La sperimentazione

Biodiversità e qualità dell’aria: le torri di Inwit monitorano l’ambiente grazie all’IoT

Sei comuni montani dell’Appennino centrale, due parchi nazionali e due riserve naturali al centro del progetto avviato con Legambiente. “Il monitoraggio sperimentale strumento fondamentale anche per capire e definire nuove strategie e misure da adottare per fronteggiare l’inquinamento atmosferico e per tutelare la biodiversità raggiungendo gli obiettivi stabiliti dalla Strategia dell’UE al 2030”

Pubblicato il 23 Lug 2023

Sei comuni montani dell’Appennino centrale – Pescasseroli (AQ), Picinisco (FR), Caramanico Terme (PE), Roccaraso (AQ), Cappadocia (AQ), Pettorano sul Gizio (AQ) – due parchi nazionali (Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise e Parco Nazionale della Maiella), due riserve naturali (Riserva Naturale Zompo lo Schioppo e Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio).
Parte da qui la sfida del nuovo progetto di INWIT, primo tower operator italiano, e di Legambiente che si pone come obiettivo di avviare un monitoraggio ambientale e della biodiversità in queste aree territoriali tramite l’utilizzo delle infrastrutture digitali di INWIT, in una logica “tower as a service”.

Grazie alla partnership, su alcune torri di INWIT vengono installati device IoT, configurati e collegati ai gateway per la raccolta dati al fine di consentire il monitoraggio di alcuni parametri ambientali, relativi alla qualità dell’aria, a tutela della biodiversità. Tra i parametri ambientali monitorati l’anidride carbonica, il biossido di azoto e le polveri sottili nelle aree naturali: il Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Maiella, la Riserva Naturale Zompo lo Schioppo e la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio.

L’approccio sostenibile delle tecnologie avanzate

Avviata a febbraio 2023, la collaborazione tra Legambiente e INWIT è finalizzata a far conoscere, grazie alla capillarità delle infrastrutture digitali di INWIT, l’approccio sostenibile delle tecnologie avanzate come i sensori IoT e i gateway, che permettono di includere, in un unico dispositivo, molteplici informazioni con notevoli risparmi nell’installazione, manutenzione e gestione delle attrezzature. Una partnership che prevede anche la disponibilità di INWIT a fornire alle aree protette nazionali e regionali coinvolte nel progetto, supportate dall’ARTA Abruzzo, Agenzia Regionale per la tutela dell’ambiente, una serie di dati e di parametri ambientali registrati in un anno, con l’obiettivo di misurare tendenze e variazioni e valutare in questo modo gli effetti che questi parametri possono avere sulla conservazione della biodiversità nelle aree interessate, sempre più influenzata dai cambiamenti climatici.

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La nuova logica: Tower-as-a-Service

“Questo progetto evidenzia il valore delle infrastrutture digitali perché le torri di telecomunicazione possono offrire al territorio una molteplicità di servizi, in una logica di tower as a service. Siamo orgogliosi di poter contribuire con Legambiente, i Parchi e le aree protette coinvolte, alla loro tutela – dichiara Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Sostenibilità di INWIT -. Digitalizzazione e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia, e le nostre infrastrutture sono anche al servizio dell’ambiente, generando un contributo tangibile nel contrasto dell’inquinamento e nella tutela di ecosistemi e biodiversità.”

“Con questo progetto che ci vede lavorare al fianco di INWIT – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – vogliamo avviare un monitoraggio sperimentale nelle aree protette per valutare scientificamente la qualità dell’aria. Un monitoraggio che ci permetterà di fare il punto della situazione, scattare una fotografia puntuale dell’inquinamento atmosferico che ci permetterà anche di capire che tipo di impatti possa avere sulla biodiversità e quali azioni sarà necessario mettere in campo per tutelare maggiormente aree protette e biodiversità, raggiungendo gli obiettivi stabiliti dalla Strategia dell’UE per il 2030. Raggiungere questo obiettivo significa dare anche una risposta concreta rispetto a quanto chiede la Nature Restoration Law, approvata dal Parlamento Europeo lo scorso 12 luglio”

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