Il Decreto Bollette: contesto e obiettivi
Il Decreto bollette approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 febbraio 2026 predisposto con l’obiettivo di dare una risposta urgente ai costi di elettricità e gas sia per il mondo delle famiglie sia per le imprese, arriva in un momento in cui la volatilità e la pressione sui prezzi continuano a mettere alla prova il mercato.
L’obiettivo del Governo con questo intervento è sostenzialmente duplice: dare una risposta sull’emergenza sui costi delle fatture energetiche e, nello stesso tempo, supportare la competitività delle imprese e sostenere il percorso di decarbonizzazione del sistema produttivo.
Costi dell’energia elevati, gravi tensioni geopolitiche e necessità di aumentare gli impegni su rinnovabili, reti e flessibilità
Il contesto del Decreto bollette vede da una parte un costo dell’energia molto elevato, una situazione internazionale condizionata da fortissime tensioni geopolitiche e uno scenario legato alla transizione verso le energie rinnovabili ancora in evoluzione ma non sufficiente per contribuire in modo significativo alla sicurezza energetica.
Le difficoltà che hanno condizionato gli obiettivi di questo decreto bollette riguardano la necessità di poter disporre di un intervento concreto sui prezzi nel breve periodo senza indebolire o modificare gli incentivi all’efficienza e alla transizione.
Un altro aspetto importante relativo al contesto del decreto bollette riguarda l’obiettivo di intervenire affinché gli elevati costi dell’energia nel lungo periodo non si trasformino in rischi sul piano sociale, ovvero in difficoltà per le famiglie di affrontare i costi di bollette troppo elevati.
Relativamente al mondo economico e in particolare alla imprese il Decreto bollette si è dato l’obiettivo di cercare di ridurre il peso dei costi dell’energia anche per evitare che questa pressione, che incide evidentemente sui margini, possa di conseguenza pesare negativamente anche sulla capacità di investimento delle imprese anche sui progetti di elettrificazione e di decarbonizzazione.
Un ulteriore tema che rientra nel contesto del Decreto bollette riguarda la problematica legata alla qualità delle regole di mercato. Tra gli obiettivi c’è anche quello di rispondere all’esigenza di un ecosistema che chiede una maggiore chiarezza e più affidabilità per quanto attiene alle dinamiche retail e ai meccanismi di sistema.
La componente dello sconto in bolletta rappresenta un aspetto evidentemente importante ma l’impegno riguarda anche la necessità di creare una condizione di maggiore stabilità per quanto riguarda gli impegni energetici di famiglie e imprese, consentendo di mantenere e proteggere gli investimenti per la transizione energetica.
Il Decreto Bollette in dettaglio
Come accennato il Decreto Bollette punta a tre obiettivi principali: il sostegno alle famiglie, la competitività delle imprese e l’impulso alla transizione energetica.
Per ciascuna di queste aree di intervento sono previste una serie di azioni:
Nel caso del sostegno alle famiglie
- Per quanto attiene al sostegno per le famiglie il Decreto bollette ha predisposto un piano finalizzato a mettere a disposizione energia eettrica per famiglie vulnerabili attraverso un contributo straordinario di 115 euro per il 2026 che ha lo scopo di aiutare i nuclei famigliari nel sostenere i costi di acquisto dell’energia elettrica. Secondo i dati forniti dal MASE questo beneficio si rivolge a 2,7 milioni di famiglie ed è aggiuntivo rispetto al bonus sociale elettrico di 200 euro.
- Relativamente al comparto delle imprese venditrici il Decreto bollette prevede un contributo volontario dei venditori. Concretamente, le imprese venditrici di energia elettrica possono riconoscere un contributo a copertura dei costi di acquisto per un bimestre. Questo si traduce in uno sconto in bolletta fino a 60 €/anno per gli anni 2026 e 2027, destinato a 4,5 milioni di famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro.
- Sono poi previste misure per la riduzione della bolletta elettrica e del gas per tutte le famiglie e le imprese.
Per le Imprese
- Il Decreto prevede un supporto alle PMI pianificato nel periodo 2026 e 2027 durante il quale verranno ridotti gli oneri generali di sistema sulle bollette. Per questo intervento è stato predisposto uno stanziamento è di 1,5 miliardi di euro per il 2026 e di 800 milioni di euro per il 2027.
- Un aspetto importante riguarda il Power Purchase Agreements (PPA). Il Decreto sostiene e promuove il ricorso ai PPA da parte delle PMI con una serie di misure di rafforzamento degli strumenti dedicati. In questo ambito sono state predisposte delle forme di premialità per i produttori che mettono a disposizione energia alle imprese proprio tramite contratti PPA a lungo termine.
- Un altro tema di rilievo riguarda il tema deldisaccoppiamento dei prezzi. In questo caso il decreto punta ad arrivare a disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, con l’obiettivo di arrivare a garantire una disponibilità di energia rinnovabile a prezzi ridotti.
- C’è poi un ulteriore tema che attiene alla disponibilità di Gas per le Imprese. In questo ambito rientrano tre tipologie di interventi:
- Gas Release: dove viene previsto un aumento dei volumi di gas estratti sul territorio nazionale allo scopo di metterli a disposizione a prezzi calmierati ai clienti industriali.
- Settore Hard-to-Abate: per le imprese che appartengono a questa categoria più energivora sono previste maggiori tutele relativamente all’approvvigionamento di biometano.
- Vendita Gas Stoccato: in questo caso è prevista la vendita del gas stoccato da GSE e SNAM (almeno 410 milioni di euro per il 2026), con un beneficio medio atteso di circa 3 €/MWh.
