Scenari

Tematiche ESG in cima all’agenda delle aziende nel 2024

E’ una delle tendenze chiave dell’anno appena iniziato: lo conferma Cathy Mauzaize, President of EMEA di ServiceNow, secondo cui nel 2024 l’etica e la trasparenza delle iniziative di sostenibilità diventeranno considerazioni fondamentali per clienti, investitori e acquirenti, mentre le informazioni basate sui dati permetteranno di distinguere gli impegni ESG autentici dal mero greenwashing

Pubblicato il 16 Gen 2024

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Le tematiche ESG torneranno in cima all’agenda delle aziende nel 2024. Ad affermarlo è Cathy Mauzaize, President of EMEA di ServiceNow, tracciando le 5 tendenze che disegneranno il percorso delle organizzazioni  nel corso dell’anno appena iniziato.

Mauzaize ricorda come due anni fa ogni conversazione con la classe dirigente iniziasse con argomenti di matrice ESG. “Nel 2023 la situazione sembrava essersi interrotta, mentre i leader lottavano per gestire un ambiente economico incerto e allo stesso tempo si concentravano sulla nuova opportunità dell’IA generativa – spiega -. Nel 2024, l’etica e la trasparenza delle iniziative di sostenibilità diventeranno considerazioni fondamentali per clienti, investitori e acquirenti. Le informazioni basate sui dati permetteranno di distinguere gli impegni ESG autentici dal mero greenwashing. Al di là degli stakeholder esterni, le tematiche ESG si stanno radicando nella cultura aziendale, e anche i lavoratori in prima linea sono in grado di esercitare un impatto significativo”.

La crescente centralità degli ESRS

Con normative come gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) che impongono nuove regole per la rendicontazione delle informazioni ambientali a partire dall’anno fiscale 2024, le capacità di tracciamento e rendicontazione delle emissioni di carbonio saranno considerate più che requisiti standard nel prossimo anno. In questo senso, i requisiti ESG guideranno sempre di più le decisioni sugli investimenti tecnologici nei Consigli di amministrazione e coloro che li sapranno applicare correttamente guadagneranno quote di mercato e otterranno risultati maggiori nel 2024.

In definitiva, l’adozione di pratiche etiche e sostenibili non è più un optional: è un imperativo per qualsiasi azienda che voglia rimanere efficiente e competitiva. Le aziende percepite in ritardo in materia di ESG rischiano di essere escluse dai mercati e di subire il contraccolpo dei partner. Le organizzazioni dovranno aggiornare i comitati consultivi e di supervisione per educare e i KPI dovranno essere chiari per misurare il successo e distinguere tra “green” e “green-wash”.

Le altre tendenze per il 2024

“L’anno appena trascorso è stato descritto come il terzo consecutivo di un periodo di incertezza, avversità e cambiamenti – chiarisce l’analista -. Siamo entrati in una nuova era di crescita tecnologica esponenziale, che abbiamo già vissuto in precedenza con la telefonia mobile e con Internet. Con la diffusione dell’IA, nel 2024 assisteremo a impatti rivoluzionari sul modo in cui le aziende affronteranno i problemi di ampio respiro, come le questioni ambientali, sociali e di governance (ESG), oltre al continuo divario di competenze”.

Ecco dunque le altre tendenze chiave che determineranno l’agenda delle aziende nel 2024.

1. L’IA generativa entrerà nel mondo aziendale 

L’IA generativa (GenAI) è passata dall’essere un argomento di nicchia a diventare una consapevolezza mainstream, apparentemente da un giorno all’altro. Questa tecnologia è ora considerata in grado di trasformare radicalmente le aziende e la società. Entro il 2026, Gartner prevede che oltre l’80% delle aziende utilizzerà API e modelli GenAI o implementerà applicazioni GenAI in ambienti di produzione, rispetto a meno del 5% all’inizio del 2023.

Nel 2024, le aziende non si limiteranno a parlare di GenAI, ma proveranno, testeranno e impareranno a trarne vantaggio. Inizieranno a sperimentare con l’IA, che sarà il primo passo per capire come integrare GenAI al meglio. Tuttavia, i fondi a disposizione sono ridotti, a causa della continua incertezza economica, e le organizzazioni avranno bisogno di una guida e di un supporto per affrontare la sfida e sfruttare appieno il potenziale dell’IA generativa.

Con l’aumento dell’utilizzo dell’IA, la governance e la supervisione umana saranno fondamentali per mitigare i rischi emergenti come i bias. I fornitori dovranno garantire controlli rigorosi e trasparenza sull’IA, comprese verifiche da parte di operatori umani, soprattutto in vista dell’entrata in vigore di normative come l’AI Act proposto dall’UE.

Le aziende che adottano per prime e implementano responsabilmente l’intelligenza artificiale e l’automazione miglioreranno la produttività, l’efficienza e l’esperienza dei clienti e dei dipendenti. Questa tendenza a implementare l’IA generativa su larga scala sarà guidata anche dalle richieste dei dipendenti, entusiasti di utilizzare questa tecnologia.

