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Gestire l’acqua con la forza della natura: la risposta arriva da NBS e SuDS



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Nature-Based Solutions (NBS) e i Sustainable Drainage Systems (SuDS) rappresentano due strumenti chiave per affrontare il cambiamento climatico. La gestione idrica resiliente passa dal rapporto tra innovazione e gestione naturale delle risorse ambientali

Pubblicato il 10 lug 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



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Punti chiave

  • Le NBS usano processi naturali come infrastrutture per mitigare il caldo urbano, assorbire CO₂, aumentare biodiversità e migliorare la qualità della vita.
  • I SuDS gestiscono acque piovane rallentando il deflusso, favorendo infiltrazione e depurazione; esempi: giardini della pioggia, pavimentazioni permeabili, vasche e zone umide.
  • Le NBS e i SuDS riducono i costi da eventi estremi e aumentano la resilienza urbana; servono finanziamenti stabili, governance integrata, manutenzione e monitoraggio digitale.
Riassunto generato con AI


Nature Based Solution (NBS) e Sustainable Drainage Systems (SuDS): cosa sono e perché sono importanti

Le Nature Based Solution (NBS) e i Sustainable Drainage Systems (SuDS) rappresentano due approcci più innovativi per rendere città e territori più resilienti agli effetti del cambiamento climatico. (Su questo tema leggi anche i servizi sul ruolo delle foreste periurbane contro il caldo in città e cosa possono fare le nature based solution per le citta n.d.r.). Sempre più adottati nelle strategie di pianificazione urbana e nelle politiche europee per l’adattamento climatico, puntano a superare la logica delle grandi opere esclusivamente ingegneristiche integrando la natura come infrastruttura capace di offrire benefici ambientali, sociali ed economici.

Processi naturali come risorse per contrastare l’aumento delle temperature

Le Nature Based Solution o i servizi ecosistemici comprendono un insieme di interventi che utilizzano processi naturali per affrontare sfide come l’aumento delle temperature, il rischio idrogeologico, la perdita di biodiversità, l’inquinamento e la gestione delle risorse idriche. Rientrano in questa categoria la realizzazione di parchi urbani, la riforestazione, le foreste periurbane, i tetti e le pareti verdi, il recupero di aree umide, la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e la creazione di corridoi ecologici. Oltre a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, queste soluzioni contribuiscono ad assorbire anidride carbonica, migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’effetto “isola di calore” e aumentare il benessere delle persone.

Gestione intelligente delle acque con i Sustainable Drainage Systems

All’interno di questo approccio trovano spazio i Sustainable Drainage Systems, o SuDS, sistemi di drenaggio sostenibile progettati per gestire l’acqua piovana in modo naturale anziché convogliarla rapidamente nelle reti fognarie. L’obiettivo è rallentare il deflusso delle precipitazioni, favorire l’infiltrazione nel terreno, trattenere parte dell’acqua e migliorarne la qualità prima che raggiunga fiumi, laghi o falde acquifere.

Il ruolo dei giardini della pioggia

I SuDS comprendono infrastrutture come pavimentazioni permeabili, giardini della pioggia, fossi vegetati, bacini di laminazione, zone umide artificiali, tetti verdi e vasche di raccolta. Questi elementi lavorano insieme per ridurre il rischio di allagamenti, limitare il sovraccarico delle reti fognarie e rendere le città più preparate a eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale.

La loro importanza è cresciuta negli ultimi anni perché molte infrastrutture urbane sono state progettate per condizioni climatiche ormai superate. Le precipitazioni intense concentrate in poche ore mettono sotto pressione sistemi di drenaggio tradizionali, aumentando il rischio di esondazioni e danni a edifici, attività economiche e infrastrutture. I SuDS offrono una risposta più flessibile, distribuendo la gestione dell’acqua sul territorio anziché concentrarla in un’unica rete.

Nature Based Solution e i Sustainable Drainage Systems come strumenti di risk management ambientale

Dal punto di vista economico, le Nature Based Solution e i Sustainable Drainage Systems possono contribuire a ridurre i costi legati ai danni provocati dagli eventi climatici estremi, limitando nel tempo anche le spese di manutenzione delle infrastrutture tradizionali. Allo stesso tempo valorizzano gli spazi urbani, incrementano la biodiversità e migliorano la qualità della vita dei cittadini.

Per questi motivi le NBS e i SuDS sono oggi considerati strumenti di risk management ambientale, grazie alle loro caratteristiche sono alla base di soluzioni per la gestione dei climate risk e rappresentano uno strumento chiave per lo sviluppo di città sostenibili e resilienti. Integrando innovazione, pianificazione urbana e processi naturali, rappresentano un cambio di paradigma nella gestione del territorio: non si agisce più con l’obiettivo di contrastare la natura, ma di collaborare con essa per affrontare le sfide climatiche, ambientali e sociali dei prossimi decenni.

