Cosa sono le Nature Based solutions?
Le nature based solution o soluzioni basate sulla natura, sono interventi che usano ecosistemi e processi naturali per affrontare sfide ambientali e sociali, generando benefici anche per la biodiversità.
In concreto le nature based solution prevedono una forma di “collaborazione con la natura” invece che un contrasto: ripristinare, proteggere o gestire in modo sostenibile ambienti naturali e semi-naturali.
Nature based solution per adattamento e mitigazione
Un obiettivo tipico delle nature based solution è l’adattamento climatico: alberature urbane, parchi e tetti verdi riducono isole di calore e migliorano comfort nelle città.
Un altro è la gestione dell’acqua: rinaturalizzare sponde fluviali, creare zone umide o bacini di laminazione aiuta a prevenire allagamenti e a filtrare gli inquinanti.
Le Nature based solution contribuiscono anche alla mitigazione perché i servizi ecosistemici assorbono CO2 e la immagazzinano in biomassa e suolo.
Una logica multi-benefit per le natural based solution
Le nature based solution sono usate in contesti diversi: città (green infrastructure), agricoltura (agroecologia), coste (dune e barriere naturali), montagna (riforestazione e stabilizzazione dei versanti).
Il valore aggiunto è la logica “multi-benefit”: oltre a ridurre un rischio, migliorano qualità dell’aria, salute, paesaggio e resilienza ecologica. Per funzionare al meglio, però, richiedono progettazione scientifica, manutenzione, coinvolgimento delle comunità e indicatori per misurare risultati.
Nature-based solutions nelle città: lo studio ENEA su Milano e Bologna
Soluzioni come foreste urbane, corridoi verdi, agricoltura verticale, tetti verdi e pavimentazioni permeabili – appunto le cosiddette Nature-based Solutions – possono ridurre la mortalità nelle aree urbane mitigando gli estremi termici sia in estate che in inverno. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Forests e condotto nell’ambito del progetto europeo Life VEG-GAP, coordinato da ENEA. La ricerca ha valutato il potenziale a medio-lungo termine dell’inverdimento urbano su due città italiane, rilevando che futuri interventi di vegetazione potrebbero prevenire fino a 3,4 decessi all’anno a Bologna e 1,2 a Milano.
Impatto della vegetazione urbana su temperature e salute pubblica
“La vegetazione aiuta a contrastare l’effetto isola di calore urbana, favorendo il raffrescamento delle città e portando benefici sanitari soprattutto nelle aree più densamente edificate”, spiega Mihaela Mircea, ricercatrice ENEA presso il Laboratorio per i Modelli e le Misure della Qualità dell’Aria e le Osservazioni del Clima, nonché coordinatrice di VEG-GAP e coautrice dello studio insieme a Ilaria D’Elia, Massimo D’Isidoro e Felicita Russo. Mircea sottolinea inoltre che la variabilità climatica non solo determina eventi di caldo o freddo estremi ma influisce anche sulle tendenze termiche di lungo periodo, rendendo cruciale comprendere come l’esposizione prolungata alle variazioni di temperatura impatti sulla salute delle popolazioni urbane.
Metodo e modelli utilizzati
Per analizzare l’influenza della vegetazione sulle temperature cittadine, i ricercatori hanno applicato due sistemi modellistici atmosferici ad alta risoluzione spaziale in grado di stimare meteorologia, qualità dell’aria e mortalità causata dalle variazioni giornaliere di temperatura (in termini di heat degree days e cold degree days). Per Milano e Bologna è stato utilizzato il sistema modellistico italiano MINNI sviluppato da ENEA; per Madrid il sistema internazionale WRF-CMAQ.
I risultati in una città come Milano
A Milano il piano di inverdimento porterebbe a un aumento medio delle temperature di +0,1 °C nei giorni più caldi e +2,4 °C nei giorni più freddi. Questi cambiamenti si traducono in un lieve incremento della mortalità associata al caldo (+0,9 decessi/anno) ma in una riduzione più significativa della mortalità legata al freddo (–2,1 decessi/anno), con un saldo netto positivo pari a 1,2 decessi evitati annualmente. “L’impatto limitato delle NBS sulle temperature milanesi è attribuibile sia agli interventi previsti sia alla morfologia stessa della città: topografia piatta e alta densità edilizia rendono difficile ottenere forti effetti di raffrescamento con le misure considerate”, osserva Mircea.
Effetti raffrescanti a Bologna
A Bologna invece il nuovo piano di rinverdimento urbano produrrebbe effetti raffrescanti soprattutto nel nord cittadino (fino a –0,2 °C), con una leggera riduzione degli heat degree days (–0,7 °C). Gli impatti sanitari risultano più favorevoli: la mortalità per freddo scenderebbe di 3 decessi l’anno mentre quella collegata al caldo diminuirebbe solo lievemente (–0,4 decessi), generando un beneficio netto pari a 3,4 morti evitate ogni anno.
Nello scenario madrileno gli effetti sarebbero ancora più marcati: si prevede una riduzione netta di 4,1 decessi all’anno grazie al calo della mortalità da caldo (–7,4 decessi/anno), nonostante un leggero aumento dei decessi da freddo (+3,2), dovuto all’incremento dei cold degree days.
Strategie urbane per la resilienza climatica e la tutela della popolazione
“Le Nature based solution possono avere un ruolo chiave nel rendere le città più resilienti rispetto ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità — minacce globali che non possono essere affrontate separatamente dall’espansione urbana se si considera che entro il 2050 circa il 68% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane”, commenta Mircea. Per questo motivo un numero crescente di amministrazioni sta integrando le Nature based solution nelle strategie di gestione del territorio e tutela dei cittadini per affrontare questioni urgenti come scarsità idrica, rischio alluvioni ed eventi estremi di calore nonché il degrado degli ecosistemi causato da urbanizzazione e climate change.







