CSR

Corporate Social Responsability: dinamiche interne ed esterne per le imprese

Per imprese e organizzazioni è sempre più importante fornire una dimostrazione della propria responsabilizzazione verso la collettività, anche grazie all’integrazione nelle proprie attività di tematiche legate all’impatto ambientale, al ruolo sociale delle imprese per i territori, al benessere delle persone, in una prospettiva di miglioramento continuo. Appare sempre più rilevante conoscere la Corporate Social Responsibility (CSR) e le sue declinazioni

Pubblicato il 18 Mar 2021

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L’adozione di una Corporate Social Responsibility da parte delle organizzazioni consente di dare dimostrazione della propria responsabilizzazione verso la collettività, mediante l’integrazione nell’attività d’impresa degli aspetti che ricadono sul benessere delle persone, dei territori e dell’ambiente, in un’ottica di miglioramento continuo. Vediamo nel dettaglio cosa è la Corporate Social Responsibility e le sue declinazioni

Cos’è la Corporate Social Responsibility (o CSR)?

Andrea Reghelin – Partner, P4I-Partner4Innovation

Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” è il titolo del Libro Verde presentato dalla Commissione Europea nel 2001 che ha definito la Corporate Social Responsibility (o CSR)come l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”.

Con la Strategia dell’UE in materia di responsabilità sociale delle imprese, la Commissione ha proposto una nuova definizione di CSR riconoscendo la stessa come la “responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società“, così sottolineando l’importanza di dare avvio ad un percorso interno volto ad integrare gli aspetti ambientali e sociali nella propria strategia operativa. Le imprese vengono pertanto responsabilizzate non solo rispetto agli obblighi di legge ma anche rispetto al capitale umano, agli aspetti ambientali e ai rapporti con tutti gli stakeholder, assegnando una definizione di CSR che riconosce dignità alle norme sociali (oltre quelle giuridiche) il cui rispetto può produrre benefici diretti alla produttività dell’impresa e alla comunità in generale.

Quali sono le dimensioni della CSR?

La responsabilità sociale delle imprese si compone di due dimensioni: quella interna e quella esterna. Vediamo, innanzitutto, da cosa è composta la dimensione interna, declinandola, in particolare, sotto la logica sociale.

Le prassi “interne” che possiamo definire come socialmente responsabili sono quelle che si sviluppano in primo luogo all’interno delle organizzazioni.

Ad esempio, in un mercato sempre più globalizzato e competitivo una delle maggiori sfide degli employer è quella di attrarre le risorse umane e di dimostrare la capacità di avvalersi di una politica di human resources che porti a trattenere il capitale umano. È questo un impegno che dovrà essere perseguito nel tempo con la formazione continua delle risorse, con l’adozione di una politica effettiva di work-life balance e con la capacità di riconoscere uguale dignità al lavoro di donne e uomini in termini di uguaglianza di retribuzione e di carriere.

Un’altra declinazione interna della CSR è data dalla capacità delle organizzazioni di dotarsi di strumenti di autogoverno con cui manifestare ai propri interlocutori i valori etici condivisi e il proprio impegno nell’operare nel pieno rispetto delle leggi. Ad esempio, l’adozione di un codice etico (o di comportamento) rappresenta uno strumento di deontologia interna adottato dall’azienda per garantire l’affidabilità e la buona reputazione in un’ottica di trasparenza verso la comunità.  Per guidare l’impresa al raggiungimento degli obiettivi di profitto prevenendo condotte o comportamenti illeciti è altresì necessaria l’adozione di una politica di compliance alla normativa che può naturalmente generare valore: in particolare, per gli investitori la consapevolezza dei rischi nella gestione delle attività d’impresa garantisce un controllo più accurato volto a ridurre l’eventualità di sanzioni irrogate da parte delle autorità; per i clienti, attuali o potenziali, l’adozione di una politica di compliance interna valorizza il rapporto di fiducia e incide positivamente sulla reputazione aziendale.

E la dimensione esterna?

Priscilla Scicolone, Legal Consultant di P4I-Partners4Innovation

Agire sulla dimensione esterna della CSR comporta anzitutto la capacità di intrattenere relazioni stabili nel tempo con la comunità locale e con i propri stakeholder (tra gli altri, i fornitori).

La dimensione esterna può tradursi nell’implementazione di un sistema di controllo volto a individuare il rispetto di standard minimi di CSR (tra cui la verifica del rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori o l’adozione di una politica a basso impatto ambientale) da parte dei propri fornitori, così da evitare il rischio di avvalersi di partner con una scarsa reputazione. Sempre più spesso, infatti, notiamo finanche l’affidamento a terzi di una fase del processo della catena produttiva che giustifica la società a dover assumere un atteggiamento responsabile esteso anche ai loro fornitori. Oltretutto, per i propri fornitori strategici agli albori di una vera e propria politica sulla responsabilità sociale d’impresa, sarebbe opportuno prevedere una forma di sostegno concreto – come l’erogazione di un percorso formativo – che porti il fornitore a dotarsi di una politica di CSR realmente attuata, così investendo in un rapporto di fornitura stabile nel tempo.

La responsabilità sociale delle imprese, nella sua dimensione esterna, si riflette anche nella comunità locale. Infatti, saper mantenere un rapporto positivo con l’ambiente circostante è elemento essenziale sia per le imprese locali che per le multinazionali, entrambe infatti dovrebbero pensare ad un nuovo modo di sostenere la comunità locale per affermare la loro presenza su tutti i mercati in cui operano. In questo contesto il termine “glocal” , condiviso nel campo della sociologia e applicato al mercato, ha portato a riflettere sulle dinamiche della globalizzazione applicate al contesto locale, adattando i prodotti e/o i servizi al mercato a cui sono destinati.

Infine, un ulteriore aspetto esterno della CSR è dato dall’impatto ambientale delle organizzazioni. Le imprese con un approccio maturo alla CSR interverranno sia all’interno, prevedendo ad esempio la sostituzione dei packaging dei loro prodotti con materiali riciclabili, sia verso l’esterno, favorendo progetti concreti di supporto come finanziamenti di progetti di ricerca o altre manifestazioni di solidarietà ambientale.

Conclusioni: perché una politica CSR?

Gettare le basi per una politica attenta ai bisogni della collettività può favorire una maggiore produttività; diversamente, un’attenzione insufficiente verso l’impatto generato può esporre a rischi reputazionali.  Inoltre, saper trasmettere all’esterno le proprie politiche di CSR consente agli stakeholder di conoscere le buone pratiche adottate dall’ente a beneficio della comunità e all’impresa di consolidare la propria posizione sul mercato.

L’adozione di una politica di Corporate Social Responsability (CSR) è ormai essenziale per tutte le società a prescindere dalle caratteristiche dimensionali, siano esse multinazionali con impatti significativi a livello globale che PMI, il cui apporto dato al tessuto economico e occupazionale assume dimensioni sempre più rilevanti. Infine, una politica di CSR efficace, che porti a ridurre gli impatti negativi del proprio business sul benessere delle persone, dei territori e dell’ambiente, richiede, un approccio strategico per ripensare la propria attività imprenditoriale secondo logiche di sviluppo sostenibile ed in un’ottica di miglioramento continuo.

Immagine fornita da Shutterstock.

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