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Dalla ricerca ENEA un dispositivo per controllare i gas inquinanti in real time



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Il Laboratorio Modelli e misure per la qualità dell’aria di ENEA ha sviluppato un sistema elettronico brevettato che consente la rilevazione simultanea di più gas inquinanti, con funzionalità avanzate di calibrazione autonoma dei sensori. Validato da ARPA Puglia e Joint Research Center della Commissione Europea, il dispositivo punta a migliorare l’efficienza e ridurre i costi nel monitoraggio ambientale urbano e industriale

Pubblicato il 6 apr 2026



ENEA QUALITà ARIA 2026
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Un nuovo dispositivo per il monitoraggio in tempo reale dei gas inquinanti

ENEA ha sviluppato un nuovo dispositivo elettronico in grado di misurare in tempo reale gli inquinanti atmosferici gassosi, offrendo anche funzionalità avanzate di osservazione continua della qualità dell’aria e di calibrazione/ricalibrazione dei sensori elettrochimici impiegati nella rilevazione dei gas. Il brevetto, che raggiunge il Technology Readiness Level massimo (TRL 9), nasce dal lavoro del Laboratorio Modelli e misure per la qualità dell’aria del Dipartimento Sostenibilità presso il Centro Ricerche di Brindisi.

Caratteristiche tecniche e vantaggi rispetto ai sistemi tradizionali

Il sistema è composto da una scheda elettronica e almeno un sensore elettrochimico capace di generare un segnale alla presenza di specifici gas. Rispetto ai dispositivi convenzionali, la soluzione ENEA consente l’utilizzo simultaneo fino a quattro sensori, con la possibilità di calibrarli direttamente senza dover ricorrere ai servizi delle case produttrici dei sensori stessi. Questa caratteristica garantisce sia risparmio di tempo sia benefici economici nelle attività di monitoraggio ambientale.

L’inventore del brevetto, il ricercatore ENEA Domenico Suriano ha sottolineato che “l’originalità dell’invenzione sta nella struttura e nella configurazione del blocco analogico dell’elettronica abbinato col blocco digitale sullo stesso substrato della scheda”. In pratica, è possibile ricalibrare ogni sensore senza modificare la tipologia del circuito o sostituire componenti elettronici chiave.

La calibrazione dei sensori: efficienza e autonomia operativa

Uno dei punti di forza del dispositivo è la possibilità di calibrare e ricalibrare i sensori senza intervenire sulla componentistica elettronica. Come spiega Suriano, la soluzione consente di impostare due parametri essenziali direttamente da scheda: il livello di amplificazione delle correnti elettriche in uscita dal sensore e il livello di zero elettronico del sensore stesso. Questo approccio elimina la necessità di sostituzione hardware in fase di manutenzione o ricalibrazione, incrementando l’efficienza operativa e riducendo i costi legati al ciclo di vita dello strumento.

Collaborazioni, test e prospettive applicative

Le potenzialità della nuova tecnologia sono state validate tramite test condotti in collaborazione con ARPA Puglia e il Joint Research Center della Commissione Europea (JRC) presso l’Ispra di Varese. Le prove sperimentali hanno riguardato anche l’utilizzo pratico del dispositivo – equipaggiato con sensori per gas quali CO, NO2, SO2, H2S – all’interno di monitor per campagne ambientali.

L’approccio multi-sensore, la possibilità di calibrazione autonoma e la maturità tecnologica raggiunta posizionano questa soluzione come riferimento per progetti futuri nel monitoraggio ambientale urbano e industriale, con prospettive applicative che vanno dalla rete pubblica all’impiego in ambito privato o nella ricerca scientifica.

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