i rischi relativi a questa situazione l’Unione Europea ha alzato il livello di attenzione verso le materie prime critiche considerando che queste risorse sono sempre più al centro di tensioni legate a disponibilità, concentrazione geografica, gestione delle supply chain e volatilità dei mercati.
Per le materie prime critiche servono nuove strategie di risk management
In questo contesto, diventa fondamentale adottare nuove strategie di risk management capaci di garantire sicurezza degli approvvigionamenti e migliorare la resilienza delle filiere. Il rischio che sta correndo l’industria UE è prima di tutto operativo e finanziario, ma, soprattutto nel caso di crisi di maggiore durata e gravita, assume una dimensione sistemica che rischia di bloccare interi settori industriali.
Uno dei principali elementi di criticità riguarda la forte dipendenza dell’Europa da paesi terzi per l’approvvigionamento di materiali strategici come litio, terre rare o cobalto. Questa concentrazione espone le imprese e le economie europee a shock improvvisi, ai rischi di interruzione nelle catene di fornitura, alle variabili sempre più imprevedibili legate alle instabilità geopolitiche, ma anche alle restrizioni commerciali o alle interruzioni della produzione in altre parti del pianeta.
Le strategie di risk management più appropriate in queste circostanze impongono una evoluzione su più direttrici. La prima richiama la necessità di una diversificazione delle fonti di approvvigionamento, di una riduzione di forme di dipendenza da singoli fornitori o da singole aree geografiche. La tracciabilità delle filiere per monitorare flussi, rischi e impatti lungo tutta la catena del valore è poi un altro fattore che consente di gestire il rischio.
Per ridurre i rischi UE nell’accesso alle materie prime critiche occorre “fare squadra”
Un altro fattore chiave per mitigare i rischi legati alla gestione delle materie prime critiche è rappresentato dallo sviluppo di partnership strategiche tra Stati membri, imprese e attori internazionali. Questo tipo di strategie permettono innanzitutto di migliorare l’accesso alle risorse.
Per la riduzione dei rischi nella gestione delle materie prime critiche serve il supporto dell’innovazione digitale
Nella gestione dei fattori di rischio che minacciano le materie prime critiche anche le tecnologie digitali giocano un ruolo rilevante. Strumenti basati su data analytics, intelligenza artificiale e piattaforme di supply chain management consentono di anticipare criticità, simulare scenari e migliorare la capacità decisionale.
Infine la dimensione della sostenibilità. Il recupero e il riciclo delle materie prime critiche, insieme allo sviluppo di alternative tecnologiche, possono contribuire a ridurre la pressione sulle risorse naturali e aumentare l’autonomia strategica europea.
La risposta europea alle problematiche legate alle materie prime critiche: il progetto SCRREEN3
Consolidare la rete europea di esperti sulle materie prime critiche e migliorare la qualità e l’accessibilità dei dati tramite un database centralizzato: è questo l’obiettivo di SCRREEN3, iniziativa da circa 3 milioni di euro che coinvolge 16 partner tra enti di ricerca, università e associazioni industriali, tra cui ENEA. (Il progetto SCREEN3 è accessibile da QUI n.d.r.)
SCRREEN3 rappresenta la terza generazione del progetto avviato nel 2016 per affiancare la Commissione Europea nella definizione di strategie e regolamenti volti a garantire all’Europa un approvvigionamento sicuro, sostenibile e diversificato di materie prime considerate critiche.
Il focus è su risorse essenziali per la transizione verde e digitale, come batterie, mobilità elettrica, tecnologie energetiche rinnovabili, elettronica, difesa e aerospazio, il cui approvvigionamento è esposto a rischi crescenti legati alla dipendenza da paesi terzi e alle tensioni geopolitiche.
Una rete collaborativa tra ricerca e industria per la sicurezza degli approvvigionamenti
SCRREEN3 ha consentito di riunire circa 300 esperti provenienti dal mondo industriale e della ricerca con il compito di fornire consulenza specialistica ai processi decisionali dell’Unione Europea. Il network copre sia le materie prime critiche sia quelle strategiche lungo l’intera catena del valore. Nell’ambito delle attività del progetto sono stati analizzati 84 elementi fondamentali per la transizione identificandone provenienza, tecniche di estrazione, strategie di approvvigionamento, prezzi e settori di impiego.
Come ha sottolineato Rovena Preka, ricercatrice ENEA del Dipartimento Sostenibilità, “è fondamentale ampliare la base di conoscenze su queste materie non solo perché la domanda è in costante crescita, ma anche per la forte dipendenza dell’UE da una catena di approvvigionamento legata a Paesi terzi e sempre più condizionata da tensioni geopolitiche”.
Un database centralizzato con precise schede tecniche tra gli strumenti a supporto delle istituzioni europee
Per ciascuno degli elementi analizzati è stata sviluppata una scheda tecnica accessibile tramite un portale pubblico che è accessibile da QUI. Queste “carte d’identità” delle materie prime critiche rappresentano uno strumento operativo per le istituzioni UE sia nell’analisi delle criticità del settore sia nell’aggiornamento periodico – previsto ogni tre anni – dell’elenco delle materie prime critiche da parte della Commissione Europea.
L’iniziativa punta a rafforzare il supporto conoscitivo alle politiche industriali europee in materia di risorse naturali strategiche.
Ruolo di ENEA nella digitalizzazione dei dati e nell’integrazione delle analisi previsionali
Nell’ambito del progetto SCRREEN3 ENEA segue in particolare lo sviluppo delle schede relative a otto elementi chiave – selenio, renio, indio, bismuto, alluminio e bauxite, samario, gadolinio e borato – che coprono metalli non ferrosi, terre rare ed elementi fondamentali per applicazioni nell’industria energetica, aerospaziale e farmaceutica. L’attività si concentra sulla digitalizzazione delle schede tecniche e sull’automazione dei flussi informativi per rendere i dati più accessibili e aggiornabili.
Rovena Preka ha tenuto poi a sottolineare che “Lavorando in stretto contatto con la Direzione Generale per il Mercato Interno della Commissione Europea puntiamo a completare la digitalizzazione delle schede e l’automazione dei flussi di dati”. Mentre un ulteriore obiettivo è rappresentato dal rafforzamento dell’integrazione con le analisi previsionali della domanda realizzate dal Joint Research Centre della Commissione per consolidare il ruolo del network come infrastruttura europea di conoscenza sulle materie prime critiche.












