Lo spreco alimentare è una delle forme di impatto ambientale e sociale per certi aspetti più gravi e più insidiose. Si presenta in tante forme lungo tutta la filiera alimentare, dal campo sino alla tavola, è in larghissima misura determinata dai comportamenti e dall’attenzione con cui si gestisce il cibo e con cui si creano filiere sostenibili. Non ultimo ha un impatto materiale che si misura su più livelli: l’impatto in termini di capacità produttiva legata alla produzione di cibo che poi non viene utilizzato, l’incapacità di portare il cibo in eccesso presso coloro che soffrono di denutrizione, e l’impatto ambientale, ancora una volta, per la gestione del cibo in eccesso. A differenza di altri settori dove lo spreco resta ovviamente e sempre un fenomeno da contrastare per ragioni ambientali ed economiche nel caso dello spreco alimentare siamo in presenza di un impatto sociale diretto estremamente evidente.
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Spreco alimentare, Milano guida la classifica 2025
La città italiana più attiva nella riduzione dello spreco alimentare secondo la mappa 2025 di Too Good To Go è il capoluogo lombardo. Seguono Roma, Firenze, Torino e Bologna. Cresce anche il contributo dei centri medi, soprattutto in Emilia-Romagna e Veneto, con benefici ambientali ed economici
Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech

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