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Loacker punta sul biometano per la filiera produttiva



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Un accordo settennale con BioEnergie San Lorenzo di Sebato consentirà a Loacker di coprire con biometano il 70% del fabbisogno di gas dello stabilimento Dolomites Milk. L’intesa rafforza resilienza energetica, decarbonizzazione della filiera ed economia circolare nel territorio altoatesino

Pubblicato il 8 lug 2026



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Loacker punta sul biometano per rafforzare la filiera sostenibile

Un contratto di lungo periodo per il biometano, uno dei primi Biomethane Purchase Agreement (BPA) siglati in Italia, che punta contemporaneamente a rafforzare la sicurezza energetica, accelerare la decarbonizzazione e valorizzare un modello di economia circolare territoriale. È questa la nuova iniziativa annunciata da Loacker, che ha sottoscritto un accordo pluriennale con BioEnergie San Lorenzo di Sebato per alimentare con gas rinnovabile lo stabilimento Dolomites Milk di Vandoies, in Alto Adige.

L’intesa rappresenta un ulteriore tassello della strategia energetica dell’azienda, che negli ultimi anni ha avviato un percorso di progressiva riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili nei propri processi produttivi, integrando sostenibilità, innovazione industriale e resilienza della filiera.

Biometano per coprire il 70% del fabbisogno energetico

L’accordo ha una durata di sette anni e prevede la fornitura di 21.000 MWh di biometano all’anno, prodotti in Alto Adige da BioEnergie San Lorenzo di Sebato e immessi nella rete nazionale del gas con il supporto del Gruppo Alperia.

La quantità di gas rinnovabile consentirà di coprire circa il 70% del fabbisogno di gas dello stabilimento Dolomites Milk, che registra consumi complessivi pari a circa 29.500 MWh.

Lo stabilimento, nato dalla collaborazione tra Loacker e Brimi, rappresenta uno snodo strategico della filiera lattiero-casearia del gruppo. Qui vengono lavorati latte e siero provenienti dalla regione alpina per ottenere ingredienti destinati alla produzione dei prodotti Loacker.

Un Biomethane Purchase Agreement per la decarbonizzazione

Secondo quanto comunicato dall’azienda, il contratto rientra tra i primi esempi italiani di Biomethane Purchase Agreement (BPA), una formula che consente alle imprese di assicurarsi forniture di gas rinnovabile attraverso accordi di lungo termine, analogamente a quanto già avviene nel settore elettrico con i Power Purchase Agreement (PPA).

L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre le emissioni legate ai consumi energetici dei processi industriali, dall’altro diminuire l’esposizione alla volatilità dei mercati energetici attraverso una fonte programmabile e disponibile nel tempo.

Economia circolare e valorizzazione del territorio

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la filiera locale. Il biogas viene infatti prodotto principalmente utilizzando liquami, letame e residui organici agricoli provenienti dal territorio altoatesino. Questi sottoprodotti vengono trasformati in energia rinnovabile, immessa nella rete nazionale e successivamente utilizzata da Dolomites Milk per alimentare i processi di essiccazione del latte e del siero.

Alperia gestirà la distribuzione del gas, il bilanciamento della rete e la copertura dell’eventuale quota residua necessaria al funzionamento dello stabilimento.

Il progetto rappresenta quindi un esempio di integrazione tra agricoltura, industria alimentare ed energia rinnovabile, secondo una logica di economia circolare nella quale gli scarti agricoli vengono trasformati in una risorsa energetica per la stessa filiera produttiva.

Una leva per resilienza energetica ed ESG

Per Loacker il ricorso al biometano non rappresenta soltanto una scelta ambientale, ma anche uno strumento di gestione del rischio energetico.

Come spiega Wanda Hager, Managing Director Agriculture & Procurement di Loacker, l’accordo punta a rafforzare la resilienza della filiera, accelerare la riduzione delle emissioni associate ai consumi energetici e sostenere un modello concreto di economia circolare.

L’integrazione di una quota significativa di gas rinnovabile nella strategia di approvvigionamento permette infatti di garantire maggiore continuità operativa, limitare l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi dell’energia e rendere misurabili gli obiettivi ESG dell’azienda.

Una strategia più ampia di innovazione sostenibile

L’iniziativa si inserisce nel percorso di sostenibilità descritto nella Relazione d’Impatto 2026 di Loacker, che individua nella tutela ambientale, nella responsabilità di filiera e nella riduzione delle emissioni alcuni dei principali ambiti di intervento.

In qualità di Società Benefit, l’azienda sta sviluppando diverse soluzioni per diminuire progressivamente il ricorso ai combustibili fossili e migliorare l’efficienza dei processi industriali.

Tra i progetti già avviati figurano Optibake, il primo forno al mondo per la cottura dei wafer mediante riscaldamento induttivo, operativo nello stabilimento di Heinfels dal 2025, e SmartFlexPack, una tecnologia di stampa flessibile direttamente sulla confezione che elimina l’utilizzo di etichette adesive, riducendo il consumo di materiali. Quest’ultima soluzione ha ottenuto nel 2025 il Best Packaging Award nella categoria Tecnologia ed è attualmente in fase di sperimentazione. Leggi a questo proposito l’articolo sull’integrazione verticale di Loacker.

Con il nuovo accordo sul biometano, Loacker aggiunge quindi un ulteriore elemento alla propria strategia di transizione energetica, puntando su una filiera sempre più integrata, resiliente e radicata nel territorio, nella quale innovazione industriale e sostenibilità ambientale procedono in modo complementare.

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