Misure sul mercato dell’energia e del gas
Gli interventi legati al mercato del gas rientrano nella voce Servizio di Liquidità Gas. In questo caso è prevista l’introduzione di un servizio che ha lo scopo di eliminare il differenziale di costo (circa 2 €/MWh) tra il prezzo del gas europeo (TTF) e quello italiano (PSV). Si tratta di un intervento e di un beneficio che viene stimato in circa 800 milioni all’anno per il gas e 800 milioni all’anno per l’elettricità.
Nell’ambito delle misure per il mercato sono poi previste delle Riforme settoriali come
- La revisione dei meccanismi del conto energia.
- LiIncremento dell’IRAP per il settore energetico.
- La modifica del timing di versamento degli oneri da parte dei distributori.
- Il monitoraggio delle condotte degli operatori per rafforzare la concorrenza nei mercati all’ingrosso.
- La razionalizzazione dei prezzi minimi garantiti per le bioenergie e riduzione dei costi di produzione degli impianti termoelettrici.
Il ruolo chiave della Transizione energetica e dell’innovazione
Nel Decreto bollette la transizione energetica conta perché il contenimento dei costi non può restare una misura “di emergenza”, ma deve anzi stimolare e accompagnare investimenti strutturali.
L’obiettivo come già accennato è quello di evitare che i prezzi dell’energia troppo elevati frenino prima di tutto la competitività ma anche la stessa capacità delle imprese di finanziare l’innovazione per adottare soluzioni di efficienza energetica, di elettrificazione e di adozione di rinnovabili.
La stabilizzazione delle bollette può rappresentare un intervento che permette di creare spazio per scelte di lungo periodo: reti più resilienti, più flessibilità e più produzione pulita.
In questo scenario gli interventi previsti nel Decreto bollette prevedono:
- Per Rinnovabili e Rete una norma contro la “saturazione virtuale” della rete e dunque per dare più spazio alle rinnovabili e alla razionalizzazione degli investimenti sulle reti. ÈSempre in questo ambito è prevista un’accelerazione della connessione alla rete degli impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili).
- Un disposrso a parte è poi previsto per lo Sviluppo Tecnologico con la introduzione di un procedimento unico per la costruzione dei Data Center, finalizzato allo sviluppo tecnologico in ottica di sostenibilità.
Decreto bollette e ESG: i punti di riferimento
Il decreto bollette comprende una serie di misure che possono essere messe in relazione, in modo diretto, con le tre dimensioni dell’ESG, in particolare i temi dell’accessibilità, della decarbonizzazione e competitività industriale e della trasparenza di mercato. Tutti temi che possono generare effetti “a catena” su consumatori, operatori e investimenti.
Decreto bollette e ESG: “S” di social: accessibilità dell’energia e riduzione del rischio di vulnerabilità
La prima relazione con i criteri ESG è la più immediata: il decreto mette al centro famiglie e imprese con interventi di agevolazione tariffaria e sostegni mirati.
In ottica Social, ridurre l’impatto delle bollette significa limitare povertà energetica, morosità e instabilità economica, con effetti positivi sulla coesione e sulla tenuta dei consumi.
Per gli operatori retail, un cliente meno esposto alla volatilità è anche un cliente con minori rischi di insolvenza e contenzioso: un vantaggio concreto per la gestione del credito e della customer base.
Effetto ESG indiretto: domanda più stabile e meno rischio reputazionale
Quando l’energia diventa inaccessibile, cresce la tensione sociale e aumentano i rischi reputazionali per tutta la filiera (utility, trader, venditori).
Un pacchetto che attenua lo shock, anche se temporaneo, può offrire una “finestra” di stabilità in cui pianificare interventi strutturali.
“E” come environmental e Decreto bollette: prezzi, investimenti e traiettoria di decarbonizzazione
Il decreto è presentato anche con l’obiettivo di sostenere competitività e decarbonizzazione. E in questo caso la connessione ESG sta nella possibilità di spostare l’attenzione dal solo contenimento dei costi alla qualità degli investimenti: reti, efficienza, contratti di lungo periodo e integrazione di nuovi carichi.
Le misure richiamate nelle ricostruzioni del provvedimento includono interventi che toccano il tema dei PPA e dell’assetto di sistema, cioè strumenti che possono aumentare la bancabilità di nuova capacità rinnovabile e stabilizzare i prezzi nel medio periodo.
“G” come governance: trasparenza delle offerte, regole e vigilanza
La parte “G” nel decreto bollette può essere individuata nelle agevolazioni naturalmente, ma anche nei provvedimenti per la trasparenza delle offerte al dettaglio e nel rafforzamento delle sanzioni per le autorità di vigilanza.
In ottica ESG, un mercato più trasparente riduce asimmetrie informative, pratiche scorrette e costi nascosti, migliorando fiducia e comparabilità.
In sintesi: quali vantaggi ESG può attivare nel mercato energia
Il decreto può essere messo in relazione con il mondo ESG se viene letto come ponte tra emergenza e trasformazione: ovvero tra la volontà di proteggere i vulnerabili (Social), di abilitare investimenti più stabili e coerenti con la transizione (Environmental), rafforzare trasparenza e controlli nel retail e predisporre una migliore gestione dei rischi (Governance).
Il valore, per il settore, sta soprattutto in ciò che succede “dopo”: usare la stabilizzazione per accelerare le scelte strutturali, evidendo il rischio di restare frenati nel ciclo dei correttivi di breve periodo.











