Industria tessile

Circular fashion: nella sfida contro il textile waste H&M Foundation “accende” la Green Machine

Nato in collaborazione con l’Hong Kong Research Institute of Textiles and Apparel (HKRITA) e cofinanziata dal Fondo per l’innovazione e la tecnologia del governo RAS di Hong Kong, il progetto Recycling Revolution porta concretamente i concetti di recycled, redesigned and re-loved nel mondo della moda, rappresentando uno degli sforzi di ricerca più grandi e completi mai realizzati per il riciclaggio dei tessuti misti su larga scala e un passo importante verso un’industria più sostenibile

13 Feb 2021

Claudia Costa

L’aumento della popolazione da una parte, il cambiamento repentino dei capi di abbigliamento suggerito o imposto dalla moda dall’altra sta rendendo il grande tema del textile waste sempre più pressante. Ogni secondo, l’equivalente di un camion della spazzatura di tessuti finisce per essere bruciato in discarica. Ma ciò che viene trattato come rifiuto, può in realtà essere visto come l’esatto contrario. Gli indumenti usurati costituiscono ancora una risorsa preziosa che può essere recycled, redesigned and re-loved, il che insieme a comportamenti più responsabili, tecnologie a basso impatto e modelli di business alternativi, costituisce un cambiamento di paradigma che il settore della moda deve fare proprio per preservare l’ambiente in cui viviamo. E affinché ciò avvenga su larga scala, sono necessari nuovi metodi di riciclaggio per gestire tutti i tipi di indumenti e materiali.

Textile waste: arriva il progetto Recycling Revolution

Per accelerare questo processo, nel 2016 la Fondazione H&M ha unito le forze con l’Hong Kong Research Institute of Textiles and Apparel (HKRITA), con l’obiettivo di trovare almeno un metodo di riciclaggio commercialmente valido appunto per riciclare i tessuti misti su larga scala. Inquadrando l’industria della moda secondo il ciclo di reuse, reduce and recycle, il downcycling e la perdita di valore non sono un’opzione. Il progetto Recycling Revolution, cofinanziato dal Fondo per l’innovazione e la tecnologia del governo di Hong Kong, è uno degli sforzi di ricerca più grandi e completi mai realizzati per il riciclaggio dei tessuti.

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Erik Bang, Innovation Lead presso H&M Foundation, Edwin Keh, CEO presso HKRITA, Professor Kanji Kajiwara, Shinshu University (team lead of the development of the Green Machine) e Dr. Gloria Lei Yao, Director Project Development presso HKRITA.

Un metodo idrotermale alla base  della green machine che combatte il textile waste

Solo un anno dopo l’inizio della collaborazione con HKRITA, nel 2017 Kanji Kanjiwara, professore presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie Tessili dell’Università di Shinshu e il suo team di ingegneri hanno scoperto un metodo idrotermale in grado di separare e riciclare completamente le miscele di cotone e poliestere in nuove fibre e polvere di cellulosa. Contrariamente a molti altri processi, questo processo è adattabile su larga scala senza perdita di qualità perché è delicato e non danneggia le fibre. La Green Machine utilizza solo calore, acqua, pressione e una sostanza chimica verde biodegradabile; è conveniente ed efficiente in termini di tempo; non genera inquinamento secondario poiché è un circuito chiuso in cui l’acqua, il calore e le sostanze chimiche vengono utilizzati ancora e ancora. Il risultato sono fibre di poliestere lunghe e di buona qualità che possono essere utilizzate per realizzare nuovi capi e il cotone viene estratto come polvere di cellulosa, utilizzabile in più modi.

“La Green Machine è una pietra miliare tecnologica oltre che economica. Siamo vicini non solo a riciclare tessuti misti su larga scala, ma anche a renderli accessibili a tutti, uccidendo il mito della sostenibilità come un costoso compromesso. Non possiamo accontentarci di meno se vogliamo seriamente fermare il cambiamento climatico. Man mano che espandiamo e rendiamo questa tecnologia liberamente disponibile per l’industria, ridurremo la dipendenza da risorse naturali limitate per vestire una popolazione globale in crescita” commenta Erik Bang, Innovation Lead presso H&M Foundation.

