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Lavoro sostenibile, come promuoverlo attraverso la Responsible technology

Alberto Marsanasco, Chief Innovation Officer di WebScience: “Sia le aziende che le persone, inclusi clienti e dipendenti, riconoscono il valore sociale e di business che possono derivare da un approccio più responsabile in un mondo del lavoro sempre più frenetico e stressante”

Pubblicato il 18 Ott 2023

responsible technology

Riconciliare la tecnica con l’etica. E’ questo il senso della “Responsible technology”, per riportare l’attenzione sull’importanza della responsabilità etica nell’ambito tecnologico. “La responsible technology sta guadagnando terreno rapidamente – afferma Alberto Marsanasco, chief innovation officer di WebScience, la agile digital factory italiana, parte del gruppo Adesso, nata nel 2000 e specializzata nello sviluppo software con metodologie agili, nella modernizzazione e nella realizzazione di applicazioni digitali su misura, nell’evoluzione dell’architettura applicativa verso paradigmi cloud-native, nella progettazione di percorsi di migrazione al cloud e nella realizzazione e adozione di applicazioni di tipo low-code – Sia le aziende che le persone, inclusi clienti e dipendenti, riconoscono il valore sociale e di business che possono derivare da un approccio più responsabile in un mondo del lavoro sempre più frenetico e stressante”.

L’approccio di WebScience

“In WebScience abbiamo declinato la responsible technology nel motto ‘Digital with values’ – spiega  Marsanasco – per sottolineare sia il valore concreto che l’azienda offre ai clienti, sia i valori umani che guidano le persone all’interno dell’azienda, tra cui la fiducia e la crescita”. Con il tempo e con l’ingresso nel gruppo internazionale Adesso il purpose è cresciuto e si è trasformato in “grow together”. La responsible technology si declina all’interno dell’attività dell’azienda in diversi ambiti chiave:

Accessibilità e design inclusivo

E’ essenziale considerare i reali bisogni dell’utente e influenzare positivamente le comunità – spiega Marsanasco – Il design thinking e l’approccio agile insegnano a esplorare questi bisogni, ma ci sono anche nuovi strumenti dedicati alla responsible technology, come il Canvas proposto da Omidyar Network, che pone domande cruciali sui possibili impatti e utilizzi negativi delle soluzioni tecnologiche”.

Data privacy and security

Un aspetto fondamentale che si affianca al rispetto delle normative è quello di garantire la sicurezza dei dati personali, utilizzando ad esempio il paradigma del “Security by design” per progettare applicazioni robuste dal punto di vista della sicurezza. “In particolare, oggi la sicurezza infrastrutturale è spesso gestita da prodotti di mercato – aggiunge Marsanasco – il Cloud offre soluzioni solide da questo punto di vista e le principali sfide di sicurezza si spostano sul dominio applicativo”.

Impatto ambientale

Gli effetti della responsible technology possono farsi sentire anche nel campo della sostenibilità ambientale, contribuendo a contenere gli effetti dei cambiamenti climatici: da questo punto di vista, spiega Marsanasco, sarà importante che le soluzioni siano progettate per un utilizzo efficiente delle risorse energetiche.

Contrastare la disinformazione

Si tratta di uno dei temi più sensibili man mano che si diffonde l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in diversi settori di business: “E’ essenziale prevenire la diffusione di informazioni errate o distorte da bias che possono crearsi anche senza che siano previsti a causa di pattern identificati dall’AI – argomenta il Cio di WebScience – Chi si occupa di sviluppare applicazioni digitali ha ruolo importante. Se la regolamentazione e la governance etica sono definite dalle istituzioni, la trasparenza degli algoritmi è definita dai grandi vendor, sulla responsabilità umana e la valutazione dell’impatto sociale possiamo fare molto anche noi in WebScience”.

Diversificazione nella forza lavoro tecnologica

Nella formazione dei team è fondamentale avere un approccio aperto e inclusivo: “La metodologia agile e i modelli organizzativi come il modello Teal favoriscono e incoraggiano la diversità di pensiero e l’inclusione – spiega Marsanasco – Alcune pratiche forzano la rottura del group thinking, per non pensare tutti allo stesso modo. Altre favoriscono processi decisionali che fanno convergere idee, senza escluderle. Però non basta, serve aprirsi a nuovi spunti e esperienze che ancora non conosciamo, ricercare, sperimentare”.

Una evoluzione a piccoli passi

Per indirizzarsi verso una tecnologia sempre più responsabile si può iniziare con piccoli passi, prosegue Marsanasco, “come l’organizzazione di ‘futurespective’ oltre alle classiche retrospective, per valutare l’impatto futuro dei prodotti e anticiparne i rischi. Attraverso l’adozione di queste metodologie, il lavoro può gradualmente ritornare a essere visto come ‘poesia’ e artigianalità, un’attività che ha un significato profondo da celebrare ogni giorno. La Responsible Technology – conclude – offre la possibilità di far convergere la tecnologia con la nostra umanità, creando un mondo del lavoro più sostenibile e significativo”.

Su ESG Smart Data una selezione e una sintesi delle ricerche e delle analisi sul ruolo e sulle prospettive della sostenibilità per le imprese e per le pubbliche amministrazioni.

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