Robot e sostenibilità

Robot e sviluppo sostenibile: un potenziale infinito

Su13 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile i robot possono essere impiegati con l’obiettivo di risparmiare risorse e contribuire alla creazione di tecnologie verdi. Le osservazioni di Enrico Rigotti, Area Sales Manager di OnRobot Italia

04 Nov 2022
Enrico Rigotti, Area Sales Manager di OnRobot Italia

Risale al 2015 la risoluzione degli Stati che compongono l’ONU di lavorare di concerto per sradicare la povertà, prendersi cura della Terra e migliorare la vita e le prospettive delle persone in tutto il mondo. Risoluzione che si è concretizzata con l’adozione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals o SDGs) come parte dell’Agenda 2030. Nella mission di attuare i cambiamenti che ci aiuteranno a realizzare un mondo più sostenibile, i robot svolgeranno un ruolo fondamentale. La Federazione Internazionale della Robotica (IFR) ha identificato 13 tra i 17 obiettivi in cui i robot possono essere impiegati al fine di risparmiare risorse e contribuire alla creazione di tecnologie verdi. “Le applicazioni sono già molteplici e non possono che aumentare, dimostrando come i cobot siano essenziali non solo nel mondo industriale, ma in tutti i settori, in quanto strumenti veloci e flessibili che favoriscono la collaborazione tra persone e robot in modo completamente sicuro” spiega Enrico Rigotti, Area Sales Manager di OnRobot Italia, società specializzata in dispositivi di estremità per robot industriali.

Nelle fabbriche i robot riducono gli sprechi e l’impatto ambientale

Gli esempi che vedono i robot contribuire allo sviluppo sostenibile possono essere infiniti. Un caso su tutti l’automazione intelligente di attività (compresa la pallettizzazione) che non solo riduce i costi di produzione, ma amplia lo scenario di intervento. A ciò sono legate anche nuove forme di mobilità che utilizzano alternative all’energia fossile e contribuiscono di conseguenza alla riduzione delle emissioni di CO2.

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Vediamo inoltre come robot industriali e cobot stiano iniziando a entrare nelle linee di produzione delle grandi fabbriche al fine di rispondere all’SDG 12: Rensponsable Consumption che vuole garantire il benessere della popolazione attraverso l’accesso all’acqua, all’energia e agli alimenti, riducendo allo stesso tempo il consumo eccessivo delle risorse naturali.

È stato dimostrato che i cobot siano in grado di ridurre scarti e rifiuti nelle fabbriche, di limitare il consumo energetico e favorire la delocalizzazione. Inoltre, eliminando o riducendo le distanze nelle catene di approvvigionamento, si limita il trasporto e il suo impatto sull’ambiente. Altri settori in cui l’automazione digitale sta contribuendo a creare industrie più pulite sono la logistica, l’edilizia e l’agricoltura, sia nella fase di produzione dei prodotti che in quella di tracciamento e consegna degli stessi.

Agricoltura e sviluppo sostenibile: i robot spingono verso il goal “zero hunger”

Se ci addentriamo un po’ di più nel settore agricolo, vediamo come robot e cobot stiano guidando l’agricoltura intelligente indirizzandola a soddisfare l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 2: Zero Hunger che si prefigge il goal di porre fine alla fame nel mondo, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile. In questo senso, i robot sono in grado di individuare le erbacce e con un colpo di laser procedere alla loro rimozione, riducendo il riscorso a prodotti chimici inquinanti. Inoltre, costituiscono un potente alleato nel controllare le colture, il loro sviluppo, il punto di maturazione, le dimensioni ottimali per la raccolta e così via.

“Vedremo anche come agribot, robot e cobot dedicati all’agricoltura aiuteranno a riforestare spargendo semi, monitorando le colture, assistendo nella raccolta e nel confezionamento. Ma, soprattutto, consentiranno di raccogliere dati molto interessanti, rendendo l’agricoltura più efficiente e migliorando la produzione” continua Rigotti.

Cobot e Intelligenza artificiale per salute e benessere

Non possiamo dimenticare come i robot e, più specificamente, i cobot contribuiscano al raggiungimento dell’SDG 3: Good Health and Well-being, che intende ridurre il tasso mondiale di mortalità materna e infantile, garantire a tutti la copertura sanitaria e diminuire le morti correlate al fumo, all’alcol e agli incidenti stradali. La medicina è un settore che offre grandi possibilità alla robotica collaborativa che, insieme all’intelligenza artificiale, apporta un valore reale.

“Vediamo numerose applicazioni che spaziano dalla chirurgia, al rilevamento di malattie dermatologiche fino alla fisioterapia, dove non solo aiutano a recuperare da infortuni, ma seguono l’evoluzione del paziente – osserva Rigotti – Anche se può sembrare futuristico, esistono già robot che fanno prelievi del sangue nella massima delicatezza grazie a sensori e laser di precisione, o carrelli degli infermieri che si muovono da soli nei corridoi, trasportando i materiali sanitari quando necessari”.

Un esempio su tutti è quello dell’ospedale universitario di Odense che con il progetto Patient@Home sviluppato dal Centro di Neuroriabilitazione aiuta le persone colpite da ictus o trombi a riprendersi. Rainer, il cobot in questione, supporta i pazienti a compiere movimenti funzionali ripetitivi.

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