Sustainability Manager

Fastweb, Lo Iacono: “Sostenibilità al centro del nostro impegno di società benefit”

La Senior Manager of Sustainability della telco: “Abbiamo obiettivi di breve e di lungo termine per contenere i cambiamenti climatici. E siamo impegnati con clienti e dipendenti per diffondere le competenze digitali e promuovere diversity e inclusion. Fa parte della nostra sensibilità e ce lo chiedono anche i consumatori”

30 Mar 2022

Una strategia sull’environment, social & governance a tutto tondo, che comprende obiettivi precisi per la sostenibilità ambientale – quindi per la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera, nelle attività dell’azienda e nei rapporti con i fornitori – un impegno crescente nella diffusione delle competenze digitali e una serie di progetti su inclusion & diversity. A illustrare qual è la vision di Fastweb in ambito Esg è in quest’intervista a Esg360 Anna Lo Iacono, Senior Manager of Sustainability della telco guidata da Alberto Calcagno.

In termini di strategie, quali sono gli obiettivi di Fastweb? Quali potete dire di aver già centrato o di essere vicini a farlo?

In Fastweb abbiamo obiettivi a lunga scadenza e altri che guardano più al breve periodo: siamo diventati una società benefit, e questo nuovo status comporta anche obiettivi di sostenibilità. Tra quelli più sfidanti a medio-lungo termine, soprattutto sulla parte ambientale, c’è la scelta di diventare carbon neutral nel 2025, accelerando rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione Europea e a quello che stanno facendo i nostri competitor. Per misurare questo nostro impegno abbiamo aderito a “Science based target initiative”, organismo internazionale che ha un metodo scientifico di valutazione dei target delle aziende. In più quello che non riusciremo a ridurre in questo percorso abbiamo deciso di compensarlo interamente dal 2025. Ma stiamo lavorando già da tempo per la lotta contro il climate change, ad esempio dal 2015 acquistiamo il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili, e dal 2021 abbiamo iniziato a compensare tutte le emissioni dirette e tutte quelle che dipendono dalle operations. Grazie a questi impegni lo scorso anno il Financial Times ci ha collocato al secondo posto in Europa tra le aziende che hanno maggiormente ridotto i consumi e migliorato l’efficienza della rete.

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Questo per la sostenibilità ambientale. E per la parte Social & Governance?

Un altro grosso fronte su cui siamo impegnati è quello di lavorare per le competenze digitali, per accelerare la conoscenza del digitale tra i cittadini, i giovani e le imprese. Nel 2016 abbiamo creato una scuola che è molto cresciuta nel tempo, la Fastweb Digital Academy, nata dalla collaborazione con Fondazione Cariplo in Cariplo Factory. Finora abbiamo formato 22mila persone, ma il nostro obiettivo è di arrivare a 500mila entro il 2025. Più a breve termine abbiamo l’obiettivo di raggiungere 2 milioni di utenti in più con connettività minima a un Giga rispetto ai numeri dell’anno scorso. E in ambito di inclusione e diversity, siamo attenti ad assumere un numero crescente di donne in azienda, e di fare educazione tra le nostre persone su questi argomenti. Monitoriamo in tempo reale il raggiungimento di tutti questi obiettivi, compresi quelli ambientali, e li rendiconteremo ogni anno.

Come nasce e come si è sviluppata nel tempo l’attenzione di Fastweb ai temi della sostenibilità?

Il primo passo l’abbiamo compiuto nel 2012, grazie anche all’impulso di Swisscom,  quando abbiamo iniziato a fare il report di sostenibilità in maniera volontaria, che è certificato ed è al più alto livello di trasparenza. L’impegno si è poi consolidato negli anni, fino a diventare uno dei pillar del nostro modo di fare impresa, sia verso i clienti privati sia verso quelli enterprise. L’anno scorso ci siamo fatti certificare anche da Standard Ethics, per capire se il nostro modo di agire era allineato con gli standard internazionali, e abbiamo raggiunto la doppia B, “strong”, sul piano della sostenibilità. Aggiungerei che questo approccio non vale soltanto verso i clienti privati o quelli del ramo enterprise, ma anche verso i nostri partner e i nostri fornitori. In questo campo la sostenibilità riguarda l’aspetto sociale, che presidiamo sempre di più – ad esempio con la certificazione SA8000 siamo impegnati a controllare l’eticità dei fornitori – e quello ambientale, per abbassare il nostro impatto ambientale. Quella della catena di fornitura è un componente molto importante, perché ci mette nella condizione di considerare i nostri partner non soltanto dal punto di vista del business, ma anche allargandoci alla tutela dell’ambiente e alle condizioni di lavoro dei loro dipendenti.

Come è organizzato il suo team, quali sono i ruoli e le mansioni chiave?

