L’ultimo trimestre del 2026 è ovviamente molto importante per le imprese che devono preparare la rendicontazione di sostenibilità relativa all’esercizio in chiusura. Il lavoro svolto tra ottobre e dicembre determina infatti la qualità dei dati, la tenuta dei controlli e la possibilità di affrontare senza ritardi l’assurance e la pubblicazione del report nei primi mesi del 2027.
La checklist, tuttavia, deve partire da una verifica preliminare: dopo la Direttiva UE 2026/470, la CSRD si applica alle imprese che superano contemporaneamente 1.000 dipendenti medi e 450 milioni di euro di fatturato netto annuo, anche su base consolidata per i gruppi. E gli Stati membri devono recepire le modifiche entro il 19 marzo 2027.
Checklist CSRD: cosa fare a ottobre 2026? Definire perimetro, standard e responsabilità
L’azione più importante deve naturalmente essere quella di verificare se l’impresa resta soggetta alla CSRD. Per questo, il primo passaggio consiste nel ricalcolare dipendenti e fatturato, verificando il perimetro individuale e consolidato. Occorre inoltre controllare la normativa nazionale applicabile: la direttiva europea permette agli Stati membri di esentare, per gli esercizi 2025 e 2026, alcune imprese della prima ondata che non superano le nuove soglie. L’esenzione non deve quindi essere data per automatica prima del recepimento nazionale. Le aziende che escono dal perimetro obbligatorio devono decidere se mantenere una rendicontazione volontaria, utile per rispondere alle richieste di banche, clienti e capofiliera.
Seconda decisione importante: scegliere quali ESRS applicare
La Commissione europea ha adottato nel luglio 2026 una versione semplificata degli ESRS, con oltre il 60% di datapoint obbligatori in meno. I nuovi standard saranno obbligatori dagli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2027, mentre per l’esercizio 2026 è prevista la possibilità di applicazione anticipata dopo la loro entrata in vigore.
Entro ottobre l’impresa deve quindi scegliere il riferimento da utilizzare per il reporting 2026, documentando la decisione e verificandola con il revisore.
Terza decisione importante: confermare governance e piano di lavoro
Un altro aspetto importante riguarda la nomina dei responsabili dei dati per ambiente, personale, salute e sicurezza, supply chain, governance e condotta aziendale. È utile formalizzare una matrice RACI che indichi chi produce, controlla, approva e conserva ogni informazione. Il piano deve includere scadenze interne, responsabilità del consiglio di amministrazione e momenti di confronto con il revisore.
Gli impegni chiave della checklist CSRD per novembre 2026: raccogliere e controllare i dati
Un aspetto fondamentale nella ckecklist CSRD riguarda l’aggiornamento della doppia materialità che deve riflettere eventuali cambiamenti avvenuti durante l’anno: acquisizioni, nuovi stabilimenti, riorganizzazioni, incidenti, evoluzioni della catena di fornitura o nuovi rischi climatici. Va detto che non è sempre necessario rifare integralmente l’analisi, ma occorre verificare che impatti, rischi e opportunità materiali siano ancora attuali.
Per ciascun tema materiale devono essere collegati politiche, azioni, obiettivi, risorse e indicatori. Le motivazioni che portano a includere o escludere un argomento devono a loro volta essere conservate e rese verificabili.
Checklist CSRD: l’importanza di chiudere il gap dei dati mancanti
A novembre deve essere disponibile una prima estrazione completa degli indicatori: emissioni Scope 1, 2 e, quando materiali, Scope 3; consumi energetici; risorse idriche; rifiuti; personale; sicurezza; diversità; diritti umani e informazioni sulla catena del valore.
Per ogni dato vanno controllati unità di misura, perimetro, metodologia, fonte, responsabile e documento probatorio. Le stime devono poi essere separate dai valori misurati e accompagnate dalle ipotesi utilizzate.
Altra decisione importante: rivedere le richieste ai fornitori
La nuova disciplina introduce un limite alle informazioni che le imprese soggette alla CSRD possono pretendere dai partner con non più di 1.000 dipendenti. Le richieste devono essere realmente necessarie e coerenti con lo standard volontario europeo; le informazioni ulteriori possono essere domandate, ma il fornitore deve essere informato del diritto di non fornirle.
Dicembre 2026: per la checklist CSRD arriva il momento di simulare la chiusura del report
Nel mese di dicembre, una volta che tutte le fasi della checklist CSRD sono state completate arriva il momento per effettuare una pre-chiusura ESG. Prima della fine dell’anno è infatti opportuno simulare il consolidamento dei dati come se il report dovesse essere pubblicato immediatamente. Questo approccio consente di controllare il lavoro e di individuare valori mancanti, duplicazioni, incoerenze tra società del gruppo e indicatori non riconciliati con i dati finanziari o operativi.
Vanno inoltre definite le regole di cut-off, cioè il trattamento delle informazioni che arrivano dopo il 31 dicembre. Quando si ricorre a stime per l’ultimo mese dell’anno, devono essere previste procedure di aggiornamento e approvazione.
Massima attenzione alla preparazione dell’assurance
Considerando sempre che il revisore deve poter ricostruire il percorso del dato dalla fonte originaria al valore pubblicato ecco che l’impresa deve saper predisporre un archivio con fatture, registri, estrazioni dai sistemi, formule di calcolo, fattori di emissione, verbali e approvazioni. Nel mese di dicembre è certamente utile effettuare una verifica preliminare di assurance, chiudendo le criticità prima dell’avvio dell’esame formale.
I risultati devono arrivare al consiglio di amministrazione
Rientra nella checklist CSRD anche la presentazione da parte del management di una prima versione dei risultati, degli scostamenti rispetto agli obiettivi e delle principali criticità. Il consiglio deve essere messo nella condizione di poter valutare non solo la conformità del report, ma anche la coerenza tra rischi di sostenibilità, strategia, investimenti e piano industriale.
Gli impegni per gennaio e febbraio 2027: consolidamento e revisione
Nei primi due mesi del 2027 l’impresa deve a questo punto prepararsi a 7 attività fondamentali che preparano la conclusione della ckecklista CSRD:
- acquisire i dati definitivi di dicembre;
- consolidare le informazioni delle società controllate;
- aggiornare stime e fattori di emissione;
- riconciliare KPI ESG e dati economico-finanziari;
- completare la bozza della dichiarazione di sostenibilità;
- sottoporre dati, processi e documenti alle procedure di assurance;
- correggere rilievi ed eventuali carenze nei controlli interni.
In questa fase è assolutamente importante evitare modifiche non tracciate: ogni correzione deve infatti indicare con precisione autore, motivazione, data e approvazione.
La checklist CSRD arriva a marzo e ai mesi successivi: approvazione e pubblicazione
Da marzo 2027 occorrerà verificare il recepimento italiano della Direttiva 2026/470 e gli eventuali effetti sul perimetro definitivo. Le imprese soggette dovranno completare l’assurance, ottenere l’approvazione degli organi societari e pubblicare la dichiarazione di sostenibilità all’interno della relazione sulla gestione, secondo il calendario del bilancio e dell’assemblea.
Per le aziende escluse dall’obbligo, il lavoro svolto non perde necessariamente valore. Una rendicontazione volontaria proporzionata può sostenere l’accesso al credito, le relazioni di filiera e il monitoraggio delle performance. La vera scadenza di Q4, quindi, è nella capacità di costruire un processo ESG stabile, verificabile e utile alle decisioni aziendali.













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