Per conoscere meglio le prospettive e le opportunità legate ai Sustainable Drainage Systems nell’ambito delle Nature Based Solution è particolarmente interessante la lettura del report “NBS e SuDS per la gestione delle acque” realizzato dalla piattaforma multi-stakeholder SHIFT, promossa da Gruppo CAP (il report è disponibile QUI n.d.r.). 

NBS e SuDS: una nuova visione per la gestione delle acque

Come abbiamo visto le Nature-Based Solutions utilizzano processi naturali per rispondere a sfide ambientali, sociali ed economiche e generano benefici per la collettività. Nel campo idrico le NBS sono chiamate ad affronater tematiche come la crescente impermeabilizzazione dei suoli e l’inquinamento, distinguendosi dalle infrastrutture “grigie” tradizionali per la loro multifunzionalità. I Sustainable Drainage Systems (SuDS) di fatto rappresentano la declinazione tecnica e urbana delle NBS, focalizzata sul drenaggio sostenibile e sull’invarianza idraulica.

Gestione quantitativa e qualitativa

Le NBS operano su due fronti principali: la gestione quantitativa, finalizzata alla ricarica delle falde e alla riduzione del rischio idraulico, e quella qualitativa, orientata alla riduzione dell’inquinamento tramite processi di fitodepurazione. Interventi come le aree forestali di infiltrazione (AFI) e le constructed wetlands permettono di trattenere l’acqua e depurarla naturalmente prima che raggiunga i corpi idrici.

Quali sono gli impatti positivi e come si arriva all’analisi costi-benefici

L’adozione di queste soluzioni non è solo una scelta ambientale, ma spesso si rivela la più efficiente dal punto di vista economico.

  • Il report mette in evidenza i benefici in termini di efficienza ottenuti a Merone (CO): La wetland aerata intercetta il doppio del volume di una vasca grigia tradizionale a circa un terzo del costo di investimento e un quinto del costo operativo.
  • Vantaggi anche dal punto di vista dei servizi ecosistemici a Venezia: Nel bacino scolante della Laguna, il valore dei servizi generati (rimozione nutrienti, biodiversità, ricreazione) è stimato tra 1,5 e 2,7 milioni di euro annui, pareggiando la spesa sostenuta.
  • Non ultimo e non meno importante i risultati in termini di resilienza urbana: In città, le NBS riducono le isole di calore e il rischio di allagamenti, migliorando la qualità del paesaggio e della vita dei cittadini.

Cosa significa “città spugna” e come si passa dal locale allo scalabile

Il report mette in evidenza le logiche del progetto “Città Spugna” della Città Metropolitana di Milano dove sono previsti 88 interventi diffusi per de-impermeabilizzare lo spazio urbano e alleggerire le reti fognarie.

A Vicenza, il “Contratto di Falda” e le aree forestali di infiltrazione permettono oggi di infiltrare oltre 1,6 milioni di m³/anno per ricaricare gli acquiferi. Altri casi rilevanti includono i bacini di laminazione del Lura (CO) e il recupero del Parco Gavoglio a Genova.

Le basi per attuare un approccio “Treatment Train”

La prospettiva futura non vede le NBS in opposizione alle infrastrutture grigie, ma come parte di un “treatment train” integrato. Questo modello combina in effetti logiche NBS estensive a scala di quartiere, con soluzioni intensive dove lo spazio è limitato e infrastrutture grigie come supporto per i picchi meteorici estremi.

Con NBS e SuDS si aprono anche nuove sfide di policy e governance

Nonostante le prospettive che possono aprire per rispondere anche alla necessità di scalabilità le NBS e SuDS devono superare, secondo il report, tre barriere principali: il gap conoscitivo, la necessità di finanziamenti stabili e una governance integrata.

Molti progetti attuali dipendono da risorse episodiche (fondi europei o bandi straordinari). Per una diffusione ordinaria, occorrono meccanismi stabili, come l’inserimento dei costi nella tariffa del servizio idrico integrato o l’applicazione di risorse locali dedicate, come avviene nel modello francese GEMAPI.

La manutenzione poi è fondamentale: essendo infrastrutture vive, le NBS richiedono cura costante per mantenere la loro efficacia idraulica e depurativa. Sistemi di monitoraggio e digitalizzazione possono trasformare un asset statico in uno gestito, permettendo, ad esempio, una manutenzione predittiva che riduce drasticamente i consumi energetici.

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