Analisi

Da una IT sostenibile a una sostenibilità guidata dall’IT

Le indicazioni di Accenture e Google Cloud per una innovazione digitale al servizio dell’ESG, per la creazione di nuove forme di valore e come “motore” di una trasformazione sostenibile

Pubblicato il 01 Mar 2023

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Il rapporto tra sostenibilità, innovazione e business sta trovando una sua sintesi sempre più concreta ed efficace nella convergenza, favorita e abilitata dall’IT, tra il concetto di impatto e la domanda di misurabilità. Il valore delle imprese dipende infatti in gran parte dalla capacità di misurare, valutare, controllare il proprio impatto e di valorizzarlo. L’innovazione tecnologica e digitale rappresenta in questo scenario la via primaria attraverso la quale qualsiasi realtà può disporre degli strumenti per conoscere, pilotare e attuare una trasformazione sostenibile. Si tratta di una sfida che non può più essere solo un “semplice” intervento per “correggere” prodotti e processi nel segno della sostenibilità, ma deve rendere le imprese nativamente sostenibili in un processo che sta portando l’ESG al centro del core business.

ESG360 in collaborazione con Accenture e Google Cloud ha voluto focalizzare l’attenzione proprio sul valore dell’innovazione digitale al servizio di una trasformazione sostenibile, per capire come questa segua percorsi spesso molto diversi in funzione dei settori e degli obiettivi di ciascuna realtà, ma accomunati dalla centralità del dato come fattore abilitante per la creazione di nuove forme di valore.

 

La sostenibilità come leva di trasformazione industriale

Lo scenario nel quale si collocano le imprese è ormai ben chiaro. Nella visione di Accenture si coglie come la sostenibilità abbia vissuto un percorso importante: da tema che si è sviluppato in accademia, col tempo è arrivato ad assumere una posizione sempre più centrale e sempre più ispirata alla concretezza nelle strategie e nei piani delle imprese. Grazie a questa evoluzione, la sostenibilità è oggi in diretta relazione con i temi di una innovazione e di una trasformazione industriale che permettono di incidere direttamente sulla competitività delle imprese.

Lo scenario globale da questo punto di vista è in fermento: l’Europa è un front runner, con il suo impegno per la neutralità climatica da raggiungere entro il 2050, con un Green Deal Industrial Plan che conferma e sostiene la relazione diretta tra piani Net Zero delle imprese e la competitività dell’economia UE e che trova ulteriore sostegno anche nell’evoluzione del quadro normativo (CSRD). L’orizzonte internazionale impone poi di considerare la sostenibilità come un valore sempre più condiviso a livello globale. Gli Stati Uniti con l’Inflation Reduction Act (IRA) hanno predisposto un pacchetto di sussidi e interventi che sfiora i 400 miliardi di dollari a sostegno di una radicale trasformazione industriale che è destinata a mostrare un impatto altrettanto radicale in termini di competitività. La Cina a sua volta, oltre ad occupare già oggi un ruolo strategico come provider di soluzioni e di tecnologie per la sostenibilità, sta disegnando un orizzonte di sviluppo nel quale rientrano importanti target green. Lo scenario competitivo che si profila appare sempre di più caratterizzato da una spinta verso obiettivi di sostenibilità che diventano “credibili” nella misura in cui si concretizzano grazie a interventi e piani di trasformazione industriale.

 

Sostenibilità come ecosistema di imprese, partner, clienti

Serve, dunque, un vero e proprio “ripensamento” industriale che deve essere affrontato con la creazione e la gestione di ecosistemi in grado di far convivere gli interessi di diversi stakeholder. Non è pensabile che un’azienda affronti queste trasformazioni senza il coinvolgimento dei partner, dei dipendenti, dei fornitori e dei clienti stessi.  Per questo bisogna essere consapevoli che siamo di fronte a un tema complesso, che contribuisce ad amplificare il ruolo della tecnologia e del digitale e che nella visione di Accenture rappresenta il fattore abilitante per la reale concretizzazione degli obiettivi di sostenibilità e per la loro valorizzazione in nuove forme di competitività.