Con la Green Machine in fabbrica: dal textile waste al riciclaggio di tessuti su larga scala

Nel settembre 2018, la prima Green Machine è stata aperta a Tai Po, Hong Kong: una struttura di dimensioni preindustriali, il cui scopo è invitare i marchi di moda e stakeholder in tutto il mondo a vedere, testare e implementare questa tecnologia all’interno delle proprie attività.

Green Machine di HKRITA e H&M Foundation
La Green Machine di Tai Po, Hong Kong

Nel 2019, viene firmato un contratto con Kahatex, un importante produttore tessile in Indonesia disposto a investire in questa tecnologia e che decide di costruire una Green Machine di dimensioni reali nella propria struttura. Nel 2020, il marchio di moda Monki ha rilasciato la prima collezione al mondo realizzata con la Green Machine.

Secondo le previsioni, pronta per essere messa in uso su larga scala all’inizio del 2021, dopo il primo anno speso per adattare e migliorare il sistema, una volta a regime, gestirà circa 1,5 tonnellate di tessuti misti al giorno. Costruita in un sistema modulare, la Green Machine è flessibile e può essere facilmente collocata nella maggior parte degli stabilimenti.

Tecnologie di riciclaggio per la sostenibilità di una Fashion-chain che parte dal textile waste

L’estensione della collaborazione tra H&M e HKRITA per altri cinque anni, con l’avvio di una iniziativa ulteriore, si propone di usare la polvere di cellulosa non solo per realizzare nuovi vestiti, ma anche per migliorare la coltivazione del cotone. L’ambizione di Planet First è individuare tecnologie che possano contribuire a un futuro della moda positivo per il pianeta. Ciò significa non solo ridurre al minimo o eliminare l’impatto negativo che la moda può avere sul pianeta, ma aggiungere benefici ambientali al pianeta attraverso i processi e le azioni intraprese nella catena del valore.

Insieme al produttore giapponese di fibre Daiwabo Rayon, il team di ricerca HKRITA ha sperimento la produzione di fibre di viscosa rigenerate dalla cellulosa della Green Machine, per poter realizzare nuovi indumenti. Alcuni prototipi sono già stati realizzati. Invece, insieme a Shahi, uno dei più grandi produttori di abbigliamento indiano, è stato intrapreso un progetto pilota con coltivatori di cotone. Mescolando la polvere nel terreno che circonda le piante di cotone, il terreno ha assorbito l’acqua più facilmente e man mano che la salubrità della pianta è aumentata, la qualità delle fibre di cotone è migliorata e il raccolto è cresciuto del 20%, mentre la necessità di irrigazione è stata ridotta risparmiando acqua per le comunità locali.

“Dopo aver sviluppato con successo tecnologie di riciclaggio rivoluzionarie, ci siamo impegnati a fondo per metterle in pratica. I nostri sistemi di riciclaggio rappresentano gli sforzi di innovazione ben applicati del settore. Questi non solo rivitalizzano una grande industria vecchia di decenni, ma lo fanno anche in modo più sostenibile a beneficio della nostra comunità e come cittadino globale responsabile” afferma Edwin Keh, amministratore delegato di HKRITA.

Una macchina di riciclaggio miniaturizzata per il consumatore attento allo spreco dei tessuti

Affinché l’industria della moda diventi completamente circolare, e possa esplorare e sviluppare logiche ESG, è urgente cambiare la percezione che le persone hanno dei vecchi indumenti iniziando a guardarli come una risorsa anziché uno spreco. Il Mini Mill è una macchina per il riciclaggio miniaturizzata, che consente ai consumatori di sperimentare dal vivo le possibilità del riciclaggio e che li spinge a scegliere di riciclare gli indumenti che non usano invece di buttarli via. Gli indumenti passano attraverso un processo in otto fasi che comunque mantiene un impatto ambientale notevolmente inferiore rispetto alla produzione di indumenti da zero. Il sistema di riciclaggio Garment-To-Garment è il risultato di una collaborazione tra HKRITA, la Fondazione H&M e Novetex con l’obiettivo di collocarlo nei centri commerciali e nei negozi di tutto il mondo cosicché tutti i clienti possano vedere, apprendere e comprendere i vantaggi del riciclaggio dei tessuti.

Immagine fornita da Shutterstock.

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