Siamo organizzati essenzialmente su tre filoni: uno che lavora sulla parte ambiente, che si occupa dei report di sostenibilità, delle certificazioni e del calcolo della carbon footprint. Poi abbiamo una parte che segue la Digital Academy, con corsi in streaming e da quest’anno anche un‘offerta on-demand. Solo per dare un’idea, l’anno scorso hanno partecipato ai corsi 7.500 persone, e nei primi tre mesi del 2022, grazie anche alle nuove modalità, siamo già a 7mila. La terza parte è più legata ai contenuti, con un’offerta ad hoc per le scuole.

Che metodo avete scelto per misurare le performance e quali sono i vostri standard di riferimento?

Usiamo gli Standard GRI e standard riconosciuti a livello scientifico, mirando a una valutazione degli impatti il più possibile puntuale. Dove è più semplice, come nel caso delle misure per la sostenibilità ambientale, e anche dove è più complicato, ad esempio per le competenze digitali. Facciamo anche ricerche sui clienti per capire come vedono i temi della sostenibilità, che in generale è uno tra i più sentiti, insieme alla  privacy e alla protezione dei dati degli utenti.

Siete più voi che fate gli ambasciatori della sostenibilità per gli utenti o sono più loro a stimolarvi a fare sempre di più?

Dal nostro punto di osservazione notiamo che negli ultimi due-tre anni è aumentata negli utenti l’attesa che le aziende facciano qualcosa di concreto per contribuire a risolvere i grandi problemi ambientali e sociali. Prima queste richieste erano rivolte quasi esclusivamente alle istituzioni, oggi registriamo invece una richiesta di intervento più generalizzata. Lo abbiamo notato con il Covid-19, in cui siamo intervenuti destinando un contributo di emergenza agli ospedali per l’acquisto di macchinari quando mancavano i respiratori, e poi sostenendo le piccole imprese in difficoltà con l’aiuto di Cesvi e della Camera di Commercio di Milano. Tutte iniziative che sono state valutate positivamente dai clienti. Ora siamo impegnati sull’Ucraina: abbiamo annullato il costo di telefonate ed sms verso il Paese, e sosteniamo due progetti. Uno di Cesvi per mantenere un tendone a Zahony, al confine con l’Ungheria, per dare primo soccorso e accoglienza ai profughi. Il secondo è un intervento di “fase 2”, per soccorso ai rifugiati in Italia, aiutando il progetto Arca a Milano, con assistenza agli ucraini che arrivano nel capoluogo lombardo prima si essere smistati nei punti di accoglienza su tutto il territorio nazionale. Abbiamo raccolto un contributo di solidarietà tra i dipendenti, e l’azienda ha raddoppiato la donazione.

Quanto gli obiettivi di sostenibilità influenzano e hanno inciso sulla vostra offerta di servizi verso i privati e le imprese?

Stiamo cercando di integrare sempre più questo approccio nella nostra offerta. Dal punto di vista ambientale già da anni oltre al calcolo tradizionale della carbon footprint, delle emissioni dirette e indirette e dei consumi da energia, calcoliamo anche quanto i servizi permettono ai clienti di risparmiare energia. Ci siamo fatti certificare questi calcoli anche da Legambiente, che ci ha dato un’etichetta di sostenibilità per alcuni prodotti, dai data center efficienti alla videocomunicazione, ai servizi in Cloud, fino al modem. In più siamo impegnati a eliminare l’utilizzo della carta, quindi mandiamo soltanto fatture elettroniche, e per la sottoscrizione degli abbonamenti in negozio utilizziamo i tablet e le firme digitali. Quanto alla Fastweb Digital Academy, promuoviamo i corsi anche all’interno della nostra offerta, consentendo ai clienti di avere accessi in anteprima ai corsi, di avere la priorità nelle iscrizioni, o proponendo alle Pmi corsi gratuiti sull’e-commerce o sul digital marketing dedicati proprio alle loro esigenze.

Ci vuole raccontare di un’iniziativa specifica in corso di realizzazione o che avete in programma nel campo della sostenibilità?

Mi fa piacere ricordare che in ottica di sostenibilità e ambiente, con il coinvolgimento dei dipendenti, abbiamo istituito la “settimana del futuro”. Le nostre persone hanno la possibilità di dedicare cinque giornate all’anno in azioni di volontariato, diventando ad esempio divulgatori digitali nell’Academy o nelle scuole. Formiamo centinaia di persone per diventare divulgatori digitali, per aiutare anziani, bambini, detenuti, migranti ad affacciarsi al mondo del digitale. Poi siamo impegnati in una serie di iniziative per la piantumazione di alberi: mille a Milano, mille a Roma e mille a Bari quest’anno e per i due successivi. E infine fanno parte della “settimana del futuro” anche iniziative di pulizia di giardini o spiagge e di supporto alle onlus.

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