Una valorizzazione poi che si riflette anche nell’adozione di metriche ESG e in una interpretazione della rendicontazione legata alla sostenibilità che si mette a sua volta al servizio della gestione e della pianificazione, e diventa dunque pragmaticamente un asset al servizio della strategia.

I dati non finanziari a loro volta devono assumere sempre maggiore consistenza e devono essere combinati con gli aspetti operativi e con quelli economici. Questa dimensione secondo Accenture rappresenta un punto di cambiamento importante per il quale l’IT è chiamata svolgere un ruolo ancora più centrale. Per rispondere ad esempio alla gestione integrata delle metriche, all’innovazione del procurement, alla organizzazione sostenibile delle filiere e al rispetto della compliance normativa: il ruolo dei dati e del digitale è e sarà sempre più fondamentale.

Ecco che dal punto di vista strategico, un’azienda che vuol essere rilevante su un mercato che sta cambiando, in funzione delle priorità dettate dalla sustainability, deve ispirarsi, secondo Accenture, a due imperativi: “Go Digital” e “Go Green”. E quando una realtà riesce a combinare questi due aspetti in modo maturo si trova nella condizione di aumentare e consolidare la propria competitività. ( Qui per maggiori informazioni n.d.r.).

L’IT è abilitatore chiave per la creazione di nuovi modelli sostenibili

In questo contesto è proprio l’Information Technology che permette di creare nuovi modelli sostenibili e inclusivi e consente di affrontare in modo innovativo tematiche come il supporto delle persone disabili, come lo sviluppo di prodotti nativamente pensati per una inclusività digitale, come la capacità di creare un approccio etico e valoriale con il quale costruire un vantaggio competitivo che coinvolga tutti gli stakeholder. Così come è anche ben chiara la convinzione che “nessuno può diventare sostenibile da solo” e che occorre perseguire un modello a rete, con nuove forme di collaborazione sostenute da competenze adeguate.

Con questo passaggio si arriva all’altro fattore chiave della misurabilità.  Grazie ai principi della misurazione dell’impatto e della misurazione del valore si creano le condizioni per “alimentare” con i dati più appropriati i percorsi di sviluppo che fanno riferimento alle metriche ESG, che uniscono, cioè, le dimensioni ambientale, sociale e di governance.

Per le aziende si tratta di un momento di svolta: c’è certamente la comprensione dei rischi che si devono affrontare, ma c’è anche la consapevolezza delle opportunità che la tecnologia è in grado di offrire in modo particolare grazie alla Sustainable IT, grazie al cloud e grazie alle performance dei green datacenter.

 

Digitale ed energy: la sfida di sostenere una vera transizione energetica

In un settore specifico e al centro dell’attenzione come quello dell’energy, le sfide riguardano sia la capacità di indirizzare una vera e propria transizione energetica, sia l’impegno per unire sostenibilità ambientale e valorizzazione dei territori e delle persone. Questo approccio è fondamentale anche per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione, grazie a una integrazione sempre più stretta tra digitale, innovazione e sostenibilità. Uno scenario che pone le sue basi a sua volta nel valore del dato, nella capacità di gestire una data collection sempre più vasta, nella possibilità di analisi che restituiscono una percezione precisa e in realtime di ciò che accade in campo, permettendo una riduzione delle inefficienze e individuando nuove forme di valore.

Se guardiamo al mondo del fashion, ad esempio, caratterizzato da catene del valore spesso complesse, questo approccio impone una estensione del focus aziendale dalle performance tecniche nelle operations alle performance legate agli asset che incidono sulla sostenibilità. Alla base di tutto, anche in questo contesto, c’è il grande tema della misurabilità: fondamentale per le imprese è poter contare su un assessment preciso sulla propria situazione in relazione ai valori della sustainability per poter stabilire con chiarezza la propria roadmap.