2. Il reskilling come mezzo per costruire una forza lavoro più versatile

Sebbene per molti il 2023 sia iniziato con riduzioni di personale e licenziamenti, la minaccia di una recessione si è attenuata e la domanda di talenti con competenze digitali è tornata a crescere rapidamente. Il reskilling dei dipendenti diventerà una strategia cruciale, in quanto le aziende si troveranno ad affrontare una corsa e una richiesta di talenti sempre più competitiva. I lavoratori del settore tecnologico scarseggiano, e le aziende dovranno aumentare gli investimenti per l’upskilling e il reskilling al fine di sviluppare le capacità internamente, in particolare per quanto riguarda l’IA. Anche l’offerta di programmi di formazione e di opportunità di apprendimento sarà fondamentale per attrarre e trattenere i migliori talenti. Le aziende che investiranno nella crescita dei propri dipendenti otterranno un vantaggio competitivo a lungo termine.

Secondo il World Economic Forum, colmare il gap globale di competenze potrebbe aggiungere 11,5 trilioni di dollari al PIL mondiale entro il 2028, quindi il reskilling dovrebbe diventare una priorità aziendale strategica, non solo un’iniziativa legata al settore delle risorse umane. Con la giusta visione e i giusti strumenti, le aziende potranno costruire una forza lavoro con competenze adattabili e pronte ad affrontare il futuro.

È inoltre sempre più evidente che il mondo dell’istruzione dovrà adattarsi rapidamente per soddisfare le richieste delle organizzazioni. La ricerca “Future of Work” di ServiceNow ha rilevato che il 76% dei lavoratori dell’area EMEA ritiene che l’IA dovrebbe essere una materia obbligatoria nelle scuole prima dei 18 anni e che il 75% ritiene che il coding dovrebbe far parte dei programmi scolastici. Quasi la metà dei lavoratori ritiene di doversi riqualificare per stare al passo con la rapida evoluzione delle tecnologie e il 43% afferma che la propria istruzione scolastica non li ha preparati per il mondo del lavoro. Nell’immediato futuro, i datori di lavoro dovranno offrire touchpoint digitali di facile utilizzo in cui i dipendenti possano aggiornarsi per affrontare le sfide del futuro, aiutati da opportunità di sviluppo continuo delle competenze, crescita e mobilità interna.

3. I dati diventeranno sempre più importanti

Le aziende che negli ultimi anni hanno adottato rapidamente soluzioni tecnologiche eterogenee oggi faticano a trarre il massimo valore da quegli investimenti. Piuttosto che di diversi stack tecnologici eterogenei, hanno bisogno di supporto per mettere in relazione gli strumenti interni e trarre maggior valore dal loro insieme.

Man mano che le organizzazioni cercano di massimizzare il ROI (ritorno sugli investimenti) e l’efficienza operativa, l’importanza di disporre di dati unificati e di alta qualità sarà di primaria importanza. Per i leader aziendali, una sana gestione dei dati è già una priorità assoluta per consentire un processo decisionale intelligente. Nel corso dell’anno prossimo, si assisterà a una maggiore attenzione alle tecnologie in grado di sbloccare rapidamente il valore degli asset di dati. I flussi di dati affidabili, sicuri e integrati diventeranno il prerequisito per tutto, dalle operazioni quotidiane alla pianificazione strategica a lungo termine. Nel 2024, l’evoluzione del panorama normativo imporrà una maggiore attenzione ai dati, con regolamenti come il Digital Operational Resilience Act (DORA) in Europa che imporranno nuovi requisiti rigorosi.

Così come l’elettricità è alla base delle operazioni del mondo moderno, l’accesso unificato ai dati alimenterà la prossima ondata di trasformazioni aziendali. Le organizzazioni che si concentreranno sul mettere in relazione i propri dati si troveranno nella posizione migliore per sfruttare rapidamente il valore di tecnologie come l’intelligenza artificiale e l’automazione.

4. Le tecnologie sosterranno la crescita di nuovi modelli di business e flussi di ricavi

L’innovazione è sempre al centro dell’attenzione di qualsiasi leader aziendale lungimirante. Tuttavia, come già detto, questa innovazione oggi è più rapida che mai e non mostra segni di rallentamento. L’accelerazione del ritmo dell’innovazione renderà necessario per le organizzazioni abbracciare nuovi modelli di business e flussi di ricavi nel prossimo anno, e il CIO potrebbe essere al centro di questo processo.

Secondo il rapporto State of the CIO 2023, più di due terzi (68%) dei CIO riconoscono che la creazione di nuovi flussi di entrate rientra tra le loro responsabilità lavorative. Le aziende storiche sfrutteranno la tecnologia per raggiungere i clienti in modi nuovi, mentre le startup agili continueranno a progettare offerte dirompenti partendo da zero. Con un cambiamento più rapido che mai, le aziende chiederanno un time-to-value più veloce quando investiranno in nuove soluzioni.

La collaborazione diventerà fondamentale, in quanto le organizzazioni si rivolgeranno a partner con capacità complementari per sviluppare congiuntamente nuovi prodotti e servizi, modificando il tradizionale rapporto venditore-cliente. Le aziende che condividono apertamente le conoscenze e le competenze con la propria rete saranno quelle meglio posizionate per crescere nell’ondata di progressi tecnologici in arrivo.

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