Digital for ESG

Infrastruttura, cloud e integrazione: IT sempre più strategica per l’ESG

Il ruolo di un digitale nativamente sostenibile, la capacità di mettere le imprese nella condizione di definire dei percorsi di sostenibilità, di misurarne i risultati e di attuare una governance completa e precisa di tutte le risorse IT. L’evoluzione del rapporto tra innovazione e sustainability al centro del confronto con Raymond Du Toit, Program Lead Projects & Engagements Kyndryl Global Sustainability Group

Pubblicato il 06 Dic 2023

Raymond Du Toit, Program Lead Projects & Engagements Kyndryl Global Sustainability Group

Il richiamo al ruolo dell’innovazione tecnologica e digitale rappresenta uno degli elementi distintivi che in questo periodo caratterizzano tanti tavoli di confronto anche alla COP28 in corso a Dubai. Da una parte la necessità di disporre di dati e conoscenza per consentire alle aziende di definire e attuare strategie di decarbonizzazione e trasformazione sostenibile e dall’altra il digitale stesso come industria in trasformazione, che punta ad essere più pervasiva e performante riducendo nello stesso tempo il proprio impatto ambientale.

In questa doppia sfida al servizio dell’ambiente e dell’ESG il cloud, le infrastrutture abilitanti, la capacità di integrazione e di governo dell’IT sono chiamate a svolgere un ruolo determinante. Per comprendere meglio il rapporto che lega innovazione digitale e ESG in questa doppia accezione abbiamo voluto incontrare Raymond Du Toit, Program Lead Projects & Engagements Kyndryl Global Sustainability Group.

 

Quali sono oggi i fattori più rilevanti che mettono in relazione le strategie Cloud con i temi legati all’ESG?

Il cloud rappresenta indiscutibilmente una opportunità per raggiungere obiettivi di sostenibilità e ESG. Diverse ricerche hanno dimostrato che con la migrazione dei workload in Cloud si possono ottenere riduzioni delle emissioni anche superiori all’85%. È importante evidenziare che, oltre all’entità di questa riduzione, è oggi possibile misurare con estrema precisione le emissioni, è possibile rendicontarle in modo attendibile e sicuro e dunque pianificare le attività avendo ben chiari i dati relativi all’impatto. In questo scenario i temi legati alla misurabilità sono destinati a rappresentare il presupposto per permettere alle organizzazioni di disegnare, attuare e controllare dei veri e propri percorsi di sostenibilità.

Partendo da questo principio il nostro ruolo è anche quello di sviluppare delle best practices, basate su risultati concreti e metterle a disposizione dei clienti. Nella costruzione di queste buone pratiche possiamo osservare da vicino tutti i fattori che concorrono al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Solo per fare un esempio, i temi del risparmio energetico che sono spesso al centro dell’attenzione, si confermano ovviamente come molto rilevanti, ma sono da mettere in relazione con tanti altri fattori che attengono ad esempio alla governance delle infrastrutture e dei servizi che possono amplificare la capacità di raggiungere obiettivi ESG.

In quale scenario si collocano oggi gli obiettivi di sostenibilità in relazione allo sviluppo del digitale?

Lo scenario è molto chiaro ed è caratterizzato da una crescita decisamente rilevante nel ruolo e nel volume dei servizi digitali per imprese e pubbliche amministrazioni. Alla domanda di dati e conoscenza che arriva dal mercato si risponde con una crescita in termini di cloud, di applicazioni, capacità elaborativa, di storage, di networking e dunque di data center e di infrastrutture. I temi legati alla gestione degli obiettivi di sostenibilità che insistono sull’IT vanno letti con sempre maggiore attenzione rispetto al contesto in cui operano queste imprese. È molto importante considerare che la capacità del digitale di supportare e incidere sul core business delle imprese rappresenta anche un asset per la loro trasformazione sostenibile.

A che punto siamo in termini di Sustainable Technology o green tech nell’ambito dell’offerta Cloud?

Accanto a un tema di innovazione tecnologica più sostenibile e più attenta alla gestione di tutte le risorse c’è un grande tema di governance della tecnologia stessa. Il corretto utilizzo delle risorse digitali disponibili, l’estrema attenzione a utilizzare quello che serve quando serve, la capacità di definire operational technology sostenibili, sta facendo la differenza. Anche e soprattutto perché si tratta di un processo che permette di essere misurato, valorizzato e, come apparirà sempre più necessario, rendicontato.

 

Come state lavorando per supportare le imprese clienti nel raggiungimento di obiettivi di sostenibilità con il Cloud?

Per noi è estremamente importante tenere in grande considerazione come evolve il ruolo dell’IT in funzione di uno scenario ESG in rapido cambiamento, sotto la spinta che arriva dalle normative ma anche per i risultati che l’ESG mette a disposizione delle imprese. Per quanto il cloud sia una risposta fondamentale e permetta di porsi obiettivi molto ambizioni in termini di riduzione delle emissioni, aiutiamo le imprese a presidiare anche tutti gli altri fattori che rientrano nei parametri ESG e che sono sempre più importanti. Rientrano in questo ambito i temi della sicurezza, della corretta esposizione ai rischi e delle logiche e strategie per gestire e ridurre questi rischi, così come anche i temi legati alle misure che caratterizzano la gestione e la protezione del dato.

Il tema ambientale, in definitiva, è importantissimo ma riteniamo che debba essere affrontato considerando sempre tutti gli altri fattori che rientrano nell’ambito dell’ESG e che di fatto permettono di ridurre i principali fattori di rischio delle imprese.

Come sta cambiando a vostro avviso il ruolo della tecnologia in relazione all’ESG e come vedete questa prospettiva?

La tecnologia a nostro avviso è a buon punto, ma è uno strumento, possiamo fare la differenza lavorando su una progettazione sempre più precisa, allineata alle più specifiche esigenze. Occorre considerare, in questa fase, la massima attenzione all’utilizzo di tutte le risorse.

Le tecnologie green ci sono, stanno evolvendo sempre più velocemente, ma si tratta di capire quali benefici servono a ciascuna realtà in funzione dei propri obiettivi. I livelli di azione e di intervento sono numerosi e sono tra loro interconnessi, il tema della riduzione delle emissioni è ovviamente perseguibile grazie a tecnologie che riducono i consumi di energia, ma si possono ottenere risultati decisamente importanti se si lavora anche a livello di green coding, se si disegnano i processi operativi con la massima precisione considerando, in fase di progettazione, l’utilizzo esatto delle risorse necessarie per ottenere i risultati prefissati.

Un altro aspetto riguarda la dimensione sociale. Pensiamo al ruolo che ha svolto e che può svolgere lo smart working e lo sviluppo di modelli di lavoro collaborativi in termini di riduzione degli impatti ambientali e di benefici legati alla gestione del tempo e della qualità della vita delle persone. Si tratta di lavorare a livello di organizzazione aziendale e di metterla in relazione con benefici che attengono appunto alla dimensione sociale e a tutti quei fattori, misurabili e valorizzabili in chiave ESG, che portano benefici alla “E” di Environmental e alla “S” di Social attraverso interventi che agiscono sulla Governance, ovvero sulla “G”.

Possiamo osservare che siamo in una fase nella quale vediamo un profondo cambiamento nelle operational technology nelle quali il digitale sta integrando in modo strutturato i temi della sostenibilità e dell’ESG.

 

Tecnologia, ambiente e trasformazione sociale. Come state lavorando per disegnare e implementare progetti che comprendono al proprio interno obiettivi di sostenibilità?

Anche qui per rispondere devo anticipare una considerazione. Il vero punto, a mio avviso, è che siamo davanti a un profondo cambiamento culturale. Da una parte siamo sulla strada per arrivare a un digitale nativamente sostenibile e dall’altra abbiamo la responsabilità di fare in modo che il digitale possa trarre profitto dalla nostra capacità di lavorare sull’organizzazione, sui comportamenti, sull’ingaggio, sulla convinzione che ci sono mezzi con i quali tanti obiettivi che sembravano lontani sono adesso alla nostra portata.

Questa premessa per dire che la parola chiave del nostro approccio è collaborazione. Una collaborazione che si attiva nel segno della chiarezza e della trasparenza. Nel nostro lavoro siamo centrali a molti fornitori di diversa natura, comprendendo naturalmente i cloud provider, e una parte rilevante del nostro valore sta proprio nella capacità di portare chiarezza, di gestire un ecosistema di fornitori che tenga conto nello stesso tempo di fattori legati alla tecnologia, alla struttura organizzativa, alle modalità di governo ma anche – e in misura sempre più rilevante – ai framework normativi di riferimento.

Siamo infatti convinti che, soprattutto per quanto attiene ai temi dell’ESG, la collaborazione e la chiarezza siano fattori chiave, soprattutto in un contesto come quello europeo che è caratterizzato dall’adempimento di normative (es. CSRD o CSDDD) che hanno un impatto importante sulle catene del valore.

Si deve poi considerare che su questi temi si è raggiunto un livello di maturità che ci sta permettendo di capire con maggiore precisione le esigenze dei clienti e di considerare la necessità non solo di aiutarli a ridurre le emissioni o a raggiungere obiettivi di sostenibilità, ma a integrare sempre di più i principi stessi della sostenibilità nel loro core business, appunto grazie all’IT.

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