Best practise ESG

Metalmeccanico “sostenibile”: CSM si certifica per la Parità di genere e spinge su D&I

Il risultato completa e innova ulteriormente un percorso cominciato da antesignani, già nel 2007, quando l’azienda aprì l’asilo nido. Si consolida così un sistema di buone pratiche per un’azienda che conta il 30% di donne fra i suoi 160 dipendenti. E in un settore considerato “al maschile”: CMS infatti fornisce macchine e parti per l’industria nel settore del packaging

Pubblicato il 05 Gen 2024

Cms Spa, azienda metalmeccanica emiliana, ha conquistato la certificazione di Parità di Genere. Solo 813 aziende in Italia hanno raggiunto fino ad ora questo risultato. La Ceo, che è una giovane donna, Elena Salda: «Una maggiore e migliore inclusione delle donne nel mercato del lavoro è uno strumento essenziale per la crescita del nostro Paese e della nostra impresa».

Si tratta di una certificazione cercata e voluta fortemente per completare e innovare ulteriormente un percorso cominciato da antesignani, già nel 2007, quando l’azienda aprì l’asilo nido. Si consolida così un sistema di buone pratiche per un’azienda che conta il 30% di donne fra i suoi 160 dipendenti. E in un settore considerato “al maschile”: CMS infatti fornisce macchine e parti per l’industria nel settore del packaging. A guidare l’impresa, una donna: l’amministratore delegato Elena Salda.

Parità di genere come motore di crescita

«L’idea di avviare il percorso verso la Certificazione si sviluppa in un contesto d’impresa contemporanea, che riconosce la parità di genere come uno straordinario motore di crescita e uno dei capisaldi più rilevanti e urgenti della agenda dello sviluppo sostenibile. Secondo il rapporto globale del World Economic Forum il potenziale raggiungimento della parità di genere, se non si dà uno slancio significativo al tema, è previsto nel 2154. L’Italia si trova al 79esimo posto su 149 Paesi con un livello di occupazione femminile pari al 52 per cento. Una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro è uno strumento essenziale per migliorare la coesione sociale, nonché di fondamentale importanza per la crescita economica del nostro Paese e quindi della nostra impresa».

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Ora la certificazione sulla Parità di Genere è un ulteriore passo avanti, che porta anche nuovi obiettivi da perseguire. «Sono convinta che la diversità è un fatto ma l’equità e l’inclusione sono delle pratiche. Non esiste una unica politica di genere ma un mix di azioni da introdurre che contribuiscono al miglioramento. Noi ci impegneremo in tal senso con una formazione mirata che coinvolga tutti i collaboratori per riflettere e sradicare gli stereotipi di genere, con una attenzione particolare alla equità retributiva e continueremo naturalmente a consolidare il nostro sistema di welfare per conciliare i tempi di vita e di lavoro».

Attenzione al benessere dei dipendenti

CMS è da anni attenta al benessere dei dipendenti e alla conciliazione tra lavoro e famiglia. L’intuizione di aprire un asilo nido risale a quindici anni fa e ha consentito negli anni di attrarre giovani talenti e di dare supporto a tante famiglie del territorio. «In generale le nostre politiche di welfare, raggruppate sotto il motto “Better factory, better life”, hanno ricadute positive sulla vita dell’impresa». Esempi? Un turn over in uscita e un assenteismo molto bassi.

Nell’affrontare il percorso per la certificazione, Cms ha ampliato lo sguardo sulla parità, a comprendere non solo il rapporto con le donne, ma anche con le altre diversità. «Nell’ultimo anno abbiamo registrato la presenza di ben otto nazionalità nei nostri stabilimenti – spiega Elena Salda – una realtà composita di culture, razze e religioni, che è divenuta occasione per una cena multietnica partecipatissima, circa 200 persone, e ha accresciuto la consapevolezza della ricchezza che tale eterogeneità può dare all’impresa».

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