 

L’innovazione digitale nell’industria come strada maestra verso la sostenibilità

Una delle strade che già da tempo si sta percorrendo riguarda la capacità di sfruttare le opportunità del digitale che concorrono alla gestione delle risorse. Ci sono aziende che stanno portando queste prospettive, che tipicamente si sviluppano nel perimetro aziendale, a livello di value chain. Un processo fondamentale che è reso possibile grazie alla diffusione di KPI, di indicatori, di metriche, di dati e di un linguaggio comune per tutta la filiera. In questo senso si avverte anche la necessità per le imprese di sviluppare nuove forme di “attivismo sostenibile”, con testimonianze concrete in merito ai risultati che si stanno raggiungendo per aumentare la fiducia verso i dati e verso la scienza.

 

Portare i valori del Green IT ai clienti finali

La posizione dell’  rispetto alle opportunità per le aziende è quella di favorire e accelerare lo sviluppo di una vera Sustainability in IT, un tema sul quale Accenture e Google Cloud lavorano in una prospettiva che cresce anche grazie all’attenzione e alla consapevolezza sul ruolo che l’IT può svolgere per il pianeta. Qui entrano in gioco esempi molto concreti in cui il digitale permette di limitare ad esempio l’impatto sulla deforestazione, abilita l’utilizzo in modo più appropriato delle riserve idriche, crea le condizioni per ridurre e ottimizzare le materie prime nella produzione, permette di individuare nuove forme di efficienza nella logistica  o ancora rappresenta un efficace supporto alle decisioni per lo sviluppo e la diffusione di impianti per l’energia solare.

Intelligenza Artificiale e Cloud per facilitare e favorire la scelta delle rinnovabili

Proprio su questo importantissimo tema Accenture e Google Cloud hanno creato per Origin Energy Australia una piattaforma digitale per facilitare lo sviluppo di preventivi per l’installazione di pannelli solari. Il progetto ha permesso lo sviluppo di una piattaforma altamente personalizzata che aiuta il processo decisionale relativo all’installazione, alla valutazione dei risparmi attesi e al calcolo del ROI. (per maggiori dettagli leggi il servizio corredato da podcast: AI, ML e Cloud per accelerare la scelta delle rinnovabili: il caso Origin Energy n.d.r.)

Perché queste iniziative abbiano successo – come emerge dalla visione di Accenture -, occorre lavorare su un ampio ecosistema di competenze e di infrastrutture che tenga in considerazione ad esempio le indicazioni governative, i vincoli paesaggistici, gli attori del banking e la capacità di gestire la scelta del solare anche in concomitanza di ristrutturazioni o nuove costruzioni. Un grandissimo numero di variabili e di dati che devono generare informazioni chiare, utili, precise per permettere a chi sta valutando un investimento di arrivare alla decisione finale in modo veloce, consapevole e sicuro. Il tutto con una visione puntuale anche in termini di ritorno dell’investimento.

 

Il Cloud per creare nuovo valore sostenibile, grazie ai dati

In un contesto che vede il Cloud svolgere un ruolo sempre più determinante, Google Cloud rappresenta una realtà impegnata da lungo tempo sui temi della sostenibilità. L’azienda ha sviluppato un’offerta pensata per aiutare i propri clienti a ridurre il loro impatto ad esempio con strumenti come il Google Cloud Region Picker che mostra i dati relativi all’analisi delle emissioni alla latenza e al costo delle risorse delle cloud region di Google, allo scopo di aiutare i clienti a scegliere la region più adatta alle loro esigenze anche in termini di impatto ambientale.

Per le imprese è un passaggio importante. È arrivato il momento di integrare la sostenibilità nei loro piani  industriali e strategici, senza trascurare aspetti cruciali quali lo sviluppo delle competenze, la riduzione della complessità e tutte quelle leve che stabiliscono una relazione sempre più diretta tra sostenibilità e competitività. Adottando e integrando pratiche di management strutturate, modelli organizzativi e operativi, dettagliando i processi a supporto ed una sempre più frequente, granulare ed accurata misurazione delle metriche di sostenibilità, anche combinandole con le metriche di business operative, economiche e finanziarie